La Folgore Rubiera vuole alzare il trofeo
Oggi (ore 15) a Riccione la finale della fase regionale della Coppa Italia di Eccellenza: l’avversario è il Castrocaro
RUBIERA. La storia chiama, la Folgore Rubiera prova a rispondere. Il conto alla rovescia è finito, oggi alle ore 15 c'è la finale regionale della Coppa Italia di Eccellenza.Tra i biancorossi ed il prestigioso trofeo c'è il Castrocaro, da affrontare sul sintetico del Nicoletti di Riccione. In caso di parità sono previsti i supplementari, oltre agli eventuali rigori. Dirigerà Michele Beltrano di Rimini, con la collaborazione di Francesco Crovetti di Modena e di Francesco Grande di Bologna.
La vigilia. Giunta alla prima finale della sua storia, l'intenzione della Folgore Rubiera è di alzare la coppa al cielo.
«Ho sempre ritenuto la Coppa Italia un impedimento - ammette Ivano Vacondio - ma ora è diventata una risorsa. Il nostro recente andamento in campionato parla chiaro, fare ancora bene in coppa può essere utile anche per il morale. Personalmente ne avrei fatto a meno, ma questa finale è ora una priorità. Abbiamo perso tre delle ultime quattro partite di campionato, complicandoci il cammino. Ci teniamo, vale più mai la pena giocarci oggi il tutto per tutto».
La finale. Le gare secche sfuggono ad ogni pronostico, a maggior ragione se in palio c'è pure un trofeo. «Il Castrocaro è fortissimo - avverte il mister della Folgore Rubiera - tra l'altro lo affronteremo sul sintetico. Per loro sarà come giocare in casa, porteranno allo stadio il settore giovanile ed hanno preparato una coreografia per l'occasione. Ma anche la nostra società è stata brava, organizzando un pullman e con cena di pesce prima del ritorno a casa».
Il precedente. Per Ivano Vacondio è la seconda finale, dopo quella persa alla guida della Bagnolese nel 2004-2005. In campo tra i rossoblù c'era Simone Siligardi, il suo attuale vice. «Giocammo a Castelfranco Emilia - ricorda il tecnico biancorosso - prendemmo tre gol dalla Giacomense. Ci suonarono una musica non indifferente, il loro allenatore era Eugenio Benuzzi. Quando ci incontriamo glielo ricordo ancora, anche se in Serie D contro il suo Mezzolara mi sono spesso rifatto.
La formazione. In casa Rubierese le idee sembrano piuttosto chiare, pur con assenze importanti.
«Rizzo e Blotta sono alle prese con l'influenza - relaziona il mister rubierese - quella di Agrillo pareva superata ma ha accusato una ricaduta. Non saremo al completo, la situazione è precaria. A questo punto della stagione ogni squadra ha problemi o assenze, quindi le giustificazioni di questo tipo non valgono. Di certo, schiererò la miglior formazione possibile. Finora in coppa non l'ho mai fatto, ma questa volta sì».
L'auspicio. Per superare il Castrocaro servirà una Folgore Rubiera diversa, non certo quella delle recenti esibizioni in campionato. «Il nostro è un problema di testa, non certo di cuore o gambe. Un po' come l'Inter, che non vince più nonostante gli stessi giocatori e lo stesso modulo dei primi successi. Abbiamo appena incontrato la Rosselli Mutina, ora c'è la finale di coppa e poi Bagnolese, Nibbiano Valtidone e Rolo. Ma i calendari sono così, prima o dopo si affrontano tutte. Ho messo in guardia i miei sulla classifica - ammonisce Ivano Vacondio - quindi di iniziare a guardarsela anche dietro».
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