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«La Grissin Bon può vincere lo scudetto»

di Linda Pigozzi
«La Grissin Bon può vincere lo scudetto»

Il prepatore atletico Di Giovanni: «Ho trovato grandi professionisti: li devo fermare perché si allenerebbero anche di notte»

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REGGIO EMILIA. È alla sua primissima stagione reggiana dopo aver girato l’Italia e lavorato per tanti club di A2 e, nella prima lega italiana, a Brescia.

In questi pochi mesi, Massimo Di Giovanni - il preparatore atletico della Grissin Bon - è però già arrivato a una conclusione: «La Pallacanestro Reggiana è una società top, estremamente professionale. Qui la qualità del lavoro è alta. La società mi mette tutto a disposizione e se ho bisogno di attrezzi o strutture, me le procura. Si lavora tanto e bene».

Come ha organizzato il suo lavoro?

«Non so come si lavorasse in anni passati, io lavoro personalizzando totalmente, perché anche se due giocatori hanno lo stesso biotipo, la stessa età e lo stesso ruolo, non sono uguali. Così ho studiato programmi unici per ognuno».

La coppa cambia le cose? Come ha strutturato la settimana?

«Ci si allena praticamente tutti i giorni, anche in quelli in cui si gioca o il giorno successivo alla gara. Non è un problema. Al contrario di quando si può disporre di settimane libere e si fanno allenamenti anche di un’ora e mezza, ci si allena meno, anche solo 20’, ma si lavora sulla qualità».

Ha incontrato particolari problemi in palestra?

«Lavoro con grandi professionisti. In passato mi è anche capitato di dover fare il cane da guardia (ride, ndr). Qui questo non succede. Il problema, al massimo, è l’opposto».

E cioè?

«Ci sono giocatori che non si vorrebbero mai fermare. Ci devo pensare io».

A chi si riferisce?

«Penso a Markoishivili, un grandissimo professionista che è una vera macchina da guerra, ma anche Pedro Llompart che ha una mentalità pazzesca che l’ha portato a giocare a questi livelli».

E i più giovani come si comportano?

«Garrett Nevels ha tanta voglia di emergere e per arrivare al massimo sa che deve allenarsi moltissimo. Si allenerebbe anche di notte e devo ammettere che non è facile fermarlo».

Dei talenti italiani cosa dice?

«Mi seguono tanto, tutti. È semplice lavorare in un ambiente così. Riccardo Cervi è un altro che senza lavoro non può stare. Ma non voglio far torto a nessuno perché, come ho detto, questa è una squadra fatta di grandi professionisti, con la quale si lavora molto bene».

La sfortuna però ne ha colpiti parecchi nel corso della stagione. Come si regola in caso di infortunio?

«Già mezzora dopo la diagnosi, contatto i medici e chiedo loro cosa il giocatore infortunato possa realmente fare e studio un piano personalizzato per metterlo subito al lavoro. Mi aiuta molto il Medical Center dove gli atleti svolgono la riabilitazione».

La stagione non è stata lineare. Ora che le cose si sono aggiustate dove pensa possa arrivare la Grissin Bon?

«La squadra è cambiata rispetto all’inizio e ora è veramente forte. Se troverà continuità questo team può fare tutto, anche vincere lo scudetto. L’ambiente è positivo e aiuta. Rispetto ad altre piazze dove ho lavorato in cui scattavano contestazioni anche solo dopo una sconfitta, ho sentito calore anche nei momenti più difficili».

Perché ha scelto Reggio?

«Ho fatto una scelta di qualità. Qui si lavora dal mattino alla sera e passo più tempo in palestra che non a casa, la città non ho neppure avuto modo di vederla, ma mi trovo molto bene. Ho un contratto annuale, vedremo se la prossima stagione sarò ancora qui».

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