slalom speciale
Razzoli inforca un palo a Wengen per lui niente Olimpiadi coreane
REGGIO EMILIA. Il “Razzo” ha sbagliato traiettoria e dunque la sua gittata non potrà raggiungere l’obiettivo sudcoreano delle Olimpiadi.Sulla pista svizzera di Wengen ha commesso un errore decisivo...
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REGGIO EMILIA. Il “Razzo” ha sbagliato traiettoria e dunque la sua gittata non potrà raggiungere l’obiettivo sudcoreano delle Olimpiadi.
Sulla pista svizzera di Wengen ha commesso un errore decisivo inforcando un palo nella prima manche della gara di Coppa del Mondo. Cose che possono capitare a tanti – una decina i concorrenti che non hanno concluso la discesa – ma nel caso di Giuliano Razzoli rappresentano una continuità negativa che praticamente gli preclude l’ammissione alla nazionale azzurra nella sfida olimpica di febbraio. Il ritornello è troppo ripetitivo. Con quello di ieri sono infatti sei i traguardi falliti in tre mesi. Per cinque volte era stato il cronometro a decretare, impietosamente, la esclusione dalla seconda manche. È accaduto a Levi, in Val d’Isere, a Madonna di Campiglio, Zagabria e Adelboden. Nel sesto appuntamento stagionale di slalom, a Wengen, è stato invece lui a fallire; la traiettoria fra i pali non era semplice ma la pista era abbastanza solida da non penalizzarlo eccessivamente malgrado il pettorale alto (numero 47). Forse proprio per questo ha osato più del dovuto e gli è andata male.
Ora si passa in Austria: il 21 a Kitzbuhel e il 23 a Schladming. (l.v.)
Sulla pista svizzera di Wengen ha commesso un errore decisivo inforcando un palo nella prima manche della gara di Coppa del Mondo. Cose che possono capitare a tanti – una decina i concorrenti che non hanno concluso la discesa – ma nel caso di Giuliano Razzoli rappresentano una continuità negativa che praticamente gli preclude l’ammissione alla nazionale azzurra nella sfida olimpica di febbraio. Il ritornello è troppo ripetitivo. Con quello di ieri sono infatti sei i traguardi falliti in tre mesi. Per cinque volte era stato il cronometro a decretare, impietosamente, la esclusione dalla seconda manche. È accaduto a Levi, in Val d’Isere, a Madonna di Campiglio, Zagabria e Adelboden. Nel sesto appuntamento stagionale di slalom, a Wengen, è stato invece lui a fallire; la traiettoria fra i pali non era semplice ma la pista era abbastanza solida da non penalizzarlo eccessivamente malgrado il pettorale alto (numero 47). Forse proprio per questo ha osato più del dovuto e gli è andata male.
Ora si passa in Austria: il 21 a Kitzbuhel e il 23 a Schladming. (l.v.)
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