«Che bello giocare nel mio stadio: ci arriverò in bici»
Il Sei Nazioni visto dal ct della nazionale femminile di rugby Andrea Di Giandomenico vive da anni a Reggio Emilia
REGGIO EMILIA. «Sono veramente felice di poter tornare qui con la Nazionale, anzi spero di poter arrivare al Mirabello in bici, sarei il primo allenatore di una Nazionale a farlo e ne sarei orgoglioso. Spero specialmente qui di poter esprimere a pieno il nostro gioco, mostrando la nostra determinazione».
Domenica 4 febbraio alle 18.30 allo Stadio Mirabello andrà in scena per la prima volta una partita del Sei Nazioni di rugby femminile con la Nazionale italiana che incontrerà .
A tornare tra le mura amiche del Mirabello, dove ha giocato per tantissimi anni e ha mosso i primi passi come allenatore, c’è proprio il ct dell’Italdonne, Andrea Di Giandomenico.
«Tornare a Reggio per me è una gioia immensa – commenta l’head coach della Nazionale Italiana Femminile – Dopo l’anno scorso, dove abbiamo giocato all’Aquila (città di nascita dell’allenatore) il Mirabello chiude un cerchio importante per me. Reggio è una città a cui devo molto, oltre ad essere il luogo in cui vivo, è dove ho mosso i primi passi da allenatore».
Quali sono i suoi obiettivi per questo Sei Nazioni 2018?
"Ripartiamo con un gruppo molto giovane, quindi il primo obiettivo è quello di mettere alla prova le ragazze, soprattutto quelle che stanno affrontando un esordio, ricercando una crescita costante con il miglior risultato che è nelle nostre possibilità".
Uno sguardo sul percorso che sta avendo il rugby femminile in questi anni...
"Lo sviluppo del rugby femminile è indubbio – analizza Andrea Di Giandomenico – Sta aumentando l’investimento da parte dei sostenitori, oltre all’attenzione che in primis noi prestiamo ogni giorno nel preparare queste atlete. In quest’ottica lavoriamo per rimanere agganciati al trend delle altre squadre femminili del Sei Nazioni. Quest’anno abbiamo la visibilità anche in televisione, quindi vogliamo che le prestazioni delle Azzurre vadano di pari passo con lo sviluppo dell’interesse verso il rugby femminile".
Parlando della vostra prossima avversaria, l’Inghilterra, che squadra vi aspettate?
"L’Inghilterra è campionessa uscente del Sei Nazioni, vice campionessa del mondo, non credo abbia bisogno di altre presentazioni – ironizza l’allenatore dell’Italdonne – è una squadra completa, da prima fascia, quindi sulla carta non è lo scontro più semplice con cui iniziare il torneo, tuttavia è sicuramente lo scontro migliore per prendere le misure e capire dove abbiamo ancora bisogno di lavorare per arrivare ad un livello più alto. Sarà poi il campo a tirare le somme dell’incontro ma sicuramente l’Inghilterra ci offre un primo banco di prova per poi impostare l’analisi del restante torneo».
La sua è una carriera molto lunga al fianco della Nazionale Femminile. Quali sono i suoi progetti per il futuro?
«Questo in effetti sarà il mio nono Sei Nazioni – commenta il tecnico federale – In tutti questi anni c’è stata una crescita reciproca, io credo di aver dato qualcosa alla squadra, ma ho ricevuto molto in cambio. L’esperienza con la Nazionale sicuramente è un punto cardine della mia carriera, un po’ come quella a Reggio, visto che entrambe mi ha dato la possibilità di mettere in campo ciò che ho imparato negli anni. Per i miei progetti futuri, io lavoro per la FIR e sono pronto a seguire gli incarichi che mi affideranno, che siano al fianco delle Azzurre o che prevedano un cambio di destinazione. Questa è una pietra miliare della mia carriera e sono felice che domenica si congiunga in un solo luogo con un altro pezzo importante della mia vita».
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