«Abbiamo fatto un miracolo battendo due volte una grande»
La gioia dell’allenatore Max Menetti a fine gara si spegne però quando arrivano notizie dall’infermeria «Purtroppo l’infortunio di White sembra grave e l’ala potrebbe non essere in campo a Pesaro»
REGGIO EMILIA. «Abbiamo fatto un miracolo, abbiamo vinto due volte di fila contro una grande squadra come Kazan, abbiamo fatto un capolavoro». Si abbandona comprensibilmente a qualche iperbole coach Max Menetti dopo la bella vittoria di Eurocup che manda la sua Grissin Bon ad un passo dalla qualificazione ai quarti di finale. «Abbiamo fatto davvero un capolavoro, parliamo di una squadra del livello di Kazan, e all’inizio noi avevamo un po’ di energie in meno di loro. Era anche inevitabile, abbiamo dovuto mischiare le carte perché arrivavamo da due partite molto diverse. Kazan aveva vinto facilmente contro l’ultima in classifica, noi invece venivano da una gara tirata all’ultimo respiro contro la prima della classe, Avellino. Difatti loro sono partiti forte, sono andati avanti e hanno preso un vantaggio che poi siamo riusciti a limitare». Da lì, l’apoteosi nell’ultimo quarto: «nell’ultimo periodo abbiamo giocato con enorme efficacia ed intensità, ho detto che il dvd con il filmato dell’ultimo quarto lo manderemo ad Andrea Menozzi per farlo vedere ai ragazzi più giovani», afferma soddisfatto. È presto però per festeggiare per la coppa: «lo so che siamo in una buona posizione, ma so pure come è fatta questa coppa. Pensate come eravamo noi dopo aver perso in casa col Lietkabelis, eravamo convinti fosse finito tutto».
Una delle chiavi tattiche è senza dubbio stata la zona: «li abbiamo messi in grande difficoltà, è vero, ci abbiamo lavorato. Sapevamo che il Kazan avrebbe potuto avere problemi, perché finora fra campionato russo ed Eurocup ne avevano affrontata poca, e contro la zona è necessaria la confidenza. In Italia ci siamo più abituati, praticamente tutti i coach hanno una zona da schierare e quindi siamo pronti ad affrontarla, loro erano meno abituati», spiega. «Siamo stati bravi a tenere a rimbalzo, a riconoscere quali giocatori si muovevamo e come comportarsi con loro e non ci siamo spaventati: abbiamo preso qualche canestro ma non ci siamo bloccati né abbiamo smesso di difendere nel modo giusto».
Una nota negativa purtroppo però c’è, sotto forma dell’infortunio al pollice della mano destra di James White: «non so cosa dire, purtroppo l’infortunio c’è, ogni partita abbiamo un problema, ormai preferirei che mi dicessero chi tenere giù di volta in volta, così evitiamo di perdere un giocatore ogni match», ironizza amaro pensando ai tanti infortuni.
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