«Abbiamo buttato via i due punti in palio»
Parole dure del patron Landi: «Dobbiamo metterci al lavoro per non commettere più certi errori»
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REGGIO EMILIA. «Avevamo riempito il secchio di latte poi gli abbiamo dato un calcio ed abbiamo rovesciato tutto il suo contenuto».
Il patron biancorosso Stefano Landi usa una metafora per spiegare l’assurda sconfitta patita contro Brindisi. Poi, mostrando di digerire senza eccessivi sussulti il passo falso della Grissin Bon, accetta di esprimere un giudizio più completo sull’incontro.
«Non dovevamo perdere - precisa infatti - perché con tutto il rispetto che possiamo avere per l‘avversario odierno è soprattutto per nostro demerito che abbiamo ceduto ed abbiamo buttato via i due punti in palio. Tante le imprecisioni, troppi i passaggi sbagliati, e così non sono bastati nemmeno i 27 punti messi a segno da Julian Wright. Dobbiamo ricominciare subito a lavorare sodo per imparare a non commettere più una simile serie di banalissimi errori».
Non è da meno la presidente. «Peccato - aggiunge rammaricata Licia Ferrarini - perché era importante fare nostra questa partita. Invece ho visto una infinità di sbagli, tanta distrazione accompagnata da una evidente mancanza di continuità. Sarebbe servita maggior saggezza nelle geometrie, sarebbe stato utile ad esempio un play come Pedro Llompart per dare ordine e linearità alla manovra. Invece abbiamo difettato in concentrazione e non siamo riusciti a muovere la palla giostrandola come sappiamo fare. Alla fine poi ci è mancata la continuità di gioco».
Completa la serie dei giudizi il vice presidente Ivan Paterlini, che cerca inizialmente di evitare di commentare il passo falso ma poi non sa trattenersi e sbotta in questa considerazione: «Ma per caso puntiamo, a prendere il premio dell’italianità? Vogliamo brillare per aver fatto giocare molto i nostri connazionali lasciando in panchina gli stranieri che ci possono aiutare a dare ordine alla manovra? Sì, perché così facendo si riesce proprio a perdere e mi è sembrato di aver visto fare di tutto per non vincere. Gli avversari hanno saputo saggiamente approfittare dell’occasione utilizzando semplicemente la nostra infinita serie di piccoli difetti i quali, messi tutti insieme, alla fine ci sono risultati fatali».(l.v.)
Il patron biancorosso Stefano Landi usa una metafora per spiegare l’assurda sconfitta patita contro Brindisi. Poi, mostrando di digerire senza eccessivi sussulti il passo falso della Grissin Bon, accetta di esprimere un giudizio più completo sull’incontro.
«Non dovevamo perdere - precisa infatti - perché con tutto il rispetto che possiamo avere per l‘avversario odierno è soprattutto per nostro demerito che abbiamo ceduto ed abbiamo buttato via i due punti in palio. Tante le imprecisioni, troppi i passaggi sbagliati, e così non sono bastati nemmeno i 27 punti messi a segno da Julian Wright. Dobbiamo ricominciare subito a lavorare sodo per imparare a non commettere più una simile serie di banalissimi errori».
Non è da meno la presidente. «Peccato - aggiunge rammaricata Licia Ferrarini - perché era importante fare nostra questa partita. Invece ho visto una infinità di sbagli, tanta distrazione accompagnata da una evidente mancanza di continuità. Sarebbe servita maggior saggezza nelle geometrie, sarebbe stato utile ad esempio un play come Pedro Llompart per dare ordine e linearità alla manovra. Invece abbiamo difettato in concentrazione e non siamo riusciti a muovere la palla giostrandola come sappiamo fare. Alla fine poi ci è mancata la continuità di gioco».
Completa la serie dei giudizi il vice presidente Ivan Paterlini, che cerca inizialmente di evitare di commentare il passo falso ma poi non sa trattenersi e sbotta in questa considerazione: «Ma per caso puntiamo, a prendere il premio dell’italianità? Vogliamo brillare per aver fatto giocare molto i nostri connazionali lasciando in panchina gli stranieri che ci possono aiutare a dare ordine alla manovra? Sì, perché così facendo si riesce proprio a perdere e mi è sembrato di aver visto fare di tutto per non vincere. Gli avversari hanno saputo saggiamente approfittare dell’occasione utilizzando semplicemente la nostra infinita serie di piccoli difetti i quali, messi tutti insieme, alla fine ci sono risultati fatali».(l.v.)
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