Reggiana, la difesa di ferro è un marchio di fabbrica
Da quattro anni i granata fanno della retroguardia il loro punto di forza. Una tendenza avviata da mister Colombo e proseguita fino ad oggi
REGGIO EMILIA. Una squadra che non subisce gol. È questa una delle chiavi della grande risalita della Reggiana targata Sergio Eberini, con la Reggiana che è passata nel corso degli ultimi mesi dal quart’ultimo posto in classifica al secondo, con ancora il sogno di poter “andare a prendere” la capolista Padova.
E nel corso di questi mesi la difesa è stata una delle grandi armi dei granata. Se come ha affermato il tecnico nelle scorse settimane «la squadra ancora non capitalizza tutta la mole di gioco che viene creata», è altrettanto vero che la Reggiana non subisce quasi mai gol. Anche nell’ultima sfida a Vicenza i padroni di casa non sono mai riusciti ad entrare in area di rigore, provando sempre la conclusione dalla distanza perché davanti a sé si trovavano una sorta di muro invalicabile.
La Reggiana oggi difende di squadra, gli attaccanti sono i primi difensori e tutti hanno voglia di sacrificarsi. Solamente così ci si può permettere di tenere in campo contemporaneamente elementi come Cesarini, Altinier, Cattaneo, Carlini e Riverola che solitamente esprimono al meglio le proprie qualità nella metà campo offensiva. Oggi la Reggiana è la miglior difesa non solo del girone B, ma di tutta la serie C, con 16 gol subiti in 23 partite giocate, per una media di 0,69 gol subiti ogni volta che è scesa in campo. E negli ultimi anni proprio la difesa è stato uno dei grandi punti di forza della formazione granata. Già dalla stagione 2014/15, quando la Reggiana allenata allora da Alberto Colombo arrivò fino alla semifinale playoff persa con il Bassano, la retroguardia granata era tra le migliori dell’intero campionato e concluse la stagione regolare con 38 gare giocate subendo 31 reti, con una media di 0,81 gol subiti a partita e una differenza tra gol fatti e subiti di +22. Dato che si ripeté anche la stagione successiva: 34 partite giocate, 25 gol subiti e una media di 0,73 reti incassate, alle quali si aggiunse un +25 di differenza reti. Nella scorsa stagione, che si concluse anticipatamente a Firenze ancora una volta in semifinale playoff per mano dell’Alessandria, la retroguardia granata è stata più “ballerina”, a causa di un’ultima parte di campionato, prima dell’inizio dei playoff quando la squadra diede una svolta alla stagione, fatta di molte sconfitte. In 38 partite i granata subirono 36 gol, chiudendo la stagione con una media di 0,94 reti subite a gara e una differenza gol di +7. Fino ad oggi la grande solidità difensiva della squadra ha permesso ai granata di conquistare punti importanti e ora che la risalita in classifica è terminata, queste certezze saranno la base per inseguire il sogno promozione nei playoff, quando ogni dettaglio sarà decisivo.
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