Gazzetta di Reggio

Sport

Top player e panchina, croci e delizie

di Adriano Arati

La Grissin Bon ora ha giocatori in grado di decidere da soli il match e spesso è troppo dipendente dal loro stato di forma

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REGGIO EMILIA. Una squadra in forma, con identità e idee sempre più chiare. È una Grissin Bon decisamente in salute, mentale prima di tutto, quella che si prepara alla pausa di oltre due settimane figlia della combinazione fra Coppa Italia e qualificazioni ai Mondiali. I reggiani sono assieme a Varese gli unici imbattuti nel ritorno, 4 vittorie filate, e verrebbe quasi da dire che lo stop arriva nel momento peggiore. Il riposo può essere usato per tirare il fiato, accumulare energie e lavorare sui punti meno brillanti, quelli che ogni squadra comunque porta con sé. In queste settimane il brillare biancorosso ha dominato rispetto alle opacità, ma anche queste fisiologicamente rimangono. La Grissin Bon dell’ultimo periodo, scintillante in campionato e in coppa, è prima di tutto una formazione solida.

Ci sono fiducia, consapevolezza di sé e conoscenza dei compagni, unite a un’identità sempre più chiara a cui ha contribuito parecchio Pedro Llompart. Con il play spagnolo al volante Reggio ha idee chiare e i solisti possono pensare a valorizzare le loro doti. Lo si è visto nei momenti delicati: anche quando le rivali hanno accelerato Reggio non ha mai perso la calma ed ha continuato a lavorare per rimanere aggrappata al match, sapendo che poi nel finale qualcuno in grado di fare la differenza c’è. In questo periodo il riferimento è Amedeo Della Valle, in un periodo di forma stellare che gli ha gettato addosso l’attenzione di mezza Europa. E con merito. Ma in diverse occasioni le castagne dal fuoco le ha tolte Julian Wright, spesso “fastidioso” nel suo pasticciare ma allo stesso tempo capace di dominare intere parti di gara con la sua miscela di atletismo e classe superiori. A proposito di classe, la terza punta è senza dubbio il venerabile Markoishvili, che da quando ha potuto tornare a un ruolo e a un minutaggio precisi ha fatto vedere tutta la sua sapienza. Recuperarlo è fondamentale. Questa enorme solidità si vede prima di tutto in difesa. Da gennaio la Grissin Bon ha soffocato tutte le rivali. In Eurocup ha concesso solo 69 punti di media alle rivali, in serie A si sale a 79.5 ma vanno conteggiate anche le sparatorie con Avellino e Pesaro, nelle ultime due gare Sassari e Capo sono rimaste a 63 a 70. Reggio ha energia, forza fisica e capacità di adattarsi alle rivali, sfruttando la panchina lunga. E qui si arriva a un altro elemento positivo. Il rientro dei vari infortunati ha potenziato le rotazioni, ora molto dense soprattutto in coppa dove non ci sono limiti di stranieri e dopo l’intensità richiesta è altissima. Questa profondità può diventare anche un problema, per certi versi. Al completo Reggio ha 7 stranieri, e questo significa che in campionato 2 giocatori dovranno sempre guardare. Gli intoccabili a oggi sembrano essere Markoishvili, Llompart, Julian Wright e White, le gerarchie possono cambiare ma qualche malumore può esserci. Il pensiero corre a Chris Wright, chiamato a risolvere tante questioni, frenato dai problemi fisici e ora rientrato in una squadra che innegabilmente gira meglio con LLompart. Inevitabilmente l’abbondanza toglie anche spazio agli italiani, in coppa il sacrificato è quasi sempre Mussini, che nel ruolo ha tanti stranieri davanti, quando rientreranno anche De Vico e Markoishvili gli elementi di valore saranno tantissimi. Meglio l’abbondanza che la siccità, questo è ovvio, e comunque i due infortunati andranno prima rivalutati. Markoishvili ha riportato una brutta botta al ginocchio col Limoges e da allora è in sofferenza, in prospettiva Eurocup la sua presenza è fondamentale e il suo recupero andrà centellinato.

Probabile pure la rinuncia alla chiamata in Nazionale, dove invece andrà di certo Della Valle. A proposito della guardia piemontese. Il suo mostruoso rendimento, che nei finali si innalza ulteriormente, ha nascosto diverse sofferenze offensive della squadra, che nei momenti difficili tende ad affidarsi ai solisti. Nulla di male, le stelle sono lì per quello, ma se Della Valle e Julian Wright imbroccano la serata storta può diventare difficile generare gioco. Per ora, il problema non si è posto.



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