Gazzetta di Reggio

Sport

Il Coni entra a piedi pari nella Figc

di Michele Di Branco

Domani l’ok a Fabbricini commissario con Uva e Costacurta, Malagò va alla Lega

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ROMA . Un uomo solo al comando: Giovanni Malagò. Il fallimento dell’assemblea Figc mette nelle mani del capo del Coni il destino del calcio italiano. Domani la Giunta del Coni dovrà decidere in che modo commissariare Federazione e la Lega e lo schema che prende forma assomiglia a una occupazione da parte del Coni. I tecnici non convincono (anche se Guido Rossi nel 2006 portò fortuna con la Coppa del Mondo a Berlino) e Malagò punta ad assumersi la responsabilità in prima persona. Per la poltrona di commissario Figc sta pensando al fido Roberto Fabbricini, segretario Coni, affiancato dal dg Michele Uva e da Billy Costacurta. La triade, che potrebbe restare in sella fino al 2019, a luglio chiamerebbe come ct della Nazionale Roberto Mancini, deluso dallo Zenit San Pietroburgo.

Alla Lega, con il via libera del gotha dei presidenti della A (con l’eccezione del patron della Lazio, Claudio Lotito) ci andrebbe Malagò. Il numero uno del Coni è infatti convinto che l’epicentro dei mali del calcio risieda dentro la Confindustria del pallone. Ed è da lì che intende promuovere una serie di riforme. La rivoluzione ha avuto l’ok del governo. «Questa è l'occasione per il calcio di ripartire da zero e riscrivere anche una parte di quelle regole che hanno portato a questo stallo: bisogna dare un nuovo impulso al calcio in Italia” ha detto il ministro Lotti. Mentre il presidente di Fip Gianni Petrucci ha benedetto il ticket Malagò-Fabbricini come l’unica soluzione possibile. I due manager sarebbero attesi da sfide impegnative. C'è la riforma dello statuto della Figc che va riscritto (in vista un ridimensionamento del peso elettorale dei Dilettanti), quella di serie A (da 20 a 18) e di B (da 22 a 20). Si pensa al rilancio dei vivai, al tentativo di mettere un freno all'invasione di stranieri e alla riforma della giustizia sportiva. Malagò sogna anche un ridimensionamento delle rose delle squadre e una riforma del mercato dei calciatori. Ormai certa una ristrutturazione della Lega Pro, con l’inserimento nei gironi delle Primavere delle squadre di serie A. Ieri Cosimo Sibilia, presidente della Lega Dilettanti, ha smentito la tesi secondo la quale dietro la fumata nera alle votazioni possa esserci stata la mano del Coni: «Sono abituato a fare ciò che dico. Ho avuto la possibilità di incontrare Tommasi e Gravina e ho sempre cercato di portarli a un ragionamento di unità, di larga condivisione, su questa elezione».



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