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Reggiana, Magalini spera di non perdere Cianci

di Juri Panciroli
Reggiana, Magalini spera di non perdere Cianci

Il direttore sportivo granata: «Se dovesse partire prenderemo comunque un sostituto»

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REGGIO EMILIA. «Dopo metà campionato la classifica non mente e i valori sono appropriati ma quello che è successo finora in questo campionato è da condannare». Piacciono poco al ds granata Giuseppe Magalini tutte le vicende extracalcistiche che hanno turbato la fase ascendente del torneo ma ancor meno sono piaciuti i primi tre mesi della sua Reggiana.

«Mi riferisco al Modena e al Vicenza, qualora facesse la stessa fine dei canarini, perché poi senza retrocessioni ci ritroveremmo un torneo senza competitività nelle zone basse e poche partite importanti anche per i playoff. Infatti chi sta dietro senza più obiettivi penserebbe a valorizzare i giovani per ottenere i contributi sul minutaggio. E non dimentico i tre punti tolti con la fine del Modena che ci hanno piombato in fondo alla classifica non facendoci lavorare sereni».

Non vorrà dire che la brutta partenza dei granata è da ricondurre alla crisi del Modena?

«No. Siamo partiti con troppe incognite da inizio stagione, in tutte le direzioni, e questo non ha aiutato l’aspetto lavorativo. Poi, trovati gli equilibri, siamo mancati sul campo forse perché non avevamo fatto le cose bene, alternando prestazioni buone ad altre meno buone, e questo insegna che la programmazione iniziale è sempre molto importante e, arrivato con troppe cose da sistemare, non mi è stato facile impostare il lavoro. Però i valori della rosa sono quelli della classifica attuale non certo quelli iniziali».

La svolta è stata l’arrivo della triade reggiana in panchina, la maggior presenza del presidente Piazza, la nomina del Philipakos o cos’altro?

«Il cambio mentalità è arrivato quando ci siamo trovati in zona retrocessione, affrontando avversari che lottavano per non cadere nel baratro. A quel punto tutti ci siamo resi conto che giocavamo anche noi per salvarci. Abbiamo fatto presente ai giocatori di pensare giorno per giorno all’ostacolo e così facendo si è trovata l’umiltà nel soffrire in partite molto delicate».

Tra l’altro giocate sempre con gli stessi nomi e spesso qualcuno fuori ruolo per i tanti infortuni.

«Nello spogliatoio la molla è stata la rabbia: i giocatori hanno dato tutti il 110 per cento perché non si poteva andare avanti così».

Parlando di infortunati qual è la situazione?

«Alla ripresa Spanò non darà preoccupazioni, per Napoli la stagione è finita, Bastrini dovrebbe stare meglio mentre a Rozzio serviranno ancora 30-40 giorni per rivederlo in campo».

Infortuni e condizione fisica sono state alla base dell’allontanamento del preparatore atletico Martinelli?

«No, la squadra viaggiava bene ma sono stati ragionamenti globali fatti insieme allo staff tecnico. Ora spero che l’arrivo di Bresciani, che i tecnici conoscevano già, sia più consono alle nostre esigenze».

Il tempo per una nuova preparazione atletica non mancherà, ma quali incognite ci sono dopo una pausa così lunga?

«Ce lo stiamo domandando per arrivarci senza essere impreparati. Cerchiamo un lavoro atletico profondo ma anche un paio di amichevoli settimanali per portare minuti nelle gambe di tutti, partendo dal ritiro di Roma dove si lavorerà sulla doppia seduta giornaliera e faremo un’amichevole col Fondi, probabilmente sabato, nel loro stadio poco distante». Capitolo mercato in entrata: si parla di un vostro interessamento per Fabbris. Ma quali sono le strategie e le priorità? «Ho un ventaglio di nomi nelle direzioni che vogliamo seguire ma senza fretta: un attaccante esterno perché abbiamo perso Napoli e ho saputo del mal di pancia di Cianci; una pedina a centrocampo e sulla linea difensiva quando sapremo la situazione dei lungodegenti. Fabris piace e lo abbiamo chiesto più volte perciò se vorrà scendere di categoria lo aspettiamo altrimenti arriverà un altro ma credo che resterà in Serie B».

Versante uscite: Cianci e i prestiti che hanno giocato meno come Bobb, Manfrin o Bastrini?

«Cianci è del Sassuolo ma è tesserato con noi e non ce ne vogliamo privare, se sarà impossibile tenerlo prima dovrà arrivare un sostituto. Per il resto non voglio incidere sul nostro equilibrio, serve un mercato con attenzione, e anche giocatori come Bobb, visto poco, ha fatto il suo, Bastrini penso che sarà un valore aggiunto mentre da Manfrin mi aspetto e può dare di più».

Ora la Reggiana è a -9 dal Padova: qual è, secondo lei l’obiettivo finale a cui possiamo ambire?

«Se pensiamo al Padova ci facciamo male. Quando eravamo dietro dicevo di pensare a quella davanti e anche ora è normale guardare più avanti ma senza pensare di poter vincere il campionato perché solo loro lo possono perdere. L’importante è riprendere come abbiamo finito».

Dica la verità, si aspettava così tante difficoltà quando ha firmato per la Reggiana?

«Me ne avevano descritte tante invece ne ho trovate tantissime! Bene così, perché se arrivasse un traguardo importante le soddisfazioni sarebbero ancora maggiori».
 

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