Gazzetta di Reggio

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Stadio conteso Manfredini furioso «Denuncio Paoli»

di Luca Cavazzoni
Stadio conteso Manfredini furioso «Denuncio Paoli»

Il patron della Bagnolese risponde al consigliere comunale «Non capisco cosa c’entri la politica in questa diatriba»

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BAGNOLO. Isacco Manfredini non ci sta. La contesa del Fratelli Campari si arricchisce ora di un altro colpo di scena. A richiamarlo in causa è la ferma volontà nel ribattere e replicare a Gianluca Paoli, che attraverso la sua pagina facebook ha usato parole al vetriolo nei suoi confronti. «Nella mia intervista ho evitato di offendere - attacca Manfredini - e non faccio uso dei social network. Sul giornale di martedì mancavano però un paio di righe, quelle che Paoli ha scritto al termine del suo post. E di queste ne risponderà in privato nelle sedi opportune, in quanto intendo tutelarmi». Manfredini ritiene quello di Paoli un autentico intervento a gamba tesa, nel doppio ruolo di quest'ultimo di consigliere comunale d'opposizione come capogruppo della Lista Civica "Bagnolo Viva" ed anche membro del consiglio direttivo della Virtus Bagnolo. «In mezzo a tale querelle - prosegue Manfredini - non riesco a capire l'intervento di un uomo politico. Io ho sempre parlato con Andrea Aldini, finora è stato lui il mio referente nella Virtus Bagnolo. In un passaggio Paoli si autodefinisce ammistratore, poi sferra un attacco via social ad un cittadino di Bagnolo. Che nella circostanza sarei appunto io. Mi ha definito padrone della Bagnolese, ho fatto l'inventario delle mie cose e tra queste non ho trovato che io possegga la Bagnolese. L'ho ribadito anche l'altro giorno, la Bagnolese non è mia e neppure di Caffarri. Sono una persona di sport, ma se qualcuno se la sente di gestirla sarei ben contento che si facesse avanti».

Pur riconoscendo la vittoria della Virtus Bagnolo, la società rossoblù ha presentato ricorso al Tar intorno a metà Dicembre. Ma come specificato sempre dallo stesso Manfredini, tale ricorso non era contro la Virtus Bagnolo oppure il Comune.

«Vogliamo vederci chiaro sul punto B, riguardo l'assegnazione dei punteggi. La Virtus Bagnolo ha promesso di fare certe attività all'interno del Fratelli Campari, prendendo un punteggio più alto rispetto a noi che già le facciamo e le svolgiamo. La Commissione ha tenuto maggiormente in considerazione chi promette cose rispetto a chi le fa, ecco perché non siamo d'accordo».

Senza campo la società rossoblù rischia seriamente di chiudere i battenti, questo il grido d'allarme lanciato da Manfredini. «La Bagnolese è come un treno. E qui qualcuno vuole sopprimere la sua corsa». Un altro snodo cruciale dell'infuocata trattativa è il mancato accordo sull'affitto, oltre all'impossibilità di trasferire gli allenamenti al Soave.

« Non ho mai rese pubbliche le cifre, ma l'affitto che la Virtus Bagnolo ci ha richiesto per restare al Fratelli Campari è inverosimile. Hanno presentato un piano dei loro allenamenti, si va verso cinque serate bloccate per l'intera loro attivià spostata sul Fratelli Campari. A questo punto il Soave sarebbe libero, ideale per i nostri allenamenti. E' opinione di molti che la priorità di poter andare al Soave in affitto venga concessa alle realtà del paese - chiude Manfredini - ed una di queste è la Bagnolese».



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