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Il ritorno del guerriero Gael «La Reggiana ha carattere»

di Jacopo Della Porta
Il ritorno del guerriero Gael «La Reggiana ha carattere»

Genevier in grande spolvero a San Benedetto dopo alcune gare da dimenticare «I giudizi negativi? Non bisogna darci troppo peso: sarebbe una debolezza»

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REGGIO EMILIA. Dopo qualche partita non esaltante, a San Benedetto del Tronto Gael Genevier ha fatto una delle sue migliori prestazioni stagionali. Il francese ha aiutato la Reggiana a resistere agli assalti all’arma bianca dei marchigiani, usando la clava all’occorrenza e amministrando con intelligenza quando la squadra era in fase di possesso palla. «È stata dura - conferma il capitano - perché la Sambenedettese ha preparato bene la gara per essere molto aggressiva e impedirci di fare il nostro gioco. Hanno dato battaglia e noi siamo stati bravi a reggere e poi abbiamo anche provato a portare a casa qualcosa. Forse quando hanno mollato potevamo fare qualcosina in più, ma non è stato facile tornare a casa con un punto e dunque alla fine il pareggio va bene».

Parliamo della sua prestazione. In quelle condizioni difficili ha dato il meglio.

«È stata una partita in cui abbiamo dovuto difendere, serviva il carattere e la personalità nei momenti in cui eravamo sotto pressione. La squadra ha reagito bene, forse potevamo sfruttare meglio il possesso palla. Ma non eravamo soli in campo».

Nelle pagelle è stato il migliore con Facchin. Nelle partiti precedenti invece non aveva brillato. Dica la verità, voi giocatori ci rimanete male quando leggete giudizi negativi? Le leggete le pagelle, vero?

«Le pagelle sono un giochino: fa piacere veder quando uno va bene. Prendere un voto alto fa sempre piacere però bisogna dare il giusto peso a questa cosa. Spesso i voti vengono dati in base ad alcuni episodi della gara, singole giocate o recuperi, ma bisogna fare valutazioni a 360 gradi, anche se non posso pretendere che da fuori vengano sempre fatte nel modo corretto».

Cioè?

«Bisogna tenere in considerazione il compito di ognuno di noi, che non è sempre quello che da fuori ci si aspetta. Dunque le valutazioni esterne sono da prendere con le pinze. Ognuno di noi sa quello che c’è da migliorare. Sarebbe una grande debolezza caratteriale farsi condizionare troppo dal giudizio».

Come vedi il nuovo arrivato Vignali?

«È il tipo di giocatore che ci serviva, ben strutturato, grande gamba. Ci serviva in mezzo al campo, quindi ci darà il suo contributo. Anche perché oggettivamente eravamo pochini in mezzo al campo. Credo sia stato un ottimo acquisto e avrà occasione di giocare. Tra l’altro dovrebbe essere pronto fisicamente perché ha giocato nei mesi scorsi. Vignali si è subito inserito nel gruppo e nello spogliatoio. Ha legato molto con Crocchianti».

Primo posto addio? O lei è fiducioso come l’ad Philipakos?

«Per il primo posto non dipende da noi. Se sopra sbagliano noi dobbiamo farci trovare pronti. Comunque è fondamentale anche ottenere il miglior piazzamento playoff possibile. Vediamo. Stiamo dandoi il masso e abbiamo scalato la classifica».

Con il Santarcangelo sulla carta sarà meno dura rispetto a sabato scorso.

«Ma hanno bisogno di punti, giocheranno bassi e chiuderanno gli spazi: non mi aspetto che sia facile. Anzi».

La Reggiana dimostra una grande forza mentale. Cosa è cambiato in questi mesi?

«Il cambio tecnico è stato positivo. Tutti noi ci abbiamo messo qualcosa, in campo e nello spogliatoio. Nel momento di difficoltà il presidente, la moglie e i dirigenti si sono stretti intorno alla squadra. E questo ci ha permesso di uscire dal periodo complicato».



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