L’ex Cacitti avverte il Rolo «Non ci nasconderemo»
di Luca Cavazzoni
Calcio Eccellenza, il vice allenatore della Bagnolese guarda al derby di domenica «Siamo consapevoli delle nostre forze, giocheremo sempre per vincere»
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BAGNOLO. E' Arnaldo Cacitti, il fido scudiero di Pietro Ferraboschi alla Bagnolese. La mentalità ed il modo di lavorare dell'allenatore ex Rubierese, Formigine, SanMichelese e Rolo ha lanciato in orbita i rossoblù, con il suo vice come ottima spalla sia in campo che nello spogliatoio. I due si conoscono da tempo, hanno avuto esperienze in comune, si completano a vicenda ed intendono il calcio allo stesso modo.
«Eravamo convinti e lo siamo tuttora - premette il vice allenatore dei rossoblù Cacitti - l'organico ha raggiunto quei livelli di standard che deve e può tenere. Alcuni fattori legati a fortuna, coincidenze e defezioni altrui possono a volte averci dato una mano, peccato per la sconfitta con l'Axys Zola dove ci siamo giocati il titolo di campioni d'inverno. Per la prima volta non avevamo la bava alla bocca, pagandola cara. Ci è mancato un tempo per coronare il girone d'andata, saremmo stati all'apice. Ricordo l'urlo bolognese nello spogliatoio a fianco del nostro, ma nelle corde abbiamo le caratteristiche per andarcelo a riscattare».
Una Bagnolese ora terza in classifica e reduce dal pari interno contro il temibile Nibbiano Valtidone che ha aperto il nuovo anno.
«Abbiamo detto ai ragazzi di scriverci un messaggio con il nome di una squadra che avrebbe potuto batterci, ma nessuno in tal senso ha fatto comunicazioni. Nessuno ha risposto al nostro invito e questo per noi è un segnale molto positivo. Significa che il nostro credo è uno solo, giochiamo per vincerle tutte, a suon di sacrifici. Deve essere la nostra ossessione, almeno quella di provarci fino alla fine. Abbiamo dimostrato di poter dire la nostra, siamo sopra alle attese di tanti ma non certo delle nostre. I giocatori si sono tolti di dosso quello strato di indifferenza e di mediocrità che si portavano dentro, questa rosa è di alto livello».
Quando è nato il suo binomio con Pietro Ferraboschi?
«Giocavo a Bagno, con mister Torroni ed il presidente Tagliavini abbiamo fatto grandi cose. Ferraboschi allenava la Rubierese in Prima Categoria, ma con ottime probabilità di ripescaggio. Da tempo mi cercava con insistenza, specie via telefono. Insieme ad altri giocatori accettai la sua proposta credendo nel progetto, infatti portammo Rubiera fino all'Eccellenza. Poi le strade si separarono, per rimetterci insieme quando smisi di giocare. Due estati fa mi chiese di dargli una mano a Rolo, in una stagione non semplice. Girone d'andata complicato, nel ritorno abbiamo fatto trenta punti e perso ai rigori la finale di Coppa Italia contro la corazzata Rimini dopo averla pure messa sotto. Viviamo il calcio all'unisono, crediamo molto nel lavoro e nel sudore. Parliamo la stessa lingua, a entrambi piace quella del campo e dei risultati”.
Da Rolo alla Bagnolese, per un ritorno in rossoblù in vesti diverse.
«Giocai a Bagnolo una sola stagione, la peggiore in assoluto della mia carriera. Raggiunsi ovunque la doppia cifra, ma qui no, nonostante la rosa di alto livello. Sbagliai annata, mi capitò forse all'inizio a Sassuolo ma allora ero un giovane. Qui arrivai a carriera consolidata, ci tenevo a dare tanto. Fu principalmente colpa mia, ora voglio regalare al patron Isacco Manfredini ed al dg Romano Ferretti quelle soddisfazioni che non ero riuscito a dargli in campo a suo tempo».
Domenica il derby di Rolo, con lei tra gli ex di turno.
«Lo sento parecchio, i ricordi della passata annata sono ancora vivi. E' stato bello stare vicino ai ragazzi nei momenti di difficoltà, alla lunga riuscimmo a far emergere i nostri reali valori».
Ed a fine mese un altro ritorno da ex, questa volta a Rubiera.
«Rispetto al Rolo a livello societario sono meno legato a Rubiera, che è comunque la città dove sono nato e vivo. Rivedrò amici dei tempi di Bagno, speriamo possano essere entrambe delle battaglie sportive belle, sane ed emozionanti anche per il pubblico».
La Bagnolese è tornata tra le protagoniste dell'Eccellenza. A suo avviso dove potete arrivare quest’anno?
