Polonara entra ed esce dal Pala tra gli applausi
La domenica speciale dell’ala che ha firmato gli anni più entusiasmanti della Pallacanestro Reggiana
REGGIO EMILIA. Un lungo, grande applauso, un sorriso affettuoso ma emozionato. Quello tipico di chi rivede un grande amore concluso da un epilogo amaro. Era emozionato Achille Polonara prima della gara di ieri, la sua prima sfida da avversario al pala Bigi, nel campo in cui per tre anni è stato uno dei giocatori favoriti dal pubblico. E non un giocatore normale.
Nelle due stagioni delle finali scudetto Polonara era l’uomo ovunque: sempre in campo, spostato dal 3 al 5 in base agli infortuni, sempre pronto a dar battaglia senza mai saltare un singolo match. L’anno passato, come molti altri, ha pagato le tensioni e le novità, e dopo tanto logorio a giugno le strade si sono separate. Troppo presto o forse troppo tardi, ormai conta poco, rimane di sicuro un triennio ad altissimo livello, il picco assoluto della storia biancorossa. E anche se parecchi non hanno digerito l’approdo alla “nemica” Sassari, l’omaggio era doveroso. Appena entrato in campo per il riscaldamento, sono arrivati i primi applausi, uniti ai saluti, alle chiacchiere e ai sorrisi con gli addetti, con i fotografi, con gli amici conosciuti in città. Difficile nascondere un po’ di magone, d’altronde si parla di un ragazzo che in queste mura ha vissuto l’apice della sua carriera. A “peggiorare” le cose, un lungo applauso durante la presentazione, unica variazione alla fredda accoglienza riservata agli ospiti sardi.
E in campo? L’emozione si è vista anche qui, soprattutto in partenza, poi cancellata dalla consueta intensità e dalla capacità di mettere fisico e grinta in ogni anfratto “sporco” della gara. L’impatto lo ha pagato di più in termini di lucidità, come nell’antisportivo a metà campo troppo plateale per non essere fischiato. E nelle bombe piedi per terra uscite nel finale.
«E’ stato davvero emozionante ricevere quel tributo prima dell’inizio della partita – spiega l’ala in forza al Banco di Sardegna –. E’ stato altrettanto emozionante tornare qui a giocare, perché sono state tre stagioni ricche di soddisfazioni e certamente anche di momenti tristi. Ho ritrovato amici e gente a cui ero affezionato, tornare in via Guasco è stato letteralmente fantastico. Se mi aspettavo questi applausi? Beh, credo di aver lasciato un buon ricordo qui e quindi sì, me l’aspettavo. Come io ho un buonissimo ricordo di Reggio, questo pubblico è stato riconoscente nei miei confronti”. Un commento sulla sconfitta di Sassari: «Abbiamo gestito male il vantaggio – conclude “Polonair” – ma è un problema già capitato in stagione. La tripla di Mussini a fine terzo quarto ha girato la partita, dando una scossa a squadra e palazzetto tutto».
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