Gazzetta di Reggio

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Per la Reggiana l’insidia Santarcangelo

di Juri Panciroli
Per la Reggiana l’insidia Santarcangelo

I granata affrontano nel loro fortino una squadra abbordabile: ma ci vorrà pazienza per scardinare la difesa romagnola

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REGGIO EMILIA. Il punto strappato a San Benedetto una settimana fa pone più che mai la Reggiana fra le candidate al secondo posto finale che garantisce una griglia playoff importante, saltando i turni preliminari. È inevitabile che quel pari abbia comunque raffreddato gli entusiasmi di chi, specie tra i tifosi, credeva -e magari sogna ancora- di andare a prendere il Padova per vincere il campionato ed approdare in Serie B dalla porta principale. Ma oggi ci sono tutte le premesse per tornare a galoppare, quando alle 16.30 si presenterà al Città del Tricolore il Santarcangelo. Lo stadio reggiano è diventato un vero e proprio fortino invalicabile per le avversarie, come fu nella prima parte del campionato scorso, dove i granata vincono e spesso convincono da sette gare consecutive: quindi la gara odierna sulla carta dovrebbe essere poco più che una formalità.

All’andata finì 1-1 tra due squadre impelagate in zona retrocessione e segnò il debutto in panchina per la coppia La Rosa-Tedeschi. Da allora Genevier e compagni hanno risalito la china mentre i romagnoli sono rimasti nei piani bassi, però in questi mesi sono cambiate guida tecnica e societaria per i clementini e per queste ragioni non sarà una partita da prendere con leggerezza. Il 29 dicembre Ivan Meštrovic -già presidente di quell'Osijek della Serie A croata portata in poco tempo dal fallimento ai preliminari di Europa League- ha acquistato il club con ambizioni di salire di categoria in due anni. Anzi, in riva all’Adriatico già si parla di possibile fusione col Rimini, ad un passo dal vincere la Serie D, guardando anche al Cesena in caso di retrocessione per costituire una società in grado di egemonizzare gran parte della Romagna per puntare ancora più in alto. Ma questo per ora è fantacalcio. Di concreto ci sono però i tanti soldi, gestiti dal suo factotum Vlado Borozan, che hanno sanato anche stipendi arretrati, ed i giovani di belle speranze già col passo abituato alla massima serie croata che il patron ha dirottato nell’avventura romagnola.

Inoltre la squadra è stata affidata ad un tecnico esperto come Alberto Cavasin che con uno strano 3-3-1-3 (in partita si compone a rombo sul centrocampo e all’occorrenza si trasforma in 4-3-1-2) per 40’ ha imbrigliato la capolista Padova nel turno scorso oltre a provenire da buoni risultati; infine non va dimenticato un elemento di esperienza come Dalla Bona in grado di dare ottime geometrie in mediana. Insomma, la classica partita che vincendola si fa il proprio dovere ma che di insidie ne cela parecchie.

Dal canto suo la Reggiana, che sta trovando la forma ottimale, potrà contare sul suo pubblico e su un terreno di gioco perfetto per le giocate dei vari Cesarini, Carlini, Cattaneo o Genevier.

Mister Sergio Eberini insisterà col suo 4-3-3, forte di una rosa quasi al completo col recupero di Spanò, magari con un paio di varianti rispetto all’undici visto con la Samb. Le gare tignose, con avversarie con l’acqua alla gola, si possano risolvere anche con un episodio, con qualche prodezza individuale, che i giocolieri granata hanno nelle corde. Anche perché, oltre a tenere alto il morale, sarebbe bello festeggiare con la vittoria il progetto appena presentato di valorizzazione dello storico stadio Mirabello.

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