Grissin Bon batte Sassari: «Non è fortuna, è la vittoria del coraggio»
Coach Max Menetti esalta la prova dei suoi: «Ci abbiamo messo cuore, energia, sacrificio»
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REGGIO EMILIA. «Fortuna? No, questa vittoria si è nutrita soprattutto del nostro coraggio. Sapevamo che sarebbe stata una gara difficile ed abbiamo sofferto, ma abbiamo sempre avuto l’impressione di potercela fare. Anche quando sono stati sbagliati ben quattro tiri liberi consecutivi. Nel quarto/quarto ce l’abbiamo messa tutta: cuore, energia, sacrificio, con la netta convinzione di poter arrivare ad un successo che è inutile sottolineare quanto sia importante; vale ben oltre i due punti incassati per la classifica generale». Max Menetti non si risparmia e passa in rassegna premesse e conseguenze della sfida con Sassari.
«Siamo appena rientrati da Limoges piuttosto acciaccati. Si aggiunga lo sforzo fatto a Pesaro e così, soprattutto in avvio, abbiamo faticato parecchio; in particolare abbiamo sofferto nel terzo/quarto quando non riuscivamo ad incassare il lavoro fatto in difesa. Ma non ci siamo abbattuti, siamo rimasti sereni e negli ultimi dieci minuti ci siamo finalmente sbloccati. Recuperando la differenza canestri, ben 10 punti, ci siamo convinti di potercela fare ed a quel punto difesa e attacco hanno girato a meraviglia».
Si è fatta sentire l’assenza di Markoishvili. E’ un malanno serio quello che lo ha tenuto fuori?
«Lui avrebbe anche giocato ma non potevamo rischiarlo. Ha subito un duro colpo ad un ginocchio ed è ancor dolorante».
Lo vedremo in campo martedì?
«Voglio sperarlo perché anche quella è una fatica da affrontare con il massimo delle energie; se vinciamo andiamo a classificarci fra i primi sedici in Europa».
Tornando alla gara con Sassari dunque più coraggio che panico. Che strategia ha scelto per fermare i sardi?
«Abbiamo finito per prevalere quando loro hanno perso le geometrie, sono andati in confusione. Vederci recuperare lo svantaggio li ha messi in crisi e la nostra fisicità ha finito per prevalere sulla loro organizzazione. Li abbiamo aggrediti e così sono andati in ansia arrivando alla sfinimento quando si è decisa la partita, ad un secondo e mezzo della sirena finale. Un coraggio che dovremo avere anche martedì sera se vogliamo andare avanti».
Dopo due successi consecutivi si può parlare di una squadra che sta mettendo nel mirino i play off?
«Andiamoci piano, vediamo una partita alla volta. Certo che i quattro punti guadagnati in due turni ci hanno garantito maggiore serenità. Ricordo che, dopo il difficile inizio di stagione, ci siamo posti l’obiettivo dei 20 punti».
Che freddezza in quel canestro di Della Valle ma la vittoria su Sassari va condivisa con altri…
«Con tutti quelli che sono entrati in campo, anche con chi di solito resta in panchina e questa sera, parlo dei giovani, ha dovuto fare gli straordinari. Ma è tutto il gruppo che ha fermato la squadra di Pasquini che non è riuscita a mettere a segno la solita messe di punti. I parziali la dicono lunga, siamo sempre rimasti alle loro caviglie. E nel rush finale il colpo di reni. Adesso però pigliamoci un briciolo di riposo, perché fra 24 ore saremo di nuovo da capo».
La visione del tecnico biancorosso collima perfettamente con le valutazioni del coach ospite. «E’ una battuta d’arresto che ci pesa – dice Pasquini - ma Reggio è stata brava a controllarci e noi abbiamo contribuito alla sconfitta quando ci siamo “incartati” a livello offensivo. Sono rammaricato per questi due punti persi perché siamo mancati proprio nel rush conclusivo. Non ci resta che ripartire. Non ci mancano le giustificazioni. Dopo la trasferta europea, per rientrare a casa in un periodo nel quale i sistemi di trasporto verso l’isola sono ridotti, per una notte non abbiamo dormito. Un problema logistico che ci ha sfibrato. Brava la Grissin Bon ad approfittarne».
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