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Ciclismo, il reggiano Daniel Savini alla corte della Csf Bardiani

di Aldo Spadoni

CAVRIAGO. Dopo il luzzarese Mirco Maestri arriva alla corte della Csf Bardiani un altro reggiano, il 20enne Daniel Savini che ha concluso ad ottobre la sua seconda stagione tra i dilettanti Under 23...

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CAVRIAGO. Dopo il luzzarese Mirco Maestri arriva alla corte della Csf Bardiani un altro reggiano, il 20enne Daniel Savini che ha concluso ad ottobre la sua seconda stagione tra i dilettanti Under 23 con la maglia del Gs Maltinti. Nato e cresciuto a Reggio, dal 2006 vive in Toscana con la famiglia e con la squadra biancoverde ha già partecipato ad un ritiro collegiale nel febbraio scorso; sempre nel 2017 ha debuttato tra i professionisti con la Nazionale Italiana sperimentale al Gp di Larciano e poi alla Settimana Coppi e Bartali.

Fisico e caratteristiche da scalatore puro, ha conquistato due successi nella stagione in corso (Gp Pontedera e Gp San Giuseppe) e altrettante nel 2016 con il Team Hopplà Petroli Firenze. Ben quattordici i successi da Junior, tra i quali il Giro della Lunigiana nel 2015, anno in cui ha vestito la maglia azzurra ai Mondiali di Richmond.

«Sento di aver fatto la scelta migliore per il mio futuro - spiega Salvini - il passaggio al professionismo sarà una salto enorme, ma sono tranquillo perché arriverò in una squadra che mi darà tempo per crescere senza pressioni; per questo ringrazio la Bardiani-CSF per la grande fiducia che mi sta dimostrando».

«Il mio obiettivo? Maturare, sia fisicamente sia nel modo di correre, dilettanti e professionisti sono molto diversi in questo; dalle esperienze vissute a Larciano e alla Coppi & Bartali ho capito che il mio stile di gara si addice, ma ci sarà molto lavorare prima di essere competitivo come vorrei, sono pronto ad imparare dai compagni più esperti e ascoltare ogni suggerimento dei tecnici. Quando sei giovane e vinci non è sempre facile rimanere con i piedi per terra. In tanti hanno predetto un futuro brillante, e li ringrazio, ma io ho sempre cercato di vivere il presente e non crearmi troppe aspettative. Serve equilibrio e umiltà per migliorare, il mio unico pensiero, ora, è questo».

«Dopo due innesti già temprati dal professionismo, come Senni e Guardini - spiega il ds Roberto Reverberi - ecco un talento da coltivare, abbiamo iniziato a seguire Savini da Juniores e fin da subito siamo rimasti impressionati dalle sue doti in salita. Ne abbiamo seguito la crescita, costante e continua, e a febbraio abbiamo deciso di aggregarlo per qualche giorno al team per conoscerlo da vicino; Savini, per noi, è un investimento per il futuro, vogliamo che cresca bene, con i tempi giusti, e siamo convinti che un calendario mirato tra i prof sia l’ideale per la sua formazione».



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