il caso del Fratelli Campari
Manfredini: «Senza campo la Bagnolese scomparirà»
di Luca Cavazzoni
BAGNOLO. «Se il signor Andrea Aldini si crede l'inventore del calcio, prego si accomodi e prenda anche la Bagnolese, come io peraltro gli ho già offerto. Non sono io quello che non vuole collaborare:...
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BAGNOLO. «Se il signor Andrea Aldini si crede l'inventore del calcio, prego si accomodi e prenda anche la Bagnolese, come io peraltro gli ho già offerto. Non sono io quello che non vuole collaborare: ad Aldini avevo anche proposto di fare insieme un sintetico sul campo C del “Fratelli Campari”. Nel suo intervento Aldini ha detto cose non vere e non ne capisco il motivo».
Non ha tardato ad arrivare la replica di Isacco Manfredini, al comunicato pubblicato via facebook dalla Virtus Bagnolo.
Manfredini, cos’è che non ha digerito delle parole di Aldini?
«Aldini era quello che non voleva andare sui giornale ed io ero d'accordo e mi stavo adeguando. A questo punto, però, ci sono stato tirato per i capelli».
Il ricorso al Tar è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?
«Ma non è contro la Virtus Bagnolo, neppure nei confronti del Comune. Noi abbiamo riconosciuto la loro vittoria nel bando, ma non capiamo come i tre Commissari abbiano assegnato i punteggi decisivi. Come può ad esempio la Virtus prendere più punti sugli aspetti gestionali che sono sempre stati appannaggio nostro? Il Tar darà ragione a noi oppure a loro, ma il problema resta».
Come mai non si trova un accordo tra le due società?
«Questo dovrebbe chiederlo a loro. Io ad esempio, attendo risposta alla mia controproposta, che avevo fatto in via personale e non come Bagnolese. La Virtus Bagnolo intende spostare l'attività di dodici squadre al Fratelli Campari, a quel punto il Soave sarebbe vuoto. Ho chiesto di avere il Soave in affitto per tre sere alla settimana per gli allenamenti, poi saremmo venuti al Fratelli Campari solo per le partite alle tariffe comunali. La Virtus Bagnolo vuole mantenere anche il Soave, per il calcio a sette e per affittarlo a chi glielo chiede. Ma se chiunque fa settore giovanile si comportasse così, a Reggio servirebbero cinquanta campi per consentire alle varie FalkGalileo, Reggio Calcio, Tricolore Reggiana e quant'altre di svolgere le proprie attività». Ma lei in questa trattativa si spinse anche oltre...
«Proposi ad Aldini di fare un sintetico sul campo C, con un mutuo metà ciascuno. Avremmo risolto i problemi di tutti i ragazzi di Bagnolo, mi è stato risposto che se proprio dovevano investire allora lo avrebbero fatto sul loro campo parrocchiale e privato. Questo non è un modo sociale di ragionare come dicono loro, oltre a chiederci un affitto sproporzionato per mantenere i locali che abbiamo richiesto. Questo è business, noi avremmo invece praticato uno sconto del cinquanta per cento alle squadre giovanili che volevano nel caso allenarsi al Fratelli Campari. A parte, avremmo discusso dei vari tornei estivi che organizziamo».
E le differenze nel rispettivo numero di squadre?
«Siamo i primi a dire che la loro organizzazione è interessante, ma tempi indietro eravamo stati noi a decidere di lasciargli il settore giovanile. Un paese di diecimila abitanti non poteva avere due settori giovanili, infatti gli avevamo chiesto di farlo insieme. Ci hanno sempre detto di no, idem sulla proposta di allestire insieme la Juniores. Ora ci rinfacciano di averla dislocata a Reggio, ma per avere il servizio la Tricolore Reggiana la paghiamo. Il problema della Virtus Bagnolo sono gli orari per allenarsi, fissi dalla sette alle nove di sera. Quando noi facevamo settore giovanile ci si allenava nel tardo pomeriggio, con mister professionisti. Di contro hanno allestito pure una Terza Categoria, dove avrebbero dovuto giocare solo quelli di Bagnolo ma così non è».
In questi anni la gestione del Fratelli Campari è costato parecchio alla sua società.
«Gli ultimi due spogliatoi li abbiamo completati noi, con un mutuo. A nostre spese abbiamo cambiato i seggiolini della tribuna, per ben due volte. Gli ho proposto di prendere anche la Bagnolese, hanno risposto che gli interessa il solo marchio Virtus Bagnolo».
Che fine farà la Bagnolese? «Senza campo, i campionati che disputiamo non si possono fare. Se non avremo il campo, allora chiuderemo. La Bagnolese non è mia e neppure di Caffarri, ma forse ad una parte del paese da fastidio. Abbiamo centoquattro anni di storia alle spalle, ma sembra che il nostro sia tutto male. Appena qualcuno propone qualcosa di diverso, ecco invece che diventa subito bene».
