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Facchin: «La Reggiana riparte più carica di prima»

di Juri Panciroli
Facchin: «La Reggiana riparte più carica di prima»

Il portiere granata: «A inizio stagione ci sono state dinamiche particolari ma ora pensiamo a recuperare il tempo perso»

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REGGIO EMILIA. «Iniziamo la seconda parte di stagione pensando positivo. Ero e resto convinto che la Reggiana ha una rosa all’altezza. Ci sono state dinamiche iniziali particolari, dove ognuno si è dato la sua spiegazione, ma ora è inutile riparlarne perché dobbiamo recuperare il tempo perso».

Arrivando dal Venezia, che stravinse lo scorso campionato, per il portiere Davide Facchin quest’anno il ritorno sarà all’insegna dell’inseguimento.

«Star davanti è sempre più bello ma logora perché le avversarie ti aspettano. Se perdi un paio di partite e da +8 vai a +2 ti senti in difficoltà e nascono pressioni importanti, però è tutto nelle tue mani. Meglio pensare a noi senza porci obiettivi, giocando al meglio le 15 partite che mancano e tra un po’ faremo i conti. Quel Venezia aveva più esperienza, con giocatori abituati a vincere anche in categorie superiori, mentre la Reggiana mi sembra più affiatata anche se un paragone è difficile».

Il primo posto è ancora possibile per questa Reggiana?

«La logica ora è pensare ai playoff, dove non è detto che vinca la più forte o attrezzata. Peccato perché con una partenza “alla pari” ce la saremmo giocata fino all’ultima col Padova».

Come sta la squadra alla ripresa del campionato?

«Non mi era mai capitato di star fermo più di 30 giorni in inverno ma, tra i lati positivi, c’è la benzina messa nelle gambe lavorando bene e intensamente. L’incognita è come ci ripresenteremo dopo tanto tempo però ci sono stati solo due innesti, tatticamente abbiamo continuato coi nostri concetti di gioco e di tempi perciò dovremmo essere sempre quelli, ma sappiamo che il campionato sarà un’altra cosa e siamo curiosi di vederci all’opera. Rifare quasi tutta la preparazione può darti qualcosa nel finale ma potresti pagarlo nelle prime gare».

Il dualismo con Narduzzo? Si aspettava di tornare titolare con la Triestina?

«Ho voluto fortemente venire qua e sono stato cercato dalla Reggiana, ho fatto quello che potevo prima dell’infortunio e quello che dovevo dopo, poi le scelte le fanno altri. C’è massimo rispetto fuori e dentro il campo tra me, lui e Viola, forse perché tutti veniamo dalla stessa scuola (il Milan, ndr). Narduzzo ha qualità ma il problema è la regola sui giovani che, a dispetto dell’età (ha 23 anni, ndr) lo penalizza».

Chi sono i granata più insidiosi in allenamento per un portiere e chi più la preoccupa in campionato?

«Lombardo se trova la giornata ci fa neri, tecnicamente è al top non solo per la Serie C. Riverola e Cianci sono altri buoni tiratori perciò speriamo di aver qualche punizione in più dal limite. Emerson del Feralpisalò è quello che spaventa di più i portieri e preparare la partita contro i suoi tiri non è facile».

Come giudica i due nuovi arrivati?

«Cattaneo lo conoscevo dai tempi di Pavia: senza dubbio può mettere in difficoltà chiunque perché salta l’uomo, ha buon calcio, fantasia e parla la stessa lingua di Cesarini. Vignali non lo conoscevo ma ricordo il suo gol in Tim Cup questa estate e lo vedo all’altezza».

Sabato arriva il Renate. Che partita si aspetta ripensando all’1-0 dell’andata?

«Loro non hanno nulla da perdere perché hanno una posizione che nessuno sperava perciò, senza problemi di salvezza, questo gruppo di ragazzi entusiasti cercherà di togliersi soddisfazioni per indirizzare la carriera. Avversaria pericolosa perché potrà giocare a mente libera mentre dell’andata cancellerei tutto perché fu tra i picchi più bassi della stagione, nonostante là avessimo avuto occasioni per fare punti».

Peccato giocare alle 18.30 di sabato. Non è la prima volta che la Reggiana viene penalizzata...

«Qualsiasi giorno o orario si è giocato c’è sempre stato grande pubblico e tifo perché Reggio è una piazza all’altezza dove la passione è sotto gli occhi di tutti».

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