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Il difensore granata 

Paolo Rozzio scalpita «Ho quasi recuperato rientro a fine mese»

di Juri Panciroli
Paolo Rozzio scalpita «Ho quasi recuperato rientro a fine mese»

REGGIO EMILIA. «Sto bene, ho quasi recuperato ed ho già iniziato gli allenamenti differenziati. Il tendine va bene e so che dovrò tenerlo ancora sotto osservazione perché il fastidio resterà, ma il...

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REGGIO EMILIA. «Sto bene, ho quasi recuperato ed ho già iniziato gli allenamenti differenziati. Il tendine va bene e so che dovrò tenerlo ancora sotto osservazione perché il fastidio resterà, ma il dolore non c’è più. Mi mancano gli scatti ed altri movimenti ma non posso sovraccaricarlo, però sono contento del lavoro svolto al Medical Center, e conto di tornare in gruppo per fine febbraio o inizio marzo. Una data precisa non c’è perché devo vedere come risponde il piede sul terreno e appena me la sentirò di sostenere un allenamento completo darò la mia disponibilità». Due operazioni in quattro mesi per Paolo Rozzio, difensore granata, sono state una bella batosta, specie la seconda, sapendo che sarebbe stato uno stop più lungo e con un contratto in scadenza. Poi la sorpresa del rinnovo. «Si vedono poche volte cose del genere, prolungare un contratto fino al 2020 ad un giocatore infortunato. Non me lo aspettavo ed è stata una dimostrazione di affetto e di considerazione nei miei confronti, sia dell’uomo che del giocatore. Per questo non smetterò mai di ringraziare Piazza e la moglie e vorrei ripagare loro sul campo». Un calvario che il giocatore piemontese ha spiegato con queste parole.«Prima dell’operazione provavo un dolore inimmaginabile, giocando partite col male nonostante l’aver bucato le scarpe per evitare la pressione sul tallone. Dopo Santarcangelo ho capito che era meglio fermarmi, anche per evitare danni in un ruolo delicato dove se sbagli si prende gol. Momenti difficili: già non mi piaceva l’idea di una nuova operazione, poi due settimane in stampelle, invece nella riabilitazione il tempo passava meglio ed ora sono sereno potendo respirare aria di spogliatoio». Al rientro nello spogliatoio molto è cambiato per l’ex Pisa. «Coi mister Tedeschi e La Rosa ho fatto solo due allenamenti quindi potrei dare loro un voto 10 come persone ma come allenatori li conosco poco, però parlano i risultati. Stessa cosa per Eberini che è arrivato dopo il mio stop. Si respira aria buona, si sorride ma si lavora tanto. Li vedo faticare perché vanno ai “2000” in allenamento. Ma ci sono anche momenti piacevoli come la festa in maschera di lunedì sera, vinta dal magazziniere Matteo nei panni del dinosauro gigante, seguito da Facchin e Bobb con Ivan Drago e Apollo Creed e da Bovo come suora sexy. Io, Bastrini e la mia ragazza eravamo carta-forbice-sasso».

Due battute anche sul suo finale di stagione. «Dopo un lungo stop non è facile rientrare. Per me ci sono troppi fattori in gioco ma l’importante è continuare così, inoltre sono molto contento per Bastrini, a cui sono molto legato, perché dopo la sfortuna del lungo infortunio è rientrato a San Benedetto. E’ un valore aggiunto essendo quello più esperto. In campionato l’obiettivo non deve essere il Padova ma il Santarcangelo, poi il Vicenza, quindi le altre fino alla scontro diretto, perché se non vinciamo quelle il Padova diventa irraggiungibili».

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