«Lavoro tanto e lascio parlare il campo»
Dal mancato addio alla corsa ai playoff, passando per la crisi del team di inizio stagione: Amedeo Della Valle si confessa
REGGIO EMILIA. Amedeo Della Valle ripercorre il filo della stagione che, in modo quasi inaspettato rispetto alla partenza critica e ad alcuni momenti di difficoltà, vede ora la Grissin Bon in corsa per i playoff e per un posto tra le migliori otto d’Eurocup.
Come è rinata la Grissin Bon?
«Quando inizi con sei sconfitte consecutive, hai subito l’obbligo di cambiare. Mancava l’esperienza necessaria con alcuni giocatori all’esordio in questa categoria e non bisogna dimenticarsi dell’assenza di Cervi che, a causa di alcuni problemi fisici, è mancato nelle prime battute della stagione. La società ne ha preso atto ed è intervenuta. Da un punto di vista personale non è stato facile, non avevo mai vissuto quel tipo di pressione e quel senso di responsabilità che si avverte in determinate situazioni d’emergenza. I nuovi innesti, poi, ci hanno dato respiro ed è iniziata una nuova stagione».
E sono arrivate alcune vittorie in Europa che hanno caricato l’ambiente. Quanto ha aiutato l’impegno infrasettimanale nel tenere alta la tensione?
«Molto. Giocare ogni tre giorni ti riempie costantemente di nuovi stimoli e ti rende più difficile guardare indietro se sei reduce da una sconfitta. Nel nostro periodo iniziale, il peggiore, era difficile voltare pagina dopo ogni domenica perché la testa rimaneva comunque al campionato e alla classifica che non voleva sbloccarsi. Prima dei gironi avrei messo la firma per assicurarmi semplicemente il passaggio del turno. Con pazienza siamo andati avanti e ora siamo qui a sperare di farlo ancora».
Per proseguire bisognerà vincere martedì con Villeurbanne. Dopo due finali scudetto, una finale di Supercoppa e tante altre gare delicate, come vive il cammino verso questo importante appuntamento?
«Sarà una partita difficile e il giocarla al Bigi, davanti al nostro pubblico, è una grande spinta e una pressione in più. Non saprei a quale altra gara del mio passato paragonarla, ma sarebbe un sogno entrare nelle prime otto squadre di questa Eurocup. Per come è partita la stagione, per il nostro vissuto, il passaggio del turno lo definirei un miracolo».
Una cavalcata di cui lei, fin dall’inizio, è stato protagonista…
«Quando si è sparsa la notizia della mia permanenza a Reggio ho subito tolto dalla testa tutte le voci inutili e ho scelto di far parlare il campo provando a fare un ulteriore passo avanti per la mia carriera. Ho voluto lavorare duro già in preseason per mettere la stagione sui giusti binari».
Oggi si reputa soddisfatto della scelta fatta in estate?
«Troppo facile dirsi soddisfatti ora perché le cose vanno in un determinato modo. Quando ho capito che la strada sarebbe stata questa e che non vi erano alternative, ho indossato la maglia con immensa energie e voglia di fare. La stessa che mi sta accompagnando ora. Adesso dovrà diventare una grande stagione di squadra, ma la strada è ancora lunga».
Sul suo cammino, tra poco, ci sarà la Nazionale. Si sente pronto per questo sforzo?
«Non do mai la colpa alla stanchezza, anche quando c’è, e la maglia dell’Italia è un stimolo immenso. Sono dispiaciuto di non essere impegnato nelle Final Eight con la maglia del mio club, ma andrò in azzurro molto motivato. Sono pronto».
Prima di tutto c’è sfida con Sassari. Che partita sarà?
«Il club è abituato a cambiare e non è facile trovare subito la via per fare bene. Probabilmente speravano di essere più avanti in classifica e l’innesto di Bostic, un realizzatore ma anche un giocatore che difende duro da vero lottatore, fanno vedere quanto vogliano andare in alto. Noi siamo pronti, consapevoli che non esistono partite semplici e che dovremo sudare contro una formazione molto solida».
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