Il Milan ora ringhia «Se vinciamo il derby cambia lo scenario»
Gattuso promosso e pronto per il big match contro l’Inter Stoccata Raiola: «Donnarumma? Deve lasciare i rossoneri»
MILANO. Nonostante il rientro alle 4 di notte da Roma, la neve e il giorno di riposo concesso da Rino Gattuso, gran parte dei giocatori del Milan si è presentata a Milanello. Massaggi e terapie per smaltire le fatiche dei 120' contro la Lazio, e focalizzarsi subito sul derby di domenica. «Se vinciamo si può aprire uno scenario diverso», ha ammesso l'allenatore che a fine novembre ha preso in mano una squadra impantanata a metà classifica, col morale a terra e le gambe scariche, l'ha rigenerata, portata in finale di coppa Italia e vicina alla condizione di poter lottare per un posto in Champions. Ora è virtualmente occupato dall'Inter, lontana 7 punti. Ma dopo 13 risultati utili non è più una chimera l'obiettivo fissato a inizio stagione dopo la faraonica campagna acquisti estiva. Gattuso è riuscito laddove ha fallito Montella, a cui però riconosce il merito di aver dato alla squadra la cultura della ricerca del gioco, che negli ultimi due mesi ha raggiunto livelli di qualità sconosciuti al Milan degli ultimi anni. L'ex mediano ha anche impostato una preparazione atletica per giocare più partite ravvicinate senza cali d'intensità; ha trasmesso il dna Milan allo spogliatoio; ha registrato la difesa, che da sei partite non subisce gol; ha rivitalizzato Biglia e Calhanoglu, e chiarito le gerarchie in attacco puntando sulla verve di Cutrone; ha perfino difeso il club dalle indiscrezioni sull'instabilità finanziaria del proprietario Li Yonghong. E ora può conquistare un trofeo, in un clima d'entusiasmo da tempo estraneo al mondo rossonero. Un exploit che è valso paragoni con Conte, l'allenatore corteggiato in passato dalla dirigenza, adesso sempre più convinta di aver puntato a fine novembre sull'uomo giusto. «Si sta parlando un pò troppo di me, sarei un guru della panchina o cose simili. La verità è che io non sono ancora nessuno, ho ancora tanto da imparare» si è schernito Gattuso. Di rinnovo si parlerà più avanti, magari dopo la finale di coppa Italia con la Juventus, da calendario fissata il 9 maggio. In quel caso non ci saranno problemi a ritoccare l'ingaggio dell'allenatore meno pagato della Serie A, che non appena si è accomodato sulla panchina rossonera ha dovuto anche fare i conti con il caos Donnarumma. Una vicenda che potrebbe riaprirsi da un momento all'altro, a sentire l'agente del portiere. «Se Gigio mi dovesse chiedere di andare via, mi metterei subito al lavoro anche perché le richieste importanti ci sono. Anzi, se fosse per me Gigio dovrebbe andare via dal Milan», ha detto Mino Raiola, aprendo anche al ritorno in Italia di Mario Balotelli: «È pronto. È maturato. Vale 100 milioni, ma è a parametro zero, un affare. Sto già trattando con molti club in Inghilterra e Italia. Ho parlato con Juve, Roma, Napoli, Inter».
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