Barbara Schmied: «Il Marconi può chiudere al quarto posto»
CASTELNOVO SOTTO. La rampante ungherese del Marconi Jumpers è tornata a suscitare grandi entusiasmi: il riferimento è ovviamente alle gesta pallamanistiche di Barbara Schmied, che sabato scorso ha...
CASTELNOVO SOTTO. La rampante ungherese del Marconi Jumpers è tornata a suscitare grandi entusiasmi: il riferimento è ovviamente alle gesta pallamanistiche di Barbara Schmied, che sabato scorso ha avuto un ruolo determinante nel blitz piazzato dalle biancorosse.
La formazione di coach Stefano Dardi ha sbancato il parquet vicentino delle Guerriere Malo: una vittoria propiziata dalle 10 reti della giocatrice, lo stesso bottino totalizzato anche dalla sua compagna di squadra Margret Duru.
«A dicembre ho attraversato un periodo complesso - commenta - non ero contenta delle mie prestazioni, e durante la sosta natalizia ho effettuato un'approfondita riflessione in merito. Dopo la pausa ho ritrovato livelli di rendimento più consoni ai miei standard, e soprattutto ho ricominciato a giocare con la necessaria serenità. Ora, finalmente mi sento di nuovo in forma».
Schmied torna poi sull'impresa di Malo: «Dopo un inizio decisamente tribolato per noi, la vera chiave di volta è arrivata dopo l’intervallo. Nel 2° tempo abbiamo iniziato a far vedere il gioco che davvero ci contraddistingue: inoltre sono emerse le nostre doti caratteriali, che ci hanno aiutate a fronteggiare anche i pesanti problemi relativi all'infermeria. Oltre all'assenza delle lungodegenti, Martina Vercalli ha giocato pur avendo avuto la febbre tutta la settimana: in più, Julie Di Maggio è stata limitata dai problemi al ginocchio».
Sabato il Marconi Jumpers ospiterà Imola, per la seconda giornata della fase a orologio di A2: le romagnole sono ancora a zero punti mentre Castelnovo Sotto staziona a quota 12, ma Barbara Schmied è ben lungi dal cantare vittoria prima del tempo.
«Rispetto a inizio stagione, i miglioramenti compiuti come squadra sono evidenti - rimarca la 24enne -. È quindi necessario continuare su questa strada, senza lasciarsi influenzare dalla classifica delle avversarie di turno. Inoltre, serve una crescente autostima: come dice coach Dardi, un singolo errore non può indurci allo sconforto. Io resto molto fiduciosa. Il 4° posto finale è un obiettivo alla piena portata».
(n.r.)
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