«Reggio non c’entra nella lotta alla salvezza»
L’allenatore pesarese Spiro Leka: «I nostri avversari resteranno poco in zona retrocessione»
REGGIO EMILIA. All’andata la VL Pesaro giocò un brutto tiro mancino alla Grissin Bon che ha lasciato il segno nelle gare seguenti.
Finì 95-102 con Omogbo, Mika e Moore devastanti ma grande impatto anche degli italiani Ceron, Ancellotti e Monaldi. Da allora è passato molto tempo, Spiro Leka ha avuto tempo per amalgamare un roster tutto nuovo e Menetti ha inserito diversi elementi nuovi della squadra.
Ecco come il coach pesarese vede i cambiamenti di questi mesi: «La Grissin Bon è in salute, solida, dopo le feste ha avuto un buon cammino, anche in coppa. In questi mesi ha trovato dei punti di riferimento, Candi è cresciuto, Markoishvili l’ho visto in grande spolvero negli ultimi due mesi, ha inserito White che in coppia con Wright permette alla squadra di giocare con un buon quintetto piccolo e con Llompart ha trovato maggiori equilibri».
Però la Grissin Bon non si è ancora staccata dalla zona retrocessione.
«Ci resterà per poco, Reggio non c’entra con la lotta salvezza».
E Pesaro com’è cambiata?
«Noi continuiamo a fare un campionato in trincea. Sapevamo fin dalla prima partita che sarebbe stata dura. Stiamo facendo crescere i rookie e diamo tutto come il pubblico ci chiede. Purtroppo a volte non basta. Dobbiamo essere più bravi nei finali di gara».
Sconfitta di misura con Venezia, vittoria con Sassari e sconfitta con Brescia. Che momento sta vivendo la sua squadra?
«Nelle ultime settimane abbiamo raccolto meno di quanto meritavamo. Ce la siamo giocata con tutti, anche con le prime della classe, abbiamo avuto alcune volte il tiro della vittoria ma non l’abbiamo sfruttato, siamo stati anche sfortunati e così ci troviamo ultimi in classifica».
Però volete dare un altro dispiacere a Reggio.
«Certamente. Quando giochiamo in casa, non guardiamo il nome dell’avversaria, non importa quanto sia forte, dobbiamo scendere in campo per fare punti. Studieremo qualcosa ma senza snaturarci. Dobbiamo fare bene le nostre cose innanzitutto. Questa è la quarta volta che ci incontriamo, ormai abbiamo pochi segreti».
Quanto conta questa partita in ottica salvezza?
«Per noi è una partita importantissima. Le gare casalinghe devono essere nostre, siamo con le spalle al muro. La pressione è su di noi ma dopo 5 mesi di campionato, i miei ragazzi hanno imparato che devono trasformarla in energia, in agonismo, in motivazione».
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