Grissin Bon sconfitta da Trento 68-82
Reggio perde l'occasione per tornare in zona playoff
REGGIO EMILIA. La Grissin Bon le prende da Trento in quello che era un confronto importante per l’ingresso ai playoff. La vince, questa partita chiave, assolutamente con merito la Dolomiti Energia capace di gelare i reggiani con un primo quarto monstre.
Reggio sì subisce troppo la fisicità dei trentini di Buscaglia e il gioco duro permesso dai tre fischietti, ma deve comunque recitare il mea culpa per la mollezza iniziale.
In parterre restano Nevels e Markoishvili, reduce da un infortunio a ginocchio e tenuto a riposo in vista delle due gare di coppa con lo Zenit della settimana. Nel pre-gara ci sono applausi per l’ex Silins, alla sua prima volta da ex in via Guasco, e, a profusione, anche per l’eroe azzurro Della Valle.
In quintetto Menetti lancia quindi Llompart, Candi, Della Valle, White e Reynolds. Di là Buscaglia risponde con Forray, Sutton, Hogue, Silins e Hogue.
Non sente l’emozione del Bigi, OJ Silins, che come già accaduto all’andata è sin da subito bello tonico. Suo il canestro che apre il match, cui segue il cesto di Forray. Buscaglia ordina subito la zona e l’attacco reggiano ne è disorientato. Della Valle sbaglia un appoggio già fatto, poi colpisce pure un ferro. Shields affonda la lama e, dopo neppure 3’, si è sullo 0-9.
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Rompe il ghiaccio, finalmente, Reynolds. Ma i suoi due acuti restano isolatissimi e Reggio continua a sbattere contro la difesa tosta degli ospiti. Menetti stravolge il quintetto e gli assi Wright-Wright se non altro per una mano sembrano essere vincenti (9-16 al 6’). Le loro due fiammate non trovano però seguito e Trento entra negli ultimi 2’ del quarto su un solido +14. Per arginare le ondate trentine, Menetti ci prova con la zona 3-2, subito violata da Hogues. Se gli ospiti viaggiano alla grande in attacco (11-27 al primo gong) Reggio litiga a ripetizione col canestro (1/6 dall’arco). Il disastro prosegue, complice anche la mollezza difensiva biancorossa. Dopo 2’ del secondo periodo, la Grissin Bon è precipitata sul -20 (12-32) e solo le mani di Della Valle danno l’idea di poterla scuotere. I sei punti filati della guardia azzurra sono ossigeno puro. Sorpresa dalla reazione dei reggiani, che finalmente si mettono a difendere, la formazione trentina rallenta la corsa perdendo terreno (24-38, sancito dai due liberi di Candi al 7’). Il -14 biancorosso diventa poi -12 e quindi -10 (30-40) con il gol di Della Valle negli ultimi istanti del quarto. Che si chiude poi sul 20-42 con il canestro sulla sirena Hogue, cui viene ingenuamente concesso l’ultimo tiro.
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Il 4 a 0, autografato da Della Valle e Reynolds a inizio ripresa, consente alla Grissin Bon di ridurre ulteriormente il gap. Il -8 dà linfa nuova anche al pubblico ma Trento è vigile e risponde con un controbreak da 4 a 0.
Reggio ha però alzato la levetta dell’intensità e, aumentato il ritmo, comincia a dare fastidio sul serio al team trentino. L’assist che Chris Wright smazza e che Reynolds poi trasforma è il -7 (43-50). Qui arriva l’errore da tre di Della Valle e la truppa di Buscaglia, subitissimo, rientra (43-53 con Hogue). Non delude però il bomber sul ribaltamento di fronte e la sua tripla viene accolta con un boato dal Bigi. ll pubblico ormai è caldo, così come la Grissin Bon: White, all’8’, segna per il -5 (52-57). Con carattere alza però la testa, Trento. Una schiacciata di Flaccadori e una tripla di Gomes rimettono gli ospiti avanti di 10, quando ormai è bagarre. Tanto che il terzo gong, arrivato in un frangente positivo per Trento, pare perfino provvidenziale.
Buscaglia perde Gomes per infortunio al ginocchio negli istanti iniziali del periodo conclusivo, ma soprattutto i suoi, provati dai tanti minuti giocati ad alta intensità, hanno perso smalto e paiono offuscati sui due lati del campo. Reggio capisce che bisogna approfittarne e si avvicina al -7 (60-67) con la schiacciata di White, ma di nuovo viene respinta con forza dagli avversari, capaci di stringere i denti quel tanto che consente loro di mettere del tutto al sicuro quel risultato che avevano ipotecato già dopo il primo quarto di gioco.
E a Reggio non resta che recitare il mea culpa per l’approccio disastroso che tanto le è costato nella notte del ritorno in via Guasco dopo un mesetto. Erroraccio assolutamente da non replicare martedì sera, nell’attesissima gara 1 del quarto di finale d’Eurocup con lo Zenit, se si vuole provare a coltivare un sogno grande grande.
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