Gazzetta di Reggio

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Grissin Bon, successo da brividi

di Linda Pigozzi
Grissin Bon, successo da brividi

I biancorossi non cedono in un finale ad altissimo rischio e superano la capolista Avellino  

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REGGIO EMILIA. «Da oggi 15 finali».

Mai striscione fu più profetico di quello esposto dagli Arsan nel pre-gara. Il match con la capolista Sidigas ha l’intensità e il pathos di una finalissima, che Reggio riesce a vincere fra infinite sofferenze e troppi brividi in un finale folle che tiene tutti col fiato sospeso. La Grissin Bon la spunta nonostante le ripetute fiammate offensive di Scrubb e nonostante fischiate assurde, triste trend durato per 40’.

Il clima che si respira al Bigi è realmente da playoff e da playoff è pure l’intensità che le due battagliere contendenti mettono in campo fino all’ultimissimo. Rassicurata dal sacco di Kazan, Reggio parte aggressiva difendendo benissimo e affidandosi a Llompart (appena confermato sino a fine stagione) a dettar perfettamente giochi e tempi. Con lui al via ci sono i tonici Della Valle, Markoishvili, White e Reynolds.

Il primo appoggio di Markoishvili viene sottolineato dalla carica del pubblico di via Guasco, così come la tripla letale di White che arriva dopo il libero di Fesenko per un 5 a 1. Ma è la schiacciata di Reynolds, quasi al 3’, a scaldare del tutto i tifosi di casa. Se Avellino si scuote Llompart replica dall’arco per il 10 a 4 che fa capire che la Grissin Bon vista a Kazan non è rimasta in Russia. Nonostante Wells cominci a scaldarsi, Reggio resta avanti spinta da Llompart, dalle cui mani escono non solo assist ma anche punti importanti. Dopo la seconda bomba scaricata dallo spagnolo arriva il tiro dalla media di Della Valle per il +9 (19-10) al 6’. Sacripanti prova il recupero puntando su Fesenko, implacabile sotto. Il colosso biancoverde non tradisce, facendola un paio di volte sotto al naso di Cervi. Il 4 a 0 autografato dall’ucraino porta la Sidigas sul – 5, mentre Reggio in campo con i due play Llompart-Candi, pasticcia più volte in attacco. Per due volte Fitipaldo la mette da tre e i Lupi sono di nuovo col fiato sul collo dei reggiani. Sulla prima sirena arriva la tripla di Wright che chiude il quarto sul 24-22.

Si riparte con Mussini che lascia passare ancora Fitipaldo che dall’arco sorpassa (24-25). Il gioco da tre di Candi ridà sprint ai suoi. Ed è uno sprint vincente. Reggio gioca a un ritmo altissimo, non sbaglia nulla e si rimette avanti 33-29. Un attimo e Avellino, a sportellate, si rifà sotto e la gara, già parecchio intensa, aumenta ancora più di livello. A 2’ all’intervallo, Candi impatta (39 pari) con mezzo Bigi in piedi. Tolto un canestro di Fesenko, gli ultimi acuti del quarto li esprime tutti Reggio che s’infila nel tunnel avanti 47 a 42.

Il clima è di fuoco e solo con un’immane fatica Reggio tiene la testa della gara. Un canestro, contestatissimo, di Rich cui segue l’appoggio di Fesenko che continua a mangiarsi Cervi, mettono la Sidigas a strettissimo contatto.

Replicano Markoishvili e Cervi che dicono nuovamente +5 ma la gara è ormai caldissima: ai biancorossi vengono fischiati persino i sospiri e il nervosismo impera, tanto che il quarto (discutibilissimo) fallo fischiato a Cervi viene accolto con bordate di fischi. Lì Ndiaye mette il 2/2 che vale il 56-53. Rich fa tremare il Bigi con il tiro del -1, quindi Della Valle con cinque importantissimi punti suona la carica. Wright lo segue ed è un esaltante +8 (63-55). Qualcosa rosicchia, Avellino. Che entra nell’ultimo periodo sotto di 6 (64-58).

Anche se Avellino tenta di prendersi la gara, le resistenze reggiane restano alte. Al 3’ Markoishivili sgancia la bomba del +9 (69-60), poi Reynolds regala ai suoi il +11 prima di commettere il quinto fallo ed essere costretto a uscire di scena in un delirio di urla e fischia. Il suo posto lo prende Cervi, pure lui gravato da quattro falli. Fesenko e Scrubb sono gli autori del minibreak di 4 punti che fa vacillare i biancorossi. Fesenko continua a non trovar argini e l’ordine di scuderia è di cercarlo con insistenza. Di qua, anche se fatica tiene il vantaggio che si fa però via via più risicato, nonostante gli errori fatali di Leunen, tanto che la gara rischia di trasformarsi in un film horror per i reggiani. Scrubb fa però ciò che vuole e quando vuole infila dieci punti in un niente e Reggio si trova incredibilmente a rischiare. A 17” i biancorossi sono ancora sul +2 (83-81). Fesenko realizza. Fiato sospeso mentre Della Valle infila i due liberi a sua disposione, poi Rich fallisce la tripla del pareggio con i titoli di coda che possono finalmente scorrere.

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