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Cianci lancia la sfida alla Samb e al cugino Bellomo

di Juri Panciroli
Cianci lancia la sfida alla Samb e al cugino Bellomo

Per la punta della Reggiana la gara di sabato è un derby in famiglia

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REGGIO EMILIA. «Ogni giovane che vuole emergere nel calcio vuole giocare, ecco perché avevo chiesto alla società di andare altrove. Per giocare e farlo nel mio ruolo. Poi, avendo parlato col presidente Piazza, con la moglie Alicia, col direttore e col mister mi sono sentito più che importante per la squadra e questo affetto mi ha fatto piacere, così ho deciso di rimanere qua perché in Serie C non è da tutti essere nella Reggiana. Una vicenda che ho gestito da solo senza parlare col Sassuolo (la società che detiene il cartellino del giocatore,ndc)». La possibile partenza di Pietro Cianci era stato il leit-motiv di gennaio, con l’attaccante barese desideroso di giocare di più, cosa che in via Mogadiscio non potevano garantirgli nemmeno dopo il gran gol nel big-match col Pordenone.

Alla fine Cianci è rimasto per giocarsi la serie B con la Reggiana, convinto forse dagli ultimi risultati positivi, da un mercato che ha rafforzato la rosa e da chi, come mister Eberini, aveva spiegato al ragazzo come non ci fosse paragone tra la piazza granata e Catanzaro.

I tifosi le hanno tributato una bella accoglienza sabato.

«I tifosi hanno sempre speso parole belle su di me e mi ha fatto piacere quel boato al mio ingresso di sabato, anche se un po’ me lo aspettavo».

Quindi è pronto a sacrificarsi anche in un ruolo che non sia punta centrale?

«Meglio nel mio ruolo, ma se mi chiedessero di fare il terzino mi metterei a disposizione».

Dopo aver battuto il Renate sabato ci sarà un altro scontro diretto con la Sambenedettese.

«Con il Renate avevamo avuto quattro settimane per prepararla e ci siamo fatti trovare pronti, portandola a casa. Certo, se la Samb ha 34 punti c’è un motivo quindi servirà concentrazione e determinazione per vincere, d'altronde in questa categoria se non entri in campo con la cattiveria giusta puoi perdere con chiunque».

Per lei sarà un derby col cugino Nicola Bellomo: che ricordi ha di lui e cose le ha detto su mister Eziolino Capuano?

«Ci giocherò contro per la prima volta. Siamo cresciuti a Bari insieme, praticamente un fratello, e quando ero in Primavera a Livorno e lui in Serie A al Torino mi seguiva e mi dava sempre consigli importanti per la mia crescita. Sabato vedremo se riuscirò a dargli un dispiacere. È un trequartista, ma anche seconda punta, mezzala o esterno, che non c’entra nulla con questa categoria. Su Capuano? Non ne abbiamo parlato ma penso che ne parlerebbe bene».

Crede che il campionato sia ancora aperto?

«Pensiamo partita per partita e aspettiamo un passo falso del Padova, cercando di farci trovare pronti perché fino all’ultima giornata il campionato sarà vivo. La rimonta della Cremonese sull’Alessandria l’anno scorso insegna e mal che vada punteremo sui playoff, sapendo che arrivare secondi sarà un bel piazzamento perché eviterà i primi turni».

Gli arrivi di gennaio come li giudica?

«Due giocatori importanti per questa categoria e ci daranno una grande mano».
 

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