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Frosini: "La Grissin Bon ora deve tener duro"

di Linda Pigozzi
Frosini: "La Grissin Bon ora deve tener duro"

Il direttore sportivo biancorosso fa il punto della situazione al termine del girone d'andata

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REGGIO EMILIA. Reduce dalla sconfitta contro le V nere, con cui fu protagonista negli anni d’oro del club bolognese, e giusto un attimo prima di decollare per la Russia, il ds della Grissin Bon Alessandro Frosini si prende un minuto per riflettere. La carne al fuoco è tanta, a partire dal ko nel derby,

«L’ho vissuta come una partita normale - ammette -. È ovvio che quando al pala Dozza c’è quell’ambiente lì, si crea una situazione particolare. Contro di noi, la Virtus ha iniziato male la gara ma con la positività che c’era attorno alla squadra ha cambiato rotta».

Perché la Grissin Bon non ce l’ha fatta?
«Noi, a tratti, abbiamo giocato una buona gara, purtroppo poi la Virtus, sospinta soprattutto da Umeh, è uscita. Avremmo potuto arrivare all’intervallo con un maggiore scarto e non con quel punticino risicato. Ha poi inciso sul risultato un inizio di terzo quarto non dei migliori, che ci ha un po’ condizionato. Siamo stati bravi nel finale a rientrare a -3. Meno bravi a non riuscircela a giocare fino all’ultimo possesso».

Hanno pesato quei 14 punti di vantaggio dilapidati malamente nel secondo quarto?
«Sicuramente. L’inizio era stato davvero buono. Pesa non essere riusciti a contenere gli avversari in rimonta. Per come sono andate le cose, i dieci punti di scarto finali sono eccessivi».

Quanto ha influito l’infortunio di Chris Wright?
«Abbiamo pagato caro anche questo. Chris è il nostro play titolare che ci doveva dare tranquillità sia a livello offensivo sia difensivo. Purtroppo un nuovo infortunio ce lo ha tolto dalla partita quando stava gestendo molto bene il ritmo. Candi ha comunque fatto una buona partita e il problema non è stato lì».

Mussini ha mostrato ancora di far fatica.
«È evidente che stia facendo fatica, ma ha comunque tenuto il campo. Non è semplice farsi trovare pronti quando si è chiamati dopo un periodo in cui si è giocato poco. A parte White al posto di Nevels, la Grissin Bon vista per gran parte della partita ha ricalcato quella dello 0-6 di inizio stagione, ma sicuramente rispetto a quelle prime giornate anche da Federico ho visto segni di miglioramento».

Di che entità è l’infortunio di Chris Wright? Per quanto ne avrà?
«È rientrato a Reggio e domani (oggi, ndr) effettuerà gli esami. Accusa un problema muscolare al flessore di una gamba. Problemi che di solito richiedono alcune settimane di stop. Aspettiamo il responso medico per saperne di più».

Così si rende ancora più necessaria la conferma di Pedro Llompart...
«Ci stiamo lavorando. Il suo dubbio più grosso era sull’utilizzo solo in Eurocup, lui voleva essere utilizzato in ambedue le competizioni mentre noi potevamo garantirgli solo la coppa. Dobbiamo vedere quanto resterà fuori Chris Wright, ma ora a Pedro potremo offrire di giocare anche in campionato. L’idea è di tenerlo sino a fine stagione. Vediamo...».

Chiudete un sofferto girone d’andata a dieci punti. Deluso?
«Ci aspettavamo di essere un po’ più avanti. Non nascondo che mi sarebbe piaciuto arrivare al derby con due punti in più per poterci giocare al pala Dozza la qualificazione alla Coppa Italia. Purtroppo non è stato così. Ora dobbiamo mettere il focus sulle prossime partite, tutte da combattere contro squadre buone che hanno la nostra posizione in classifica o anche sotto. Dobbiamo essere pronti a lottare per la salvezza. Capisco che per il roster che era stato allestito a un certo punto, potevamo immaginare di meglio».

La preoccupa la classifica?
«La classifica è brutta. Abbiamo scontri diretti sfavorevoli con avversarie che incontreremo presto: Pesaro e Capo d’Orlando. Dobbiamo pensare a mettere dentro nel girone di ritorno punti importanti, già a partire dall’anticipo di sabato al Bigi contro la capolista Avellino».

Qual è il vostro obiettivo?
«Migliorare il nostro gioco e riuscire ad aumentare la durezza mentale e, difensivamente, anche fisica. È ovvio che con tutti i cambiamenti che abbiamo avuto, siamo una squadra non completamente nuova ma quasi. E questa squadra sta facendo fatica a trovare un equilibrio. Oggettivamente il team sta giocando in tanti modi diversi e anche sabato gli infortuni hanno inciso sulle rotazioni. Noi dobbiamo continuare a tenere duro, con la consapevolezza che dovremo sudare per conquistare la salvezza che non è una parola scandalosa. Prima entriamo in questo modo di pensare, prima riusciremo a raggiungerla».

Cosa rischiate se non si cambia mentalità?
«Se non ragioniamo così, rischiamo di finire dentro a classifiche avulse con squadre che sono tecnicamente inferiori a noi, ma che hanno l’approccio mentale di chi si deve salvare e quindi sanno mettere in campo quel qualcosa in più. Penso a Pesaro che era ultima in classifica da sola e sabato ha vinto contro Sassari. Pesaro sa che deve salvarsi e ragiona così ormai da anni. Noi siamo pronti a salvarci all’ultima giornata? È questo che io ora mi domando ed è questo che deve entrare dentro alla testa dei giocatori e dello staff. Se pensiamo ai playoff, a qualcosa di più grande, non abbiamo il focus su quello che dobbiamo fare adesso: tenere duro per salvarci».

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