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andrea attolini, 30 anni, centrocampista

Nato nel luglio 1988, ha al suo attivo un palmares dilettantistico importante. Da agosto è alla Castelmeletolese: «Stiamo facendo un buon campionato, secondi in classifica e in semifinale di Coppa...

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Nato nel luglio 1988, ha al suo attivo un palmares dilettantistico importante. Da agosto è alla Castelmeletolese: «Stiamo facendo un buon campionato, secondi in classifica e in semifinale di Coppa Emilia. La squadra è stata completamente rifondata e credo che l’inserimento di Dall’Aglio come diesse sia stata un’ottima scelta. Siamo competitivi e diremo la nostra fino in fondo».

Avete anche un mister, Mattia Orlandini, piuttosto giovane.

«È giovane ma ha le idee chiare. Tecnicamente è bravo e lo è anche da un punto di vista atletico».

Sia lei che suo fratello siete in semifinale.

«È vero e mi fa molto piacere. Terremo entrambi le dita incrociate».

Le piacerebbe tornare a giocare con Matteo?

«Magari, ma non credo voglia scendere di categoria».

Vi siete mai incontrati da avversari?

«In un campionato, quando io ero a Poviglio e lui era a Montecchio».

E come finirono le partite?

«Non credo di aver mai perso contro di lui, direi di aver vinto il ritorno e pareggiato nell’andata».

Preferisce averlo come avversario o come compagno?

«Visto il grande valore calcistico direi come compagno, perché da marcare non è proprio semplice».

Quest’anno quanti gol ha fatto?

«Io meno di Matteo, sono un centrocampista e sono quello che deve dare i palloni agli attaccanti. Però sette in tutto. Sei in campionato ed uno in coppa».

Che rapporto c’è fra di voi?

«Siamo fratelli e amici, se possiamo ci aiutiamo. Mi spiace non riuscire a vederlo di più».

Un pregio di suo fratello?

«È una persona genuina, trasparente e solare. Una persona che non ha doppie facce e ti dice quello che pensa, nel bene o nel male».

E un difetto?

«Ne ha uno grossissimo: è juventino. È un supertifoso e si arrabbia quando a tavola e io mio padre lo stuzzichiamo. Dalla sua parte ha anche mia madre, bianconera nel cuore, e mia sorella (un po’ meno appassionata)».

C’è qualcosa che invidia a suo fratello?

«Eh... il suo ciuffo. A parte gli scherzi il nostro rapporto è sempre stato molto sereno. Forse l’unica rivalità è per il voto di laurea: io mi sono laureato con 108 e lui con 107».

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