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sibilia, tommasi e gravina 

Federcalcio, tre candidati in campo. Con l’incognita Lotito

Federcalcio, tre candidati in campo. Con l’incognita Lotito

ROMA. Mancano 15 giorni al voto della Figc per uscire dalla crisi del dopo Svezia e del dopo Tavecchio: i candidati ci sono, ma la soluzione è tutta da trovare. Tre i nomi sicuri, a 180 minuti dalla...

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ROMA. Mancano 15 giorni al voto della Figc per uscire dalla crisi del dopo Svezia e del dopo Tavecchio: i candidati ci sono, ma la soluzione è tutta da trovare. Tre i nomi sicuri, a 180 minuti dalla scadenza dei termini per la presentazione delle candidature, più la variabile Lotito. A depositare programmi e candidature tra sabato e ieri sono stati il n.1 dell'Assocalciatori, Damiano Tommasi, e i presidenti della Lega nazionale dilettanti e della Lega Pro, Cosimo Sibilia e Gabriele Gravina. Gli uffici di via Allegri sono stati preallertati di un arrivo anche da Claudio Lotito, forte di un appoggio della Lega di A e anche della Lega di B: ma il numero dei club che hanno posto la firma sotto la sua candidatura (11 necessari nella massima serie, 12 nella cadetta) ha subito per tutta la giornata variazioni. Lo scenario è complicato e la scadenza di ieri non è un punto d'arrivo ma una linea di partenza. Difficile che si arrivi al 29 con più di due nomi sul tappeto, sarebbe la probabile anticamera di un commissariamento che alcuni vedrebbero forse come il male minore. Il contender più accreditato è Sibilia, forte del 34% dei voti garantitogli dalla sua componente, i dilettanti, che dopo l'esperienza con Carlo Tavecchio gradiscono ribadire il loro peso nel sistema. Possibile alleato è Lotito: la frenetica opera del presidente della Lazio in queste ore avrebbe come scopo di rapportarsi con Sibilia come interlocutore forte, per una vicepresidenza e un riconoscimento alle Leghe. Lotito si era detto certo di 11 club in A, secondo altri però a pomeriggio inoltrato si era arrivati a 9 (Crotone, Atalanta, Genoa, Samp, Napoli, Lazio, Verona, Chievo e Milan). La Lega di via Rosellini pesa per il 12% al voto, quella di B il 5%: in tutte e due gli ambiti c'è una corrente almeno altrettanto forte pronta a sbarrargli il passo. «È bravo a fare l'imprenditore e il presidente della sua squadra ma servono persone diverse per gestire il bene comune», ha ribadito ancora ieri di Lotito il presidente del Torino, Urbano Cairo. Ma la discesa in campo di Lotito, comunque sia, scompagina anche i piani degli oppositori di Sibilia. Sull'altro fronte ci sono Tommasi (20% dei voti disponibili) e Gravina (17%). Il presidente dell'Aic dovrebbe avere il sostegno dell'Assoallenatori (10%). Se davvero Lotito tratterà con Sibilia, al presidente Aic sarà esclusa quella via e l'unico percorso è un accordo con la Lega Pro: al di là dei voti personali, i club di C non sono pronti a votarlo compatti neanche se si ritirasse il loro candidato, Gravina.

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