Se gioca solo in casa la Reggiana è prima
Con l’arrivo di Eberini, il Città del Tricolore è diventato inespugnabile, ma in trasferta i granata sono da retrocessione
REGGIO EMILIA. Un fortino inespugnabile. Lo stadio Città del Tricolore è il punto di forza della Reggiana. Un terreno di gioco dove una dopo l’altra quasi tutte le squadre sono state sovrastate dai granata che fino a oggi hanno perso solamente due sfide: alla prima giornata contro la Feralpisalò e alla quarta contro la Sambenedettese, in quella che fu la partita fatale a Leonardo Menichini che proprio dopo quel ko casalingo venne sollevato dall’incarico, con la Reggiana affidata al duo Max La Rosa e Andrea Tedeschi ai quali si è poi aggiunto Sergio Eberini.
Un fortino. Da quella sfida del 30 settembre 2017, per i granata davanti al proprio pubblico è stato quasi un percorso netto, con il solo pareggio a reti bianche contro la Fermana a macchiare un cammino fatto di sole vittorie. Un percorso invidiabile, compiuto da una squadra che ha sempre dimostrato grande personalità tenendo in mano il pallino del gioco, trovando con facilità la via della rete e allo stesso tempo mettendo in mostra una grande solidità difensiva.
I granata infatti sono la formazione del girone B che in casa ha collezionato più punti, a pari merito della capolista Padova: 25 punti in 11 partite, una media di più di 2 punti a gara con 17 gol fatti e solamente 7 subiti. Sulla strada verso la serie B, che è l’obiettivo della società per questa stagione, la Reggiana dovrà riuscire ad accrescere il proprio rendimento anche in trasferta, lontano dall’energia elettrizzante del Città del Tricolore e soprattutto giocando su campi che nella maggior parte dei casi non hanno nulla in comune con il manto erboso reggiano e non favoriscono chi predilige giocare sempre palla a terra. Se non si dovesse riuscire a raggiungere il Padova, che si conferma in vetta anche alla classifica delle squadre che hanno totalizzato più punti anche in trasferta, sarà importante nei playoff riuscire a fare risultato anche lontano da Reggio Emilia.
Questo l’ultimo step su cui la formazione granata dovrà lavorare in questi ultimi mesi di stagione regolare. Il cammino lontano da Reggio di Cesarini è compagni è diametralmente opposto rispetto a quello casalingo. Nel momento in cui i granata si lasciano alle spalle i ponti di Calatrava sembrano perdere improvvisamente tutta la propria forza, lasciando spazio all’insorgere di paure e insicurezze.
Fuori porta. Lontano dalle mura amiche i granata diventano improvvisamente vulnerabili e timorosi, con un cammino da formazione che lotta per conquistare la salvezza provando a evitare i playout e non con il piglio di chi è tra le maggiori candidate al salto in serie B. Fino ad oggi i granata su dieci partite in trasferta hanno vinto solamente a Bassano il 26 novembre 2017 grazie a una splendida punizione calciata da Riverola alla quale si aggiungono 5 pareggi e 4 sconfitte, con la media che è meno di un punto a gara.
Diminuiscono clamorosamente anche le reti realizzate che lontane da Reggio sono solamente 6 e aumentano i gol subiti che sono 9. Ora l’ultimo gradino da fare per diventare grandi è proprio quello di migliorare questi numeri, così facendo nessun obiettivo sarà irraggiungibile.
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