Le 2 Grissin Bon: bella in Eurocup brutta in Italia
di Adriano Arati
A dirlo, i numeri di questo inizio di stagione Squadra di cecchini, finora ha steccato da 3
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REGGIO EMILIA. La maglia è la stessa, ma le squadre sembrano davvero una l’opposto dell’altra. Questi primi mesi della Grissin Bon raccontano di un rendimento molto lontano fra serie A ed Eurocup e se nella durissima competizione europea i biancorossi hanno sempre fornito il loro lato migliore, in campionato sono spesso inciampati in cali di intensità e di produttività.
I motivi? Difficile leggere con precisione la scatola nera, pensando alle partite è palese che sia prima di tutto una questione di approccio e di intensità. I giocatori sono sempre quelli, in coppa come in campionato, e così la preparazione tattica. In Eurocup, a un altissimo livello tecnico e atletico e contro rivali tostissime, la Grissin Bon ha quasi sempre reagito bene alle sollecitazioni.
In casa o in trasferta. In Italia, invece, la luce si spegne spesso e volentieri contro le rivali sulla carta meno impegnative; non a caso, Reggio ha perso in casa con 3 rivali di bassa classifica, Brindisi, Pesaro e Capo d’Orlando. E non è nemmeno questione di casa o trasferta, come in trasferta. Questa versione della Grissin Bon è piuttosto brillante lontano dal pala Bigi, oggi decisamente espugnabile rispetto agli anni dell’inviolabilità. Un altro dato interessante, e curioso, è quello dell’identità tecnica. Una squadra ritenuta “leggera”, con tanti punti nelle mani e tante fragilità dietro, è diventata una formazione che segna pochissimo ma concede ancora meno. I numeri raccontano meglio di tutto questo strano scenario e soprattutto il cammino schizofrenico fra le due competizioni. In serie A Reggio è penultima, ha 5 vittorie e 10 sconfitte, in casa ha 3 vittorie e 4 sconfitte mentre lontano da Reggio ha ottenuto 2 successi a fronte di 8 ko.
Il confronto in cifre. In Eurocup il bilancio è di 7 vittorie e 6 sconfitte, la prima fase è stata chiusa sul 5 a 5 e in questo secondo gironcino ci sono 2 successi contro un tonfo. In casa le cose vanno decisamente bene, con un buon 4-2, e in trasferta ci sono 3 vittorie e 4 sconfitte, dato notevolissimo in questa Eurocup. Le cifre assolute non cambiano in maniera radicali fra i due impegni, ma mostrano come la maggior intensità di coppa porti risultati. In serie A Reggio viaggia a soli 73.6 punti segnati ma ne concede 75.5, un ottimo dato. In Eurocup segna poco di più, 74.7 e ne lascia ancora meno, 71.7. E se le percentuali di tiro sono similari, c’è invece maggior efficacia a rimbalzo, con 34.2 contro 32.7.
Che in campionato manchi spesso energia mentale si vede bene proprio dai rimbalzi. Nelle 5 vittorie la Grissin Bon ha catturato 38.8 palloni, nelle sconfitte il calo è brusco, a 29.7. Palloni spesso decisivi. In Eurocup, dove la tenuta mentale è più alta, non c’è praticamente differenza fra vittorie (34.3) e sconfitte (342.). Reggio in Europa lotta sempre, questo non si discute, e quando perde lo fa per questioni tecniche. Non a caso nelle vittorie di Eurocup viaggia col 56.1% da 2 punti e il 33.1% da 3 punti, nelle sconfitte si scivola al 43.5% e al 30.3%. Contro rivali più fisici, si soffre a trovare soluzioni più semplici e si paga il conto. È curioso poi il caso del tiro da 3 punti, sinora rivedibile. Stranamente, per una rosa piena zeppa, sulla carta, di tiratori. La media oscilla dal 30.1% italiano al 31.7% europeo, nulla di strabiliante, anzi. In serie A però il tiro da 3 è decisivo, nelle vittorie si sale al 35.8% e si scende al 27.7% nelle sconfitte. In coppa il divario è ben più ridotto, dal 33.1% si va al 30.3%. In campionato, dove la fisicità è diversa, la Grissin Bon può tirare con maggior spazio da lontano e ne abusa, la durezza dell’Eurocup garantisce paradossalmente maggior equilibrio. E i solisti? Della Valle in Eurocup è brillantissimo, in campionato dove forse è più conosciuto è perennemente braccato, mentre il veterano Markoishvili garantisce sempre costanza. Julian Wright in serie A domina atleticamente contro chiunque, in coppa il discorso cambia soprattutto in attacco, dove segna quasi 3 punti di media in meno, da 13.1 a 10.7.
