Razzo ancora fuori alla prima manche
di Luigi Vinceti
Coppa del Mondo, a Zagabria l’olimpionico non riesce a entrare nei primi trenta
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ZAGABRIA. Nulla da fare: anno nuovo, storia vecchia. Ancora una volta (è la quarta consecutiva della stagione) lo slalomista reggiano Giuliano Razzoli non è riuscito ad andare oltre la prima manche in una gara di Coppa del Mondo. Un risultato poco confortante che in pratica gli preclude ogni speranza di ammissione alle Olimpiadi di febbraio, titolo che proprio lui ha conquistato nell’ormai lontano 2010.
Si gareggiava in Croazia, a tre quarti d’ora da Zagabria, partenza infatti a 988 metri, traguardo a 768: altitudini alle quali è difficile trovare neve ghiacciata e resistente. al Il manto bianco, trattato con acqua e sale, si è indurito in superficie ma si è frantumato sempre più ad ogni discesa. E qui c’è stato l’altro intoppo: non essendo ancora riuscito a racimolare punti il “Razzo” è stato ammesso al via con il pettorale numero 48, un handicap che lo ha fortemente penalizzato. Razzoli è uscito velocissimo dal cancelletto di partenza tanto che al primo rilevamento cronometrico sembrava in grado di fissare un tempo di rilievo. Nella seconda parte della discesa ha però incontrato avallamenti sempre più profondi che lo hanno fatto sobbalzare e costretto a rallentare per non uscire dal tracciato fra i pali. E così, quando ha superato la linea finale ed ha guardato il cronometro ha dovuto necessariamente arrendersi.
Una brutta sensazione se si pensa che sulla stessa pista – ormai 8 anni addietro – una volta ha vinto e in altre occasioni si è piazzato terzo e quarto. Lo slalomista di Villaminozzo è stato il primo, per pochi centesimi i secondo, degli italiani esclusi. Ma non c’è tempo per piangersi addosso ed ha pochi giorni per ripartire. La nazionale italiana è già in viaggio verso la Svizzera: nel fine settimana sarà in pista ad Adelboden.
Si gareggiava in Croazia, a tre quarti d’ora da Zagabria, partenza infatti a 988 metri, traguardo a 768: altitudini alle quali è difficile trovare neve ghiacciata e resistente. al Il manto bianco, trattato con acqua e sale, si è indurito in superficie ma si è frantumato sempre più ad ogni discesa. E qui c’è stato l’altro intoppo: non essendo ancora riuscito a racimolare punti il “Razzo” è stato ammesso al via con il pettorale numero 48, un handicap che lo ha fortemente penalizzato. Razzoli è uscito velocissimo dal cancelletto di partenza tanto che al primo rilevamento cronometrico sembrava in grado di fissare un tempo di rilievo. Nella seconda parte della discesa ha però incontrato avallamenti sempre più profondi che lo hanno fatto sobbalzare e costretto a rallentare per non uscire dal tracciato fra i pali. E così, quando ha superato la linea finale ed ha guardato il cronometro ha dovuto necessariamente arrendersi.
Una brutta sensazione se si pensa che sulla stessa pista – ormai 8 anni addietro – una volta ha vinto e in altre occasioni si è piazzato terzo e quarto. Lo slalomista di Villaminozzo è stato il primo, per pochi centesimi i secondo, degli italiani esclusi. Ma non c’è tempo per piangersi addosso ed ha pochi giorni per ripartire. La nazionale italiana è già in viaggio verso la Svizzera: nel fine settimana sarà in pista ad Adelboden.
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