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«Non va come volevo ma c’è fiducia in me»

di Linda Pigozzi
«Non va come volevo ma c’è fiducia in me»

Basket serie A, l’esterno della Grissin Bon Federico Mussini: «Se il coach Menetti non mi fa sconti è per farmi crescere»

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REGGIO EMILIA. L’ha più volte dichiarato, il coach Max Menetti: «A Federico Mussini non faccio sconti». E lui, dopo un inizio non propriamente in discesa, si sente di ringraziare il tecnico.

«Non è andata come mi aspettavo - spiega il reggianissimo esterno della Grissin Bon - ma sento sempre di avere la fiducia del coach e del club».

Coach che ormai quattro anni fa la lanciò appena 18enne in quintetto in un quarto di finale di Coppa Italia. Di fatto lì iniziò tutto.

«Ho un ricordo bellissimo di quel quarto di finale in cui vincemmo con Cantù, anche se poi non riuscimmo a fare l’impresa in semifinale. Mi dispiace non aver partecipato alla Coppa Italia quest’anno, ma questa esclusione può spingerci a far meglio.

Cosa è successo?

«Abbiamo buttato via partite che erano alla nostra portata. In particolare all’inizio se avessimo vinto un paio di gare in più, tutto sarebbe cambiato a livello della fiducia, del clima. Adesso però ci stiamo riprendendo».

Lo testimonia anche la qualificazione ai quarti d’Eurocup, non crede?

«È un grande risultato. Non ci accontentiamo, però. Adesso vogliamo arrivare fino in fondo».

Come giudica la sua stagione?

«Non è andata come me l’aspettavo. Io chiedo molto a me stesso perché credo molto nelle mie capacità. All’inizio, per vari motivi, la stagione si è un po’ complicata e io ci ho rimesso molto per una questione di ruoli, di spazi».

Ha cambiato ruolo in corsa: da play a tiratore. Come ha vissuto il passaggio?

«Io posso giocare in entrambi i ruoli. Da quando ho iniziato a giocare sono sempre stato un realizzatore. Se gioco play non è poi detto che io non possa realizzare, mi trovo bene in entrambi i ruoli. Più sono coinvolto, più mi trovo bene. Però esclusivamente come tiratore, non do il meglio di me. Quello lo do quando sono maggiormente coinvolto».

Si è confrontato con lo staff?

«Ci siamo parlati, come è normale che sia, per fare in modo che ci fosse un miglioramento per entrambe le parti. Sia per me, sia per la squadra. Io con Max Menetti ho un rapporto molto diretto, parliamo spesso. Non mi fa passare nulla? È vero, mi corregge e penso che lo faccia per il mio bene. Crede nelle mie capacità e vuole che io diventi un giocatore di alto livello. Se questo suo atteggiamento può aiutarmi nella mia crescita, allora sono d’accordo con lui».

Che margini di miglioramento crede di avere?

«Non ha senso sentirsi arrivato in un certo aspetto tecnico tattico. Bisogna lavorare sempre su tutte le parti del gioco. Mi devo però concentrare di più sulla difesa e sulle letture, aspetti in cui mi sento peraltro migliorato».

Ha vissuto gli inserimenti in squadra come una bocciatura?

«Da un punto di vista sì e da un altro no. Il mio ruolo ora è cambiato da play a guardia, e devo dire che in un primo momento non l’avevo presa molto bene. La situazione però s’era messa in un modo tale che ha portato a cambiare delle cose e una di queste è stata il mio ruolo e il mio utilizzo. Diciamo che ora la vivo come una motivazione in più per far vedere che posso fare quello che facevo all’inizio».

Rifarebbe la scelta di andare in Ncaa?

«La rifarei sempre. Mi sono trovato bene e sono cresciuto come giocatore e come persona».

Come ha ritrovato la serie A dopo due stagioni?

«Simile come livello tecnico ma più equilibrata. Ora non c’è gara che si possa portare a casa senza dare il 100%».

Detto questo, dove può arrivare la Grissin Bon?

«Non ci poniamo limiti. Noi guardiamo avanti per arrivare il più in alto possibile».

Però l’obiettivo dichiarato al momento è ancora la salvezza.

«A ma piace guardare agli obiettivi più alti. In classifica non mi piace guardare dietro».

Rifarebbe anche la scelta di tornare a Reggio?

«Sì, anche se non è stato facile lasciare gli Stati Uniti è una grandissima soddisfazione giocare in serie A nella società in cui sono cresciuto. Ricordo quando pulivo il parquet del Bigi e guardavo i giocatori sognando di poterci essere anche io, un giorno. Adesso quando guardo i bambini ricordo tutto il percorso che ho fatto per arrivare fin qui».

Sente la fiducia del club?

«Sì, c’è sempre stata. Questa estate mi ha fortemente voluto e già questo mi ha dimostrato quanto qui si creda in me».

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