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Ma non è questa la sconfitta che brucia di più

Brucia, non v’è dubbio. Una sconfitta come quella maturata a Salò è di quelle che non si dimenticano, di quelle che fanno dire persino agli “storici” della materia che “non era mai accaduto che...”....

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Brucia, non v’è dubbio. Una sconfitta come quella maturata a Salò è di quelle che non si dimenticano, di quelle che fanno dire persino agli “storici” della materia che “non era mai accaduto che...”. Senza scomodare il fact-checking per verificare questa apodittica affermazione, crediamo anche noi che questa sconfitta possa avere un peso nel prosieguo del cammino granata. Al pari di tanti altri passi falsi in questa stagione. Anche noi abbiamo assistito allibiti al secondo tempo di Salò. Ma non ce la sentiamo di crocifiggere i giocatori che assieme ad Eberini, La Rosa e Tedeschi in questi mesi si sono rialzati e hanno cominciato ad allenarsi con professionalità, hanno preso - incredibile dictu - a giocare a calcio, a darsi una parvenza di squadra. Tutte cose soltanto all’apparenza banali. Che prima, sotto la gestione di un allenatore che per una vita aveva fatto quasi soltanto il vice, non esistevano.

Se la Reggiana ha perso a Salò le residue chances di agganciare la vetta non è per l’incredibile resa sotto i colpi di Ferretti. Bensì per i punti gettati sotto la (non) gestione di Menichini. E adesso? Adesso, ammesso che si riesca a fare tre punti nell’ultimo match dell’anno, con il 2018 inizia per i granata un altro campionato, nel senso che si ricomincerà a giocare in febbraio dopo cinque settimane di sosta e con gli avversari che avranno giocato due partite in più. Una sfida, questa sì, mai vista prima. E lì sapremo di che pasta sono fatti i nostri eroi. (m.s.)

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