La Bici al chiodo nel ricordo di Michele Scarponi
Ieri a Campagnola le premiazioni dei grandi del ciclismo Un riconoscimento per il campione scomparso nel 2017
CAMPAGNOLA. Alla presenza di circa 500 persone, fra ciclismi e addetti ai lavori, si è svolta al Centro Sociale di Campagnola Emilia la 17ª edizione della Bici al Chiodo- 42° Incontro Nazionale Ex Corridori. Una giornata all'insegna sia dei ricordi con la presenza dei grandi campioni del passato che del presente, sia del futuro del mondo delle due ruote, con chiamati sul palco delle premiazioni tanti campioncini che stanno iniziando proprio in questi anni il percorso più duro della loro futura carriera. L’iniziativa curata in prima persona dal presidente dell’Associazione Ex Ciclisti, lo scandianese Paolo Tedeschi, ha richiamato come al solito tanti appassionati ed è stata anche l’occasione di parlare del futuro di questa disciplina. A fare gli onori di casa è stato il sindaco di Campagnola Emilia Alessandro Santachiara.
La lunga giornata è iniziata con l’apertura all’interno del locale bocciodromo della mostra di pittura degli artisti di Open Art. Presentate anche tre opere letterarie, “Pane e Bicicletta”, “Nel Ciclismo c’era un Uomo Libero: Cleto Maule” e “La leggenda delle strade bianche” con la presenza dei tre autori Marcello Mugnaini, Romano Gelati e Marco Pastonesi, con abile interlocutore il giornalista lombardo Alessandro Brambilla.
La 17ª Bici al Chiodo è stata assegnata ad Adriano Malori. A ritirare il premio la madre dell’atleta di Traversetolo professionista dal 2010 al 2017, che in carriera ha vinto 15 gare, tra le quali il mondiale U23 a cronometro nel 2008 a Varese e l'oro ai Giochi del Mediterraneo del 2009 a Pescara. Durante l’evento si è ricordato anche quando un giovanissimo Malori al Mondiale Elite a Richmond perse per pochissimi secondi la maglia iridata battuto solamente dal bielorusso Kiryenka, Malori poi si aggiudicò il bronzo nella prova a squadre. L’atleta parmense è ancora oggi molto legato al territorio reggiano in quanto la sua crescita ciclistica fu con le maglie del Gs Bagnolese Gattatico con la quale vinse numerose gare tra le quali una delle ultime edizioni dello storico gran Premio Liberazione a Reggio Emilia e la classica d’autunno Lugo-San Marino quindi da juniores nella Cycling Team Nial Correggio ottenne un titolo italiano a cronometro ed un bronzo europeo a Valkenburg. Subito seguito e ingaggiato dai team Pro Tour, Malori da professionista ha vestito le maglie di Lampre e Movistar, poi il 22 gennaio 2016 in occasione di una tappa del Tour de Saint Luis in Argentina, l’atleta cadde a terra battendo il capo, tanto da finire in coma farmacologico e subito per lui si temette la vita. Il recupero e la riabilitazione tra Italia e Spagna è stato lungo e difficoltoso, l’atleta ha poi provato a rientrare alle gare, ma alla fine è stato costretto al termine di una commovente conferenza stampa ad annunciare il suo ritiro. Tra i premi ai giovani emergenti riconoscimenti al correggese, maglia neroverde dell’UC Sozzigalli Elia Ori che nel 2017 ha vinto tantissime gare oltre al titolo di campione regionale nei 1° anno, all’allievo campione Italiano della categoria Mattia Pinazzi della Polisportiva Torrile (Premio Fabio Saccani).
In campo femminile sul palco delle premiazioni la sassolese Valentina Iaccheri e Sofia Collinelli. Per gli junior premio a Thomas Pesenti della Cycling Team Nial Nizzoli diretta dal “mago” Giamprimo Borghi (diresse anche Malori), atleta che nel 2018 difenderà i colori della Beltrami Argon Sant’Ilario nell’Under 23. Nella categoria dilettanti Under 23 il premio è stato assegnato a Luca Covili, che gareggerà solo una stagione come dilettante, perché la Csf lo ha già inserito nel proprio organico a partire dal 2019. Luca Gialannella caporedattore ciclismo della Gazzetta dello Sport ha ritirato il prestigioso “Premio Stampa”. Marino Basso e Dino Zandegù sempre amatissimi dagli appassionati hanno ricevuto il premio Grandi Ex ; Basso salì agli onori della cronaca quando nel 1972 a Gap batte sul filo di lana al termine di una lunghissima volata il compagno di nazionale Bitossi. Tra la miriade di vittorie del lombardo ben 27 frazioni ai grandi Giri vestendo le gloriose maglie di Molteni, Magniflex Bianchi, Stelle Royal e Gis Gelati.
Il mito di tutti è stato il 78enne veneto Dino Zandegù, che ancora segue con passione e trasporto le gare ciclistiche, in carriera ha vinto tantissimo con un Giro delle Fiandre e sei tappe al Giro d’Italia tra le quali nel 1966 a Reggio Emilia la frazione partita da Cesenatico. Ha vestito in carriera le maglie di Ignis, Cynar, Bianchi, Salvarani e GBC.
Danilo Napolitano si è aggiudicato il Premio alla Carriera, l'atleta si è ritirato nello scorso novembre, ha gareggiato da pro con LPR, Lampre, Katuska, Acqua&Sapone, Accent Jobs e Wanty ottenendo 51 vittorie.
Premio "William Grassi" anche per il guastallese Costa Nicolò Pellicciari campione provinciale e regionale in carica degli esordienti 2° anno e vincitore del Piccolo Tour Reggiano. Premiazione particolarmente quella alla memoria di Michele Scarponi deceduto tragicamente proprio sulle strade del suo paese il 22 aprile dello scorso anno durante un allenamento per il Giro.
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