Il Verona s’illude ma Dybala s’arrabbia
Matuidi apre le marcature, gli scaligeri pareggiano con Caceres poi l’argentino si sblocca con una doppietta spettacolare
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VERONA. Paulo Dybala ha rimesso pollice e indice sotto il naso, davanti alla bocca, recuperando la gestualità di quando festeggia un gol. Il suo, 13° in campionato, ha consentito alla Juventus di uscire da una situazione pelosa. Il 14° invece ha messo la pietra tombale sulla sfida con il Verona e lo ha riconsegnato a una dimensione eccezionale. La Joya ha segnato due volte di destro, che è il suo piede meno felice: anche questo dettaglio forse rientra nel mix di riscatto-vendetta dell’argentino. Se il Napoli rimane avanti solo di un punto il merito è quasi esclusivamente suo, di Paolino, più che della brutta Juventus. La vittoria di un singolo, di un campione ritrovato. La facilità con la quale i bianconeri hanno schiodato il risultato - 6’, il tempo necessario affinché Higuain centrasse il palo con un destro violentissimo e Matuidi trovasse l’angolino con un tiro sporco - ha illuso che la partita potesse diventare una sorta di mattanza. Invece un pò i campioni d’Italia hanno abbassato il ritmo e hanno iniziato a sbagliare persino gli appoggi più elementari, un pò è uscito dal guscio il Verona. È vero che Higuain si è divorato il raddoppio (40’), però non tutto ha funzionato a dovere nella squadra di Allegri. Che, dopo sette incontri, è tornata a subire gol.
Se il tridente Mandzkukic-Higuain-Dybala può essere sostenibile con il centrocampo a tre, è indiscutibile che alcune assenze pesino come il piombo. Pjanic continua a essere determinante: non sarà il giovine Bentancur a raccoglierne l’eredità. Uno dei grandi colpi di Marotta è ancora troppo acerbo: l’urugauyano non possiede i tempi di gioco, nè la profondità di lancio, né la genialità del bosniaco. Stupisce che Bentancur sia stato preferito a Marchisio, diventato ormai la riserva della riserva. Khedira e Matuidi sono gli equilibratori della manovra. La catena di destra della Juventus è andata in sofferenza, là dove Verdi e Caceres hanno creato qualche grattacapo a Lichtsteiner, spesso lasciato solo. Non a caso, dopo aver dirottato Mandzukic su quella fascia per tappare la falla, all’inizio della ripresa è stato inserito Bernardeschi al posto di Bentancur, in modo da riaffacciarsi al 4-2-3-1. Nel Verona tutt’altro che rinunciatario hanno brillato l’italobrasiliano Bessa e l’ex Romulo, rapido, intraprendente e ogni tanto sbadato. Caceres ha creato l’illusione di una impresa al 14’ complice un pallone perso da Matuidi e la confusione dei bianconeri. Poi si è innescato Dybala, al 27’ di destro. E ancora al 32’, sempre di destro. La Joya ha fatto calare il sipario e ha in parte nascosto le disfunzioni della sua squadra e la serata storta di molti, da Alex Sandro a Mandzukic, da Bentancur a Khedira. Stappato lo champagne, Allegri avrà parecchio su cui meditare.
Se il tridente Mandzkukic-Higuain-Dybala può essere sostenibile con il centrocampo a tre, è indiscutibile che alcune assenze pesino come il piombo. Pjanic continua a essere determinante: non sarà il giovine Bentancur a raccoglierne l’eredità. Uno dei grandi colpi di Marotta è ancora troppo acerbo: l’urugauyano non possiede i tempi di gioco, nè la profondità di lancio, né la genialità del bosniaco. Stupisce che Bentancur sia stato preferito a Marchisio, diventato ormai la riserva della riserva. Khedira e Matuidi sono gli equilibratori della manovra. La catena di destra della Juventus è andata in sofferenza, là dove Verdi e Caceres hanno creato qualche grattacapo a Lichtsteiner, spesso lasciato solo. Non a caso, dopo aver dirottato Mandzukic su quella fascia per tappare la falla, all’inizio della ripresa è stato inserito Bernardeschi al posto di Bentancur, in modo da riaffacciarsi al 4-2-3-1. Nel Verona tutt’altro che rinunciatario hanno brillato l’italobrasiliano Bessa e l’ex Romulo, rapido, intraprendente e ogni tanto sbadato. Caceres ha creato l’illusione di una impresa al 14’ complice un pallone perso da Matuidi e la confusione dei bianconeri. Poi si è innescato Dybala, al 27’ di destro. E ancora al 32’, sempre di destro. La Joya ha fatto calare il sipario e ha in parte nascosto le disfunzioni della sua squadra e la serata storta di molti, da Alex Sandro a Mandzukic, da Bentancur a Khedira. Stappato lo champagne, Allegri avrà parecchio su cui meditare.
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