Grissin Bon, giusta la rotta ma il porto sicuro è lontano
Dopo Kazan anche contro Avellino il team ha mostrato una mentalità vincente Il percorso da compiere prima di potersi ritenere in salvo è però ancora lungo
REGGIO EMILIA. Da Kazan ad Avellino. Di vittoria in vittoria. La Grissin Bon dopo aver vinto la guerra in Russia è riuscita a trionfare pure nella pugna domestica contro Avellino: segno forte e chiaro che la muta è avvenuta.
Con la Sidigas, Reggio ha retto una sfida senza esclusione di colpi. Impensabile qualche settimana fa, possibile oggi.
Contro la capolista, così come accaduto pochi giorni prima in coppa, Llompart ha dettato benissimo tempi e giochi, dimostrando di essere l’incastro tecnico perfetto per il team che in fase di playmakeraggio ha avuto i suoi bravi problemi per lunghi mesi. Averlo sino al termine della stagione è senza dubbio un enorme valore aggiunto. Vanno però anche rimarcate le grandi prove di Della Valle e White, a quest’ultimo cui va il grandissimo merito di aver bloccato Leunen. L’ala avellinese che ha cervello e mani d’oro ha fatto probabilmente la sua peggior gara stagionale e in questo ci sono enormi meriti di The Flight.
C’è ovviamente anche altro di cui gioire nella notte del Bigi che ha permesso alla Grissin Bon. C’è una difesa che, come avvenuto anche nella tana russa dell’Unics, ha tenuto il miglior attacco del campionato a 58 punti per 30’. Nel finale, certo, gli ormeggi sono un po’ stati mollati e Scrubb ha ferito a ripetizione ma alla fine tenendo alla grande, anche e soprattutto di testa, i biancorossi l’hanno portata a casa, nonostante si fossero spremuti molto in precedenza.
Da lavorare, poi, è evidente che ce n’è sempre. E se è vero che la classifica oggi non è più tragica, è anche vero che il porto sicuro è ancora lontano e da navigare ce n’è ancora prima di potervi approdare.
Deve lavorare il capitano Riccardo Cervi, ancora distante dalla condizione migliore, sabato decisamente in difficoltà davanti al colosso Fesenko e pure nervosetto come dimostrato dal battibecco con il ds Alessandro Frosini.
Due minuti abbondanti in cui s’è fatto asfaltare da Fitipaldo: in estrema sintesi è stata questa la partita di Federico Mussini contro la capolista. Ormai ai margini delle rotazioni anche in campionato, Musso va in qualche modo recuperato, mentalmente prima di tutto. La certezza è che il giocatore non è quello che s’è visto sin qui in campo. Va recuperato anche perché l’esterno reggiano rappresenta un valore per il futuro del club che su di lui ha voluto scommettere sottoponendogli un contratto pluriennale.
Sabato l’arbitraggio è stato quello che è stato e Reggio ha dovuto anche contenere la rabbia per decisioni difficili da digerire. Non perdere la testa in determinate situazioni e convivere con la tensione non è stata cosa da poco. Adesso, come premesso giustissimamente dagli Arsan nel pregara, ci sono altre finali. Non solo le 14 che restano da giocare in campionato ma già mercoledì nella gara di ritorno con Kazan, la mentalità da mettere in campo sarà la stessa. Ieri i biancorossi hanno potuto godere di un giorno di riposo e solo stamattina la squadra tornerà a lavorare in vista del match d’Eurocup di mercoledì sera in via Guasco contro la formazione russa. Il menù di giornata prevede una doppia seduta di allenamento al Bigi. La gara con Avellino non ha fatto “vittime” e il fatto che, lungodegenti a parte, la squadra si ritrovi oggi al completo è decisamente il miglior modo per riprendere a lavorare.
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