L’ex granata Ale Mattioli torna a Reggio da rivale
Il cavriaghese 19enne del Renate militava nelle giovanili della Reggiana «La squadra di mister Eberini si è rafforzata sul mercato e punta in alto»
REGGIO EMILIA. L’ultima volta che ha calcato l’erba del “Città del Tricolore”- era il giugno scorso, quando ha alzato la coppa scudetto con l’Inter primavera. In precedenza vi aveva giocato una partita con i giovanissimi nazionali della Reggiana, prima di andare a Milano a crescere nelle giovanili nerazzurre. Sabato prossimo Alesssandro Mattioli, classe 1998 da Cavriago, vi tornerà con la maglia del Renate. «Emozionato? Non lo so, per adesso non ci penso, poi forse all’inizio emotivamente sentirò qualcosa di diverso rispetto alle altre partite, ci saranno in tribuna i miei familiari, gli amici, intanto, però, bisogna vedere se sarò della partita».
Già, perché Mattioli quasi sempre parte dalla panchina per entrare a partita in corso. E spesso da esterno alto, lui che nasce centrale difensivo per essere poi impostato, nella primavera dell’Inter, da Vecchi da terzino destro. Trovando, in un ‘occasione, anche la via della rete. «Sì- dice Mattioli- spesso mi capita di essere impiegato in quel ruolo, specie se c’è da difendere un vantaggio, coprirsi nel momento in cui gli avversari spingono di più per recuperare».
A Reggio tra una settimana sarà titolare?
«La speranza è l’ultima a morire, ma ormai abbiamo gerarchie precise, un assetto consolidato e che funziona, magari, visto che il mercoledì successivo abbiamo la coppa Italia ad Alessandria, ci può stare qualche cambiamento, ma ora è presto per parlarne».
Come sta vivendo la prima esperienza da professionista?
«Bene, qua c’è un bell’ambiente, una società sana, seria, siamo un bel gruppo, le soddisfazioni non mancano».
A proposito, voi pensate ancora ad acciuffare il Padova o l’obiettivo sono i playoff?
«Guardi, quando ci siamo radunati a luglio e poi quando è uscita la composizione dei gironi l’obiettivo era la salvezza, poi abbiamo visto che la possiamo giocare, adesso per noi l’importante è pensare partita per partita, cercare di raggiungere il piazzamento migliore possibile, nei primi dieci ci dovremmo essere, ecco, non vorremmo scivolare troppo indietro. Diciamo che la serenità dev’essere la nostra forza, a differenza di altre per noi tutto quel che di buono viene va bene, non abbiamo l’assillo della promozione».
Renate che è sempre uscito sconfitto nelle ultima quattro trasferte, situazione episodica o ci sono delle spiegazioni?
«Noi interpretiamo la partita sempre alla stessa maniera, non cambiamo atteggiamento o assetto tattico da casa nostra a fuori, direi situazioni specifiche. Lunedì sera a Bergamo, ad esempio, abbiamo disputato un gran primo tempo, poi siamo stati penalizzati da decisioni arbitrali discutibili, ma ci abbiamo messo del nostro, perché sui due goal subito abbiamo sbagliato noi. Anche a Padova pur perdendo ce la siamo giocata alla pari, è stato un match equilibrato».
La Reggiana la conosce?
«All’andata, pur non attraversando un buon momento, lasciava intravvedere valori, giocatori di qualità, ora mi pare si sia sistemata, sul mercato si è rafforzata, è da temere. Del resto mi pare non faccia mistero di puntare in alto, non abbia paura di pronunciare la parola serie B».
Mister Cevoli le parla mai della sua esperienza a Reggio quando lui giocava e vinceva qua lei doveva ancora nascere…
«Mi dice che a Reggio si è trovato molto bene».
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