«Non sarà una domenica qualunque»
Il ritorno al PalaBigi di Polonara, tra i protagonisti delle imprese biancorosse
REGGIO EMILIA. Le sue schiacciate e stoppate hanno infiammato il pubblico di via Guasco per tre stagioni. Nell’arena del Bigi sono tanti i ricordi per l’ala marchigiana Achille Polonara, che per la prima volta farà il suo ingresso al Bigi da avversario.
Quali saranno le sue sensazioni?
«Sarà sicuramente una forte emozione incontrare persone a cui mi sono affezionato, tra ex-compagni, società e tifosi. Il PalaBigi è stato il teatro della maggior parte delle nostre vittorie, conosco il clima, entrare con una maglia diversa da quella biancorossa sarà una sensazione strana. Ho sempre dato il massimo per Reggio e ho incontrato un pubblico che lo ha sempre riconosciuto. Sarà una domenica diversa».
Dopo tre anni in biancorosso, quanto si sente cresciuto come giocatore e a livello umano?
«A Reggio ho avuto un allenatore che ha creduto molto in me facendomi giocare sempre molti minuti e dandomi, quindi, la grande possibilità di fare esperienza. A causa degli infortuni di alcuni compagni, ho spesso trovato tanto spazio anche in partite dove ne meritavo meno ma attorno a me c’era immensa fiducia e questa era la base migliore per crescere. La città mi lascia il ricordo di un periodo molto sereno. È un posto dove si mangia pane e basket, per un giocatore significa tanto».
Il suo percorso reggiano è stato caratterizzato da tante vittorie e una stagione, l’ultima, più difficoltosa. Cosa ha fatto inceppare una macchina perfetta da due finali scudetto consecutive?
«Nelle prime due stagioni non c’erano state grosse modifiche al roster e questo ci aveva permesso di fare gruppo accogliendo al meglio i giocatori inseriti a ridosso dei Play Off. Questo ci dava grande serenità. L’anno scorso, invece, c’è stato un cambio di giocatori che ha fatto mancare coesione nel momento in cui le aspettative attorno alla squadra sono cresciute».
C’è rammarico per la sconfitta al primo turno con Avellino?
«Uscire 3-0 con Avellino, dopo la vittoria dell’anno prima per 4-3 in una serie incredibile, è stato pesante. Forse avremmo potuto strappare una gara, ma il risultato globale non sarebbe cambiato».
La Grissin Bon di adesso può lottare per un posto tra le migliori otto d’Italia?
«Pur facendo i conti anche quest’anno con molti infortuni, Reggio sta combattendo facendosi valere anche in Europa. Sono rientrati Cervi e Nevels, ora la squadra è davvero lunga. L’inizio è stato difficoltoso, ma ciò che conta è come la stagione finisce. E può farlo bene, ad esempio centrando i Playoff».
Un traguardo che per voi, invece, sembra d’obbligo. C’è pressione?
«Siamo delusi per aver mancato la qualificazione alle Final Eight e per non aver passato il turno in Champions League, ma c’è grande serenità nel gruppo e la si respira grazie all’intesa con società e tifosi».
Con quale mentalità affronterete il match di oggi al Bigi? «Affronteremo come una finale ciascuna delle tredici partite che ci separano dai Play Off in modo da raggiungerli nella miglior posizione possibile. Vogliamo provare a vincere la Fiba Cup e a fare bene in campionato, magari già da oggi contro la Grissin Bon». (a.mon.)
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