Gazzetta di Reggio

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Mister Cevoli: «I granata si sono rinforzati»

di Luigi Cocconcelli
Mister Cevoli: «I granata si sono rinforzati»

Il tecnico del Renate: «La cosa più bella della mia esperienza a Reggio è stata conoscere Ancelotti»

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REGGIO EMILIA. Si torna in campo. Finalmente, verrebbe da dire. La Reggiana lo fa dopo una sosta di oltre un mese, il Renate ha, dopo la pausa, giocato una partita e basta. Sul match grava l’incognita di quanto e se inciderà sulle due squadre il prolungato stop. «È – dice al proposito Roberto Cevoli – una situazione anomala, mai affrontata prima, né da giocatore né da allenatore».

Onestamente l’allenatore del Renate aggiunge uno «speriamo incida sulla Reggiana, le abbia tolto l’abitudine e l’attitudine alla partita, ma solo i novanta minuti chiariranno se e chi ne abbia risentito di più».

Reggiana-Renate è match per il primo posto, oppure il Padova lo ha consegnato a sfida diretta per un posto migliore nella griglia playoff?

«Il Padova ha un vantaggio ed un’ossatura di squadra che lascia poche speranze alle altre, ma il campionato è lungo, è molto equilibrato, Reggiana, Sambenedettese e Feralpi possono pensare di recuperare, fanno bene a non considerare chiuso il discorso, il Renate deve salvarsi, sta facendo bene, può aspirare a rimanere tra le prime dieci, ma deve pensare partita dopo partita, senza cullare sogni fuori dalla sua portata».

Ci presenta il Renate?

«Società seria e sana, un gruppo eccezionale di ragazzi con predisposizione al sacrificio, al lavoro , all’impegno».

La Reggiana è assai diversa da quella affrontata all’andata…

«Io, dopo quella partita che so molto criticata a Reggio, dissi che per me era la migliore di quelle affrontate nelle prime cinque giornate, adesso che ho avuto l’opportunità di vederle all’opera tutte confermo il giudizio, a gennaio si è anche rinforzata, per noi sarà una partita assai difficile».

Studiato qualcosa di particolare o le se tiene per se?

«Me lo tengo per me- e scoppia in una bella risata- ma noi abbiamo delle certezze, un modo di affrontare le gare già collaudato e sicuramente non correrò il rischio di comprometterle andando a sconvolgere quanto finora ci ha consentito di fare così bene».

Paradossalmente ci sono più reggiani nel Renate, due contro il solo Panizzi, come stanno andando Finocchio e Mattioli?

«Benissimo, sono due ottimi ragazzi, a posto, grande impegno e volontà, sono contento soprattutto per Mattioli che pur giovanissimo si sta ritagliando una spazio importante, probabilmente ne meriterebbe di più ma ha davanti dei mostri sacri per la categoria, comunque il futuro è suo».

In passato è stato accostato alla Reggiana, ma poi non se ne è fatto nulla, perché?

«Semplice, sono stato accostato dai giornali, mai contattato dalla società o suoi emissari, quindi sono sempre stato lontano. Certo che se uno mi chiede, come è successo in passato, se mi piacerebbe allenare la Reggiana la risposta è sì, ma credetemi sono in tanti cui piacerebbe sedersi sulla panchina di una società così prestigiosa».

Il ricordo più bello che porta con se dell’esperienza in granata, a parte la vittoria del campionato e la promozione in A?

«Sono tanti, lì ho conservato amici, ci vengo sempre volentieri per riabbracciarli, poi un campionato vinto non si dimentica. La cosa più bella? Probabilmente, professionalmente, l’aver conosciuto uno come Carletto Ancelotti, che è diventato uno dei migliori allenatori del mondo».

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