Fa male immaginare un calcio dilettantistico senza Bagnolese.
«Siamo sei o sette dirigenti, con cuore e passione. Dovessimo chiudere, per stare ancora nel calcio non avremmo personalmente bisogno della Virtus Bagnolo. Potremmo andare altrove, ma la Bagnolese non esisterebbe più. Qualcuno però deve prima spiegarmi come sono stati assegnati alcuni punteggi del bando».
Non ha tardato ad arrivare la replica di Isacco Manfredini, al comunicato pubblicato via facebook dalla Virtus Bagnolo.
Manfredini, cos’è che non ha digerito delle parole di Aldini?
«Aldini era quello che non voleva andare sui giornale ed io ero d'accordo e mi stavo adeguando. A questo punto, però, ci sono stato tirato per i capelli».
Il ricorso al Tar è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?
«Ma non è contro la Virtus Bagnolo, neppure nei confronti del Comune. Noi abbiamo riconosciuto la loro vittoria nel bando, ma non capiamo come i tre Commissari abbiano assegnato i punteggi decisivi. Come può ad esempio la Virtus prendere più punti sugli aspetti gestionali che sono sempre stati appannaggio nostro? Il Tar darà ragione a noi oppure a loro, ma il problema resta».
Come mai non si trova un accordo tra le due società?
«Questo dovrebbe chiederlo a loro. Io ad esempio, attendo risposta alla mia controproposta, che avevo fatto in via personale e non come Bagnolese. La Virtus Bagnolo intende spostare l'attività di dodici squadre al Fratelli Campari, a quel punto il Soave sarebbe vuoto. Ho chiesto di avere il Soave in affitto per tre sere alla settimana per gli allenamenti, poi saremmo venuti al Fratelli Campari solo per le partite alle tariffe comunali. La Virtus Bagnolo vuole mantenere anche il Soave, per il calcio a sette e per affittarlo a chi glielo chiede. Ma se chiunque fa settore giovanile si comportasse così, a Reggio servirebbero cinquanta campi per consentire alle varie FalkGalileo, Reggio Calcio, Tricolore Reggiana e quant'altre di svolgere le proprie attività». Ma lei in questa trattativa si spinse anche oltre...
«Proposi ad Aldini di fare un sintetico sul campo C, con un mutuo metà ciascuno. Avremmo risolto i problemi di tutti i ragazzi di Bagnolo, mi è stato risposto che se proprio dovevano investire allora lo avrebbero fatto sul loro campo parrocchiale e privato. Questo non è un modo sociale di ragionare come dicono loro, oltre a chiederci un affitto sproporzionato per mantenere i locali che abbiamo richiesto. Questo è business, noi avremmo invece praticato uno sconto del cinquanta per cento alle squadre giovanili che volevano nel caso allenarsi al Fratelli Campari. A parte, avremmo discusso dei vari tornei estivi che organizziamo».
E le differenze nel rispettivo numero di squadre?
«Siamo i primi a dire che la loro organizzazione è interessante, ma tempi indietro eravamo stati noi a decidere di lasciargli il settore giovanile. Un paese di diecimila abitanti non poteva avere due settori giovanili, infatti gli avevamo chiesto di farlo insieme. Ci hanno sempre detto di no, idem sulla proposta di allestire insieme la Juniores. Ora ci rinfacciano di averla dislocata a Reggio, ma per avere il servizio la Tricolore Reggiana la paghiamo. Il problema della Virtus Bagnolo sono gli orari per allenarsi, fissi dalla sette alle nove di sera. Quando noi facevamo settore giovanile ci si allenava nel tardo pomeriggio, con mister professionisti. Di contro hanno allestito pure una Terza Categoria, dove avrebbero dovuto giocare solo quelli di Bagnolo ma così non è».
In questi anni la gestione del Fratelli Campari è costato parecchio alla sua società.
«Gli ultimi due spogliatoi li abbiamo completati noi, con un mutuo. A nostre spese abbiamo cambiato i seggiolini della tribuna, per ben due volte. Gli ho proposto di prendere anche la Bagnolese, hanno risposto che gli interessa il solo marchio Virtus Bagnolo».
Che fine farà la Bagnolese? «Senza campo, i campionati che disputiamo non si possono fare. Se non avremo il campo, allora chiuderemo. La Bagnolese non è mia e neppure di Caffarri, ma forse ad una parte del paese da fastidio. Abbiamo centoquattro anni di storia alle spalle, ma sembra che il nostro sia tutto male. Appena qualcuno propone qualcosa di diverso, ecco invece che diventa subito bene».
Fa male immaginare un calcio dilettantistico senza Bagnolese.
«Siamo sei o sette dirigenti, con cuore e passione. Dovessimo chiudere, per stare ancora nel calcio non avremmo personalmente bisogno della Virtus Bagnolo. Potremmo andare altrove, ma la Bagnolese non esisterebbe più. Qualcuno però deve prima spiegarmi come sono stati assegnati alcuni punteggi del bando».
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