matteo attolini, 28 anni, attaccante
Nato nel marzo 1990, è una punta centrale e ha un curriculum calcistico di tutto rispetto. Quest’anno, dopo un paio d’anni al Bibbiano, ha deciso di accettare proposta e obiettivi della Piccardo...
Nato nel marzo 1990, è una punta centrale e ha un curriculum calcistico di tutto rispetto. Quest’anno, dopo un paio d’anni al Bibbiano, ha deciso di accettare proposta e obiettivi della Piccardo Traversetolo. «Gli obiettivi sono ambiziosi, ma domenica scorsa contro il Felino abbiamo sprecato una bella occasione. Il campionato per fortuna è ancora apertissimo, meglio essere superati ora che a fine aprile».
Anche lei è in semifinale di Coppa.
«Proprio così, sia io che mio fratello abbiamo due possibilità per salire di categoria».
Le piacerebbe tornare a giocare con Andrea?
«Certo. Abbiamo giocato insieme in tre campionati e mi è sempre stato molto di aiuto. Per me è stato un grande insegnamento».
Vi siete mai incontrati da avversari?
«Sì, io ero a Montecchio e lui a Poviglio».
E come sono finite le partite?
«Non me lo ricordo con precisione, ma secondo me o le abbiamo perse entrambe o una l’abbiamo persa e l’altra pareggiata».
Preferisce averlo come avversario o come compagno?
«Meglio sempre come compagno, visto i precedenti».
Quest’anno quanti gol ha fatto?
«Qua vinco io. Ne ho fatti quattordici totali. Dodici in campionato e due in coppa. Ma spero di farne altri. I cento gol li ho superati, ora devo arrivare al prossimo step».
Che rapporto c’è fra di voi?
«Siamo fratelli, ci parliamo, ci confrontiamo e ci aiutiamo. Abbiamo condiviso la stanza fino a quando si è sposato, e siamo sempre andati d’accordo. Il merito è nostro, ma soprattutto dell’educazione che abbiamo ricevuto dai nostri genitori. Come in tutti i rapporti tra fratelli ci sono delle piccole rivalità sui voti a scuola o su altre piccole cose ma niente di più».
Un pregio di suo fratello?
«È una persona posata e molto seria, sia nella vita che nel mondo del calcio. A volte gli dico che è più vecchio della sua età, perché rispetto a me è meno vivace».
E un difetto?
«Ne ha uno enorme: è interista. E non aggiungo altro».
C’è qualcosa che invidia a suo fratello?
«Il suo bellissimo sinistro educato. Io e lui lo usiamo solo per salire sul tram».
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