I motivi? Difficile leggere con precisione la scatola nera, pensando alle partite è palese che sia prima di tutto una questione di approccio e di intensità. I giocatori sono sempre quelli, in coppa come in campionato, e così la preparazione tattica. In Eurocup, a un altissimo livello tecnico e atletico e contro rivali tostissime, la Grissin Bon ha quasi sempre reagito bene alle sollecitazioni.
In casa o in trasferta. In Italia, invece, la luce si spegne spesso e volentieri contro le rivali sulla carta meno impegnative; non a caso, Reggio ha perso in casa con 3 rivali di bassa classifica, Brindisi, Pesaro e Capo d’Orlando. E non è nemmeno questione di casa o trasferta, come in trasferta. Questa versione della Grissin Bon è piuttosto brillante lontano dal pala Bigi, oggi decisamente espugnabile rispetto agli anni dell’inviolabilità. Un altro dato interessante, e curioso, è quello dell’identità tecnica. Una squadra ritenuta “leggera”, con tanti punti nelle mani e tante fragilità dietro, è diventata una formazione che segna pochissimo ma concede ancora meno. I numeri raccontano meglio di tutto questo strano scenario e soprattutto il cammino schizofrenico fra le due competizioni. In serie A Reggio è penultima, ha 5 vittorie e 10 sconfitte, in casa ha 3 vittorie e 4 sconfitte mentre lontano da Reggio ha ottenuto 2 successi a fronte di 8 ko.
Il confronto in cifre. In Eurocup il bilancio è di 7 vittorie e 6 sconfitte, la prima fase è stata chiusa sul 5 a 5 e in questo secondo gironcino ci sono 2 successi contro un tonfo. In casa le cose vanno decisamente bene, con un buon 4-2, e in trasferta ci sono 3 vittorie e 4 sconfitte, dato notevolissimo in questa Eurocup. Le cifre assolute non cambiano in maniera radicali fra i due impegni, ma mostrano come la maggior intensità di coppa porti risultati. In serie A Reggio viaggia a soli 73.6 punti segnati ma ne concede 75.5, un ottimo dato. In Eurocup segna poco di più, 74.7 e ne lascia ancora meno, 71.7. E se le percentuali di tiro sono similari, c’è invece maggior efficacia a rimbalzo, con 34.2 contro 32.7.
Che in campionato manchi spesso energia mentale si vede bene proprio dai rimbalzi. Nelle 5 vittorie la Grissin Bon ha catturato 38.8 palloni, nelle sconfitte il calo è brusco, a 29.7. Palloni spesso decisivi. In Eurocup, dove la tenuta mentale è più alta, non c’è praticamente differenza fra vittorie (34.3) e sconfitte (342.). Reggio in Europa lotta sempre, questo non si discute, e quando perde lo fa per questioni tecniche. Non a caso nelle vittorie di Eurocup viaggia col 56.1% da 2 punti e il 33.1% da 3 punti, nelle sconfitte si scivola al 43.5% e al 30.3%. Contro rivali più fisici, si soffre a trovare soluzioni più semplici e si paga il conto. È curioso poi il caso del tiro da 3 punti, sinora rivedibile. Stranamente, per una rosa piena zeppa, sulla carta, di tiratori. La media oscilla dal 30.1% italiano al 31.7% europeo, nulla di strabiliante, anzi. In serie A però il tiro da 3 è decisivo, nelle vittorie si sale al 35.8% e si scende al 27.7% nelle sconfitte. In coppa il divario è ben più ridotto, dal 33.1% si va al 30.3%. In campionato, dove la fisicità è diversa, la Grissin Bon può tirare con maggior spazio da lontano e ne abusa, la durezza dell’Eurocup garantisce paradossalmente maggior equilibrio. E i solisti? Della Valle in Eurocup è brillantissimo, in campionato dove forse è più conosciuto è perennemente braccato, mentre il veterano Markoishvili garantisce sempre costanza. Julian Wright in serie A domina atleticamente contro chiunque, in coppa il discorso cambia soprattutto in attacco, dove segna quasi 3 punti di media in meno, da 13.1 a 10.7.
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