«C'è la convinzione di avere già asfaltato nomi importanti di questa categoria, andando ai duecento all'ora e con tanta voglia. Tutti riconoscono i meriti di questa Bagnolese, per noi è la soddisfazione più grande. Ma non dobbiamo sentirci appagati - avverte il vice allenatore rossoblù Arnaldo Cacitti - i tanti complimenti che riceviamo devono darci felicità ma anche rabbia e stimoli».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Eravamo convinti e lo siamo tuttora - premette il vice allenatore dei rossoblù Cacitti - l'organico ha raggiunto quei livelli di standard che deve e può tenere. Alcuni fattori legati a fortuna, coincidenze e defezioni altrui possono a volte averci dato una mano, peccato per la sconfitta con l'Axys Zola dove ci siamo giocati il titolo di campioni d'inverno. Per la prima volta non avevamo la bava alla bocca, pagandola cara. Ci è mancato un tempo per coronare il girone d'andata, saremmo stati all'apice. Ricordo l'urlo bolognese nello spogliatoio a fianco del nostro, ma nelle corde abbiamo le caratteristiche per andarcelo a riscattare».
Una Bagnolese ora terza in classifica e reduce dal pari interno contro il temibile Nibbiano Valtidone che ha aperto il nuovo anno.
«Abbiamo detto ai ragazzi di scriverci un messaggio con il nome di una squadra che avrebbe potuto batterci, ma nessuno in tal senso ha fatto comunicazioni. Nessuno ha risposto al nostro invito e questo per noi è un segnale molto positivo. Significa che il nostro credo è uno solo, giochiamo per vincerle tutte, a suon di sacrifici. Deve essere la nostra ossessione, almeno quella di provarci fino alla fine. Abbiamo dimostrato di poter dire la nostra, siamo sopra alle attese di tanti ma non certo delle nostre. I giocatori si sono tolti di dosso quello strato di indifferenza e di mediocrità che si portavano dentro, questa rosa è di alto livello».
Quando è nato il suo binomio con Pietro Ferraboschi?
«Giocavo a Bagno, con mister Torroni ed il presidente Tagliavini abbiamo fatto grandi cose. Ferraboschi allenava la Rubierese in Prima Categoria, ma con ottime probabilità di ripescaggio. Da tempo mi cercava con insistenza, specie via telefono. Insieme ad altri giocatori accettai la sua proposta credendo nel progetto, infatti portammo Rubiera fino all'Eccellenza. Poi le strade si separarono, per rimetterci insieme quando smisi di giocare. Due estati fa mi chiese di dargli una mano a Rolo, in una stagione non semplice. Girone d'andata complicato, nel ritorno abbiamo fatto trenta punti e perso ai rigori la finale di Coppa Italia contro la corazzata Rimini dopo averla pure messa sotto. Viviamo il calcio all'unisono, crediamo molto nel lavoro e nel sudore. Parliamo la stessa lingua, a entrambi piace quella del campo e dei risultati”.
Da Rolo alla Bagnolese, per un ritorno in rossoblù in vesti diverse.
«Giocai a Bagnolo una sola stagione, la peggiore in assoluto della mia carriera. Raggiunsi ovunque la doppia cifra, ma qui no, nonostante la rosa di alto livello. Sbagliai annata, mi capitò forse all'inizio a Sassuolo ma allora ero un giovane. Qui arrivai a carriera consolidata, ci tenevo a dare tanto. Fu principalmente colpa mia, ora voglio regalare al patron Isacco Manfredini ed al dg Romano Ferretti quelle soddisfazioni che non ero riuscito a dargli in campo a suo tempo».
Domenica il derby di Rolo, con lei tra gli ex di turno.
«Lo sento parecchio, i ricordi della passata annata sono ancora vivi. E' stato bello stare vicino ai ragazzi nei momenti di difficoltà, alla lunga riuscimmo a far emergere i nostri reali valori».
Ed a fine mese un altro ritorno da ex, questa volta a Rubiera.
«Rispetto al Rolo a livello societario sono meno legato a Rubiera, che è comunque la città dove sono nato e vivo. Rivedrò amici dei tempi di Bagno, speriamo possano essere entrambe delle battaglie sportive belle, sane ed emozionanti anche per il pubblico».
La Bagnolese è tornata tra le protagoniste dell'Eccellenza. A suo avviso dove potete arrivare quest’anno?
«C'è la convinzione di avere già asfaltato nomi importanti di questa categoria, andando ai duecento all'ora e con tanta voglia. Tutti riconoscono i meriti di questa Bagnolese, per noi è la soddisfazione più grande. Ma non dobbiamo sentirci appagati - avverte il vice allenatore rossoblù Arnaldo Cacitti - i tanti complimenti che riceviamo devono darci felicità ma anche rabbia e stimoli».
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