Reggiana in B, il sogno costa sei milioni
Passivo record per la società di via Mogadiscio: la spesa per i contratti dei giocatori è aumentata del 50% in un anno
REGGIO EMILIA. «Ancora una volta si è dimostrato come, in assenza di diritti tv di cui invece beneficiano le serie superiori, la partecipazione ad un campionato di serie C non permette di raggiungere un equilibrio economico soddisfacente in quanto la vendita dei biglietti e la raccolta pubblicitaria non riescono in alcun modo a coprire i costi di gestione». La relazione sulla gestione al bilancio dell’esercizio della Reggiana chiuso al 30 giugno 2017, commenta così le pesanti perdite sostenute dalla società di via Mogadiscio. «La stagione - si legge nel documento contabile - ha comportato il sostenimento di significativi costi al fine di approntare una rosa che potesse ambire alla promozione in serie B». Un impegno che, dopo un avvio di stagione molto difficile, sta dando i suoi frutti, dato che la squadra di Sergio Eberini è lanciatissima
Dando un’occhiata ai conti, un vero e proprio bagno di sangue, si capisce meglio come mai il presidente Mike Piazza sbattesse i pugni sul tavolo nella conferenza stampa di venerdì dedicata al tema dello stadio. Il risultato netto dell’ultimo bilancio parla infatti di una perdita di sei milioni di euro, contro i quasi tre dell’anno precedente e l’1,3 dell’esercizio chiuso al 30 giugno 2015. In un solo anno l’aumento della perdita è stata di oltre il 100%.
A far esplodere i costi ci sono gli stipendi e i salari, passati da 2.420.562 euro dell’esercizio 2016 ai 4.282.647 di oggi: un aumento del 77%. Somme dirottate sulla prima squadra al fine di ottenere l’agognato salto di categoria. Nello specifico gli stipendi dei calciatori sono passati da 1.792.783 euro a 2.747.085 (+53%).
Un altra voce che incide molto nel bilancio sono gli affitti, tasto molto dolente per la proprietà. La Reggiana per il “godimento di beni di terzi” spende 463.284 euro. «Ad aggravare ulteriormente il conto economico - si legge nella relazione - vi è il contratto di locazione del “Mapei Stadium - Città del Tricolore” che incide sul risultato dell’esercizio per euro 280.000».
L’andamento della gestione degli ultimi anni è sempre stato negativo, ad eccezione della stagione 2013/2014 che ha rappresentato un evento eccezionale dovuto all’acquisto dello stadio da parte di Mapei (nel bilancio 2014 la Reggiana poteva contare su 867.000 euro di affitto pagato dal Sassuolo).
L’investimento sul parco giocatori della stagione in corso non ha precedenti nelle ultime gestioni di via Mogadiscio. «Tra i costi di gestione si segnalano inoltre i costi per il settore giovanile che negli ultimi anni è stato via via potenziato fino a contare alla data del di chiusura del bilancio in commento circa 300 atleti tra cui anche bambini della Accademia granata. Il vivaio ha inoltre prodotto ottimi risultati anche dal punto di vista economico grazie alle cessioni di alcuni suoi prodotti».
AUMENTO DI CAPITALE
Il presidente Mike Piazza dopo la chiusura del bilancio, con la perdita di 6 milioni di euro, ha provveduto subito a ad un aumento di capitale di due milioni di euro. Nel bilancio chiuso il 13 novembre 2017 si legge che in attesa dell’assemblea per l’