La Grissin Bon è eroica a Kazan
di Linda Pigozzi
I biancorossi espugnano l’arena dell’Unics e restano in corsa per la qualificazione ai quarti
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REGGIO EMILIA. Trova se stessa in Russia, la Grissin Bon.
Che nella lontana Kazan riesce a fare ciò che a nessuno era riuscito a fare dall’inizio dell’Eurocup: vincere.
Per la prima volta dall’inizio del torneo continentale, l’Unics cade infatti nella propria arena, trafitta da un’avversaria capace di disinnescarla subito con una difesa pazzesca e in grado, poi, di tirar fuori le grinfie per riprendersi il match quando sarebbe anche potuto scappare.
Non è stata lineare la gara reggiana, ma è stata assolutamente ben gestita a livello tecnico e, per molti minuti, pure ben giocata. Le due sanguinose perse da Llompart e Markoishvili in un finale folle non hanno per fortuna fatto saltare tutto e ora la Grissin Bon può bearsi dell’impresa prima di chinare la testa e mettersi al lavoro per il big match di sabato sera in via Guasco con Avellino. A quella sfida assolutamente da vincere, i biancorossi ci arriveranno però con la consapevolezza di essere in grado di saper fare anche l’impossibile e non è cosa da poco considerando tormenti recenti e incertezze partite già da lontano.
Alla Basket Hall di Kazan, Menetti sorprende tutti gettando nella mischia un quintetto inedito con Nevels al posto di Della Valle, mentre per il resto punta su Llompart, Markoishivili, White e Reynolds.
E funziona alla grande, l’inedita formula. Reggio morde la gara con una difesa che nulla concede alla schiacciasassi russa.
Reggio fa la gara, schiaffeggiando i padroni di casa a ripetizione cone la mani decise di Markoishvili. È infatti del georgiano la tripla letale che vale il meritatissimo +11 (5-16) al 6’.
Quasi intimorito dal piglio difensivo dei reggiani, l’Unics va in confusione e si trova a perder palle su palle e a commettere errori su errori. Al 6’ quando la gara è ben stretta in mani reggiane, Menetti cambia le carte in tavola. C’è spazio quindi per Della Valle, Candi e anche per Julian Wright. Quest’ultimo appoggia il tabellone la palla che riporta Reggio sulla doppia cifra di vantaggio (ancora un confortante +11), dopo che Ponkrashov con un 2/2 dalla riga bianca aveva ridotto il gap. Merito di un impatto difensivo stellare (tre, appena, i canestri concessi su azione allo squadrone di casa), Reggio sorride sul 12-21 con cui si chiudono i primi 10’.
La favola comincia a sgretolarsi con l’inizio del secondo periodo. L’Unics colpita nell’orgoglio prova azione dopo azione a cambiar pelle e, cominciando a stringere in difesa e aggiustando il tiro, risale la china. La rimonta si concretizza con il violento 9 a 0 che fa vacillare i reggiani, costretti a perdere palle e a subire. Smith impatta (27 pari) al 6’, quindi Lockett sorpassa.
A quasi quattromila chilometri di distanza, i fans biancorossi tremano rivedendo le immagino di quanto accaduto tre giorni prima al pala Dozza.
Ma in Russia Reggio dimostra di essere diversa. E migliore.
Il grande ex White, chirurgico da tre, rimette avanti la Grissin Bon. Che lotta e lotta fino all’intervallo dove arriva avanti di un punto (36-37).
La resiliente Reggio non cede neppure in un terzo quarto di grandi sofferenze in cui l’Unics va a + 6 e sembra essere pronta a spiccare il volo. Le urla violente di Menetti scuotono durante un time out Della Valle, sin lì ininfluente. Il bomber finalmente si sveglia, produce sei punti filati prima che un canestro spettacolare di Markoishvili rimetta di nuovo la Grissin Bon avanti.
La battaglia continua serrata anche nel periodo decisivo, in cui si scatenano i lunghi reggiani. Il trio Wright-Reynolds-White fa meraviglie e Reggio sembra avviata al successo.
Sopra di 6 (62-68) a poco più di 2’ al gong, prima Llompart e quindi Markoishvili si fanno scippar palla a ruota. Ne scaturisce un 7 a 0 russo che già suona come una sentenza di morte. Non sarà così: Colom commette un fatale errore al tiro e, dopo essersi preso il rimbalzo fallisce nuovamente. Risolverà poi tutto la freddezza ai liberi di Della Valle e White, per un successo che fa capire tante cose. La più importante è che se sa entrare nel mood giusto, nulla può essere precluso a questa squadra.
Che nella lontana Kazan riesce a fare ciò che a nessuno era riuscito a fare dall’inizio dell’Eurocup: vincere.
Per la prima volta dall’inizio del torneo continentale, l’Unics cade infatti nella propria arena, trafitta da un’avversaria capace di disinnescarla subito con una difesa pazzesca e in grado, poi, di tirar fuori le grinfie per riprendersi il match quando sarebbe anche potuto scappare.
Non è stata lineare la gara reggiana, ma è stata assolutamente ben gestita a livello tecnico e, per molti minuti, pure ben giocata. Le due sanguinose perse da Llompart e Markoishvili in un finale folle non hanno per fortuna fatto saltare tutto e ora la Grissin Bon può bearsi dell’impresa prima di chinare la testa e mettersi al lavoro per il big match di sabato sera in via Guasco con Avellino. A quella sfida assolutamente da vincere, i biancorossi ci arriveranno però con la consapevolezza di essere in grado di saper fare anche l’impossibile e non è cosa da poco considerando tormenti recenti e incertezze partite già da lontano.
Alla Basket Hall di Kazan, Menetti sorprende tutti gettando nella mischia un quintetto inedito con Nevels al posto di Della Valle, mentre per il resto punta su Llompart, Markoishivili, White e Reynolds.
E funziona alla grande, l’inedita formula. Reggio morde la gara con una difesa che nulla concede alla schiacciasassi russa.
Reggio fa la gara, schiaffeggiando i padroni di casa a ripetizione cone la mani decise di Markoishvili. È infatti del georgiano la tripla letale che vale il meritatissimo +11 (5-16) al 6’.
Quasi intimorito dal piglio difensivo dei reggiani, l’Unics va in confusione e si trova a perder palle su palle e a commettere errori su errori. Al 6’ quando la gara è ben stretta in mani reggiane, Menetti cambia le carte in tavola. C’è spazio quindi per Della Valle, Candi e anche per Julian Wright. Quest’ultimo appoggia il tabellone la palla che riporta Reggio sulla doppia cifra di vantaggio (ancora un confortante +11), dopo che Ponkrashov con un 2/2 dalla riga bianca aveva ridotto il gap. Merito di un impatto difensivo stellare (tre, appena, i canestri concessi su azione allo squadrone di casa), Reggio sorride sul 12-21 con cui si chiudono i primi 10’.
La favola comincia a sgretolarsi con l’inizio del secondo periodo. L’Unics colpita nell’orgoglio prova azione dopo azione a cambiar pelle e, cominciando a stringere in difesa e aggiustando il tiro, risale la china. La rimonta si concretizza con il violento 9 a 0 che fa vacillare i reggiani, costretti a perdere palle e a subire. Smith impatta (27 pari) al 6’, quindi Lockett sorpassa.
A quasi quattromila chilometri di distanza, i fans biancorossi tremano rivedendo le immagino di quanto accaduto tre giorni prima al pala Dozza.
Ma in Russia Reggio dimostra di essere diversa. E migliore.
Il grande ex White, chirurgico da tre, rimette avanti la Grissin Bon. Che lotta e lotta fino all’intervallo dove arriva avanti di un punto (36-37).
La resiliente Reggio non cede neppure in un terzo quarto di grandi sofferenze in cui l’Unics va a + 6 e sembra essere pronta a spiccare il volo. Le urla violente di Menetti scuotono durante un time out Della Valle, sin lì ininfluente. Il bomber finalmente si sveglia, produce sei punti filati prima che un canestro spettacolare di Markoishvili rimetta di nuovo la Grissin Bon avanti.
La battaglia continua serrata anche nel periodo decisivo, in cui si scatenano i lunghi reggiani. Il trio Wright-Reynolds-White fa meraviglie e Reggio sembra avviata al successo.
Sopra di 6 (62-68) a poco più di 2’ al gong, prima Llompart e quindi Markoishvili si fanno scippar palla a ruota. Ne scaturisce un 7 a 0 russo che già suona come una sentenza di morte. Non sarà così: Colom commette un fatale errore al tiro e, dopo essersi preso il rimbalzo fallisce nuovamente. Risolverà poi tutto la freddezza ai liberi di Della Valle e White, per un successo che fa capire tante cose. La più importante è che se sa entrare nel mood giusto, nulla può essere precluso a questa squadra.
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