Gazzetta di Reggio

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Adesso la parola playoff non deve più essere tabù

di Linda Pigozzi

Il successo conquistato a Pesaro ha fatto svoltare la stagione della Grissin Bon Il miglior Federico Mussini dell’annata è un segnale incoraggiante per il futuro

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REGGIO EMILIA. Inutile girarci attorno: adesso la parola playoff non è più un tabù. Uscita a braccia alzata dall’Adriatic Arena di Pesaro, la Grissin Bon ha compiuto un deciso balzo avanti in classifica, allontanandosi dal fondo e allontanando nel contempo tanti fantasmi.

Artefice del successo che rilancia il team reggiano è stato senza ombra di dubbio, il play Pedro Llompart, hombre del partido e anima del “nuova” Grissin Bon. La prova balistica offerta dal valenciano nel mega-impianto pesarese, è stata strepitosa con un 5/6 preziosissimo alla causa. A Llompart va però anche il grandissimo merito di aver acceso - finalmente - Federico Mussini.

Nel suo ruolo naturale, quello del tiratore di rottura, “Musso” ha fatto grandi cose. Parlano chiaro i numeri: 3/3 da due e 4/5 da tre nei 21’ giocati. Non solo.

L’esterno reggiano ha messo in extremis la tripla che ha ribaltato la differenza canestri con la VL, sperando che così che il discorso salvezza sia definitivamente chiuso.

Nella serata in cui la prima punta Della Valle aveva la mira appannata e non ha neppure raggiunto la doppia cifra, sono risultati decisivi alla causa i punti prodotti dall’altro “Splash Brother”.

Se sul parquet nell’arena pesarese s’è finalmente visto il Mussini che ci si aspettava da inizio stagione, è anche emersa l’infinita classe di Julian Wright. L’ex Nba ha regalato giocate pazzesche, rese possibili da una base atletica eccezionale vista la statura (JuJu si “ferma” a 203 centimetri). Il giocatore arrivato a inizio stagione completamente fuori condizione è ora soltanto un ricordo lontano.

Messi in saccoccia i due punti, ora team e staff saranno concentrati sulla sfida di coppa a Limoges (si gioca alle 20.30 di domani sera) che potrebbe portare Reggio a un risultato storico.

Non ci si deve però illudere che da lavorare non ce ne sia più. Tutt’altro.

Anche nell’anticipo di sabato, Reggio è stata incostante. Partita fortissimo (4-17), s’è poi seduta subendo, inerme, un controbreak di 18 a 5.

Il resto della gara è stato combattuto, spesso punto a punto. E anche se poi il match è finito in gloria, quel violento cedimento, avvenuto nella seconda parte del primo periodo, quando la squadra era ancora fresca, non è comunque accettabile.

Da aggiustare c’è pure la difesa che troppo ha concesso per tutto l’arco del match.

Sul perimetro, in particolare, i tiratori pesaresi hanno fatto spesso e volentieri ciò che volevano.

Ora che finalmente il team s’è allontanato dal fondo e la parola playoff non è più un tabù diventa necessario aggiustare anche questo, affinché si possa centrare l’accesso alla post-season.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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