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Stadio, tensione Reggiana - Comune

di Jacopo Della Porta
Stadio, tensione Reggiana - Comune

I coniugi Piazza hanno chiesto una mediazione per la questione dell’affitto ma la trattativa non ha dato gli esiti sperati

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REGGIO EMILIA. Che la questione stadio fosse spinosa e di grande attualità in via Mogadiscio non era un mistero. Da tempo i proprietari della Reggiana sono alle prese con il problema dell’affitto, ritenuto troppo caro, e alcune recenti dichiarazioni facevano intendere che il problema fosse sempre nella parte alta della loro agenda.

Domani il presidente Mike Piazza e la vice Alicia Rickter terranno una conferenza stampa per «un aggiornamento sull’evoluzione della trattativa riguardante il “Mapei Stadium – Città del Tricolore” e sul futuro della società», come si legge nelle convocazione diramata agli organi di stampa.

In attesa di sentire quanto hanno da dire, si sa che nelle scorse settimane i coniugi hanno chiesto un incontro al sindaco di Reggio Luca Vecchi per illustrare il loro punto di vista sulla querelle. Punto di vista che si riassume facilmente in poche parole: «L’affitto è troppo caro».

I granata devono corrispondere ai proprietari dell’impianto 250 mila euro l’anno, più una cifra dello stesso importo per le spese di gestione.

Un costo del quale si sono lamentati in più occasioni e che è stato oggetto di alcuni pepati botta e risposta con Mapei, compreso il patron Giorgio Squinzi. Da qualche tempo gli americani stanno pagando 10mila euro d’affitto al mese, più spese, in attesa di arrivare a un agognato nuovo accordo. Dal loro arrivo i proprietari americani hanno speso 230mila euro, spese escluse, per l’impianto di gioco.

I Piazza hanno dunque tentato nuovamente di coinvolgere il Comune, così come era già avvenuto nei mesi scorsi senza successo. Due emissari della società si sono incontrati con rappresentanti della giunta Vecchi. Il primo cittadino ha offerto una mediazione politica e ha contattato rappresentanti della Mapei, che avrebbero dato il loro assenso. Da Piazza Prampolini hanno ribadito che l’ente locale non può entrare nel merito del contratto (così come aveva detto a ottobre il primo cittadino), mentre la società granata ritiene che la Reggiana sia un bene della città e dunque sia meritevole di un’attenzione che va oltre quella dovuta a un contenzioso tra privati.

I proprietari dello stadio hanno detto al Comune che non hanno intenzione di sfrattare la Reggiana a fine anno, come invece lasciavano intendere le dichiarazioni di Squinzi alla Gazzetta dello Sport lo scorso novembre («Se entro fine dicembre non saranno saldati gli arretrati, gli verrà tolto l’uso dello stadio».

Cosa pensano i Piazza di questo tentativo di mediazione lo diranno domani in via Mogadiscio, ma tutto fa pensare che l’effetto ottenuto non sia quello sperato. I proprietari si sarebbero detti «delusi» dalla risposta ottenuta da piazza Prampolini, da qui l’intenzione di convocare la conferenza stampa.

La grana stadio resta dunque una nube nel cielo granata, che al momento è rischiarato dai risultati del campo e dalla convinzione che la squadra ha tutti i mezzi per poter ambire alla serie B.

In questi mesi i coniugi hanno cercato di valutare alternative al “Mapei Stadium - Città del Tricolore”, anche in province limitrofe, ma sono sondaggi che non hanno portato a nulla di concreto.

Dopo la vittoria del bando per la gestione del Mirabello i sognatori più irriducibili avevano accarezzato l’idea di un ritorno nello storico impianto. Ma poi tutti si sono dovuti arrendere alla realtà dei fatti: le regole e le norme in materia di sicurezza non consentono di pensare a una simile opzione.

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