Reggiana, mister Eberini ospite alla Gazzetta
Il tecnico: «Senza il mio grande staff non potrei fare nulla. Tedeschi conosce tutto, nell’esuberanza di La Rosa mi rivedo»
REGGIO EMILIA. «Sono tornato in panchina, lasciando il progetto alle Terre Matildiche solamente per la Reggiana». Sergio Eberini quando parla della Reggiana lo fa con la passione di un vero tifoso e di colui che per anni ha indossato sul terreno di gioco la maglia granata ed è perfettamente consapevole di quelle che sono le emozioni e le responsabilità nel giocare a Reggio Emilia. E dal suo arrivo in panchina la squadra ha invertito completamente la rotta, portandosi dalla piena zona retrocessione fino a poter ancora ambire alla promozione diretta in serie B, trovandosi ora al quinto posto in classifica a nove punti di distacco dalla capolista Padova.
«La notte dopo la sconfitta subita a Gubbio però non ho dormito – afferma Eberini –, c’erano delle facce deluse in squadra e dovevamo trovare per forza una soluzione per uscire da una situazione difficile. Io, Max La Rosa e Andrea Tedeschi abbiamo parlato molto dopo quella partita e siamo riusciti ad invertire la rotta. Siamo stati anche fortunati però, il gruppo di lavoro funziona al meglio e questo è importante».
La triade tecnica. Uno dei segreti della Reggiana è proprio nel nuovo staff tecnico, che ha riscosso grandi successi anche al di fuori dei confini cittadini al termine del girone d’andata, dove i granata sono arrivati con un ruolino di marcia davvero invidiabile. «Lo dico serenamente - sottolinea subito mister Eberini - se avessi dovuto affrontare una cosa del genere da solo non ci sarei mai riuscito. Ci sono dei mezzi per poter fare bene le cose che credo nessuno in questa categoria riuscirebbe a sfruttare al meglio se fosse da solo. Serve uno staff importante. Abbiamo anche un ragazzo che fa le analisi dei match e svolge un lavoro che dura ore, segnando tutti gli errori che vengono fatti e riportandoli sul campo».
Quella granata è una triade tecnica dove ogni ruolo è ben chiaro: «Andrea Tedeschi conosce tutti i giocatore della categoria – afferma Eberini – quando prepariamo le partite si occupa di quello che bisogna fare e non fare in tutte le situazioni che si possono proporre durante la partita».
In Max La Rosa Eberini rivede un po’ di se stesso: «Max guida gli allenamenti, anche se ogni tanto devo frenare la sua creatività – evidenzia con un sorriso il mister granata –, è bello vedere la sua voglia di fare sul campo e mi rivedo un po’ in lui e nella sua esuberanza». E il ruolo di Sergio Eberini: «Io cerco di sentire i momenti, di capirli e di trasmetterli nelle esercitazioni. Contro la Triestina sapevo che loro ci sarebbero venuti ad aggredire e ho detto che dovevamo preparare soluzioni alternative e più semplici rispetto al giro palla. Il gol infatti è arrivato con una verticalizzazione, poi Cesarini si è inventato il tiro che ci ha portato in vantaggio. Bisogna sempre preparare un piano B e un piano C, perché quello che è il tuo spartito ideale di gioco non sempre funziona e dobbiamo farci trovare preparati».
Adesso la squadra andrà in ritiro una settimana e lo staff ha già ben chiari gli aspetti su cui serve lavorare: «Dobbiamo migliorare tantissimo sui calci piazzati - prosegue Eberini - abbiamo preso troppi gol su questo tipo di azione e dobbiamo crescere. Questo vuol dire che fino ad oggi abbiamo dedicato molto tempo alle uscite con la palla, al consolidamento del gruppo e alla finalizzazione, ma poco su altri lati importanti del gioco. E ora abbiamo tempo per migliorarli».
Senza trascurare il lavoro atletico, che sarà fondamentale per recuperare al meglio le energie spese fino a questo momento: «Venerdì siamo stati insieme al nuovo preparatore atletico per sette ore per fare un programma di lavoro dettagliato dalla ripresa degli allenamenti fino alla partita con il Renate – prosegue mister Eberini –. Faremo delle verifiche da un punto di vista aerobico per avere un’idea di quella che è la mappa della squadra. I test sono utili se poi si riesce a fare un lavoro specifico per ogni elemento, però non siamo alla Nasa, ma riescono comunque a darci un immagine generale della salute della squadra».
Il ritiro a Roma. Durante la lunga sosta invernale del campionato la Reggiana andrà in ritiro a Roma una settimana, dove svolgerà un lavoro specifico di due allenamenti al giorno. Allenamenti che durante la lunga sosta invernale saranno intervallati anche da due amichevoli per permettere a tutti i giocatori di mettere nelle gambe i novanta minuti: «Bisogna riuscire a mettere nelle gambe dei giocatori quello che ci serve per arrivare alla fine – evidenzia il mister – andando a riempire quel serbatoio immaginario che si è svuotato in questi ultimi mesi perché ci siamo allenati con una maggiore intensità e questo a causato anche dei fastidi muscolari a qualche giocatore». La sosta però sarà una grossa incognita per i granata: «Dobbiamo essere bravi a coordinare tutto il lavoro - prosegue Eberini - con carichi non troppo elevati che i normolinei o gli istenici non riescono poi a recuperare in vista della ripresa della stagione».
Ripresa della stagione che vedrà la Reggiana giocare due settimane dopo le altre: «Mentalmente dovremo essere molto bravi – afferma il mister – perché ora siamo quinti in classifica, ma rischiamo di riprendere a giocare con tante squadre che ci potrebbero aver scavalcato in classifica e noi non dovremo farci scoraggiare».
Il mercato. Non è il compito di Sergio Eberini, ma il tecnico granata ha le idee chiare su quello che manca alla squadra in questo momento: «Secondo me ci serve un attaccante esterno da utilizzare a destra – è questo il primo desiderio del mister dal mercato – perché Cianci non possiamo utilizzarlo sempre esterno e Riverola per me è un centrocampista. Dobbiamo trovare un elemento bravo nel venire a giocare verso l’interno del campo e ricevendo tra le linee. Rosso è più un elemento da 4-4-2, abituato ad andare sul fondo ma poco propenso a tagliare verso la porta. In queste settimane però inseriremo anche delle alternative al nostro sistema di gioco attuale e anche un elemento come Rosso potrà tornare sicuramente utile».
Dopo l’attacco si penserà a centrocampo e difesa: «Dobbiamo aumentare il numero dei centrocampisti e, in base a quelli che saranno le risposte di Rozzio, dei difensori. Al massimo potremmo prendere un giovane per non essere sempre costretti a spostare Panizzi. A centrocampo non è facile trovare un elemento che sappia fare il ruolo di Genevier, che non è freschissimo e per squalifiche o altri motivi potrebbe non essere sempre disponibile, senza sacrificare Bovo. E che magari arrivi al tiro o sappia inserirsi senza palla. Dei giocatori attuali Bobb è ancora immaturo dal punto di vista tattico». Un grosso punto interrogativo è su Bastrini: «La mia idea è che a metà gennaio si debba tirare una linea e avere le idee chiare - è il pensiero di mister Eberini - così come per Cianci, perché se lui vuole andare via noi dobbiamo poi trovare un sostituto».
Facchin - Narduzzo. Da ex portiere il tecnico della Reggiana è di certo uno dei più indicati a valutare il ballottaggio tra Facchin e Narduzzo, con quest’ultimo che prima ha guadagnato il posto da titolare sfruttando l’occasione avuta dopo l’infortunio dell’ex Venezia, per poi riaccomodarsi in panchina proprio nell’ultima gara prima della sosta invernale.
«L’idea di far tornare a giocare Facchin è mia – afferma Eberini – era da alcune settimane che si stava allenando benissimo ed era giusto che tornasse in porta perché è stato scelto in estate per fare il titolare. Gli avevo parlato raccontandogli la mia esperienza vissuta l’ultimo anno a Reggio dove durante la stagione avevo perso il posto da titolare per poi riacquistarlo nelle ultime partite e lui è stato bravo a non mollare. Per il nostro modo di giocare deve migliorare con i piedi, ma tra i pali ha fatto benissimo in queste settimane».
E ora Narduzzo? «Non deve mollare, anche se capisco che per lui non sia stato facile accettare la scelta. Anche quest’estate dopo aver giocato i playoff da titolare gli è stato preferito un altro. Deve però continuare ad allenarsi al massimo».
Il passato. Eberini anche se è l’allenatore della Reggiana non dimentica i ragazzi delle Terre Matildiche: «Quando è arrivata la chiamata della Reggiana ho parlato a lungo con il presidente – conclude il tecnico della Reggiana – i miei ragazzi non li dimentico di certo e quando riesco li seguo sempre. Sono il loro primo tifoso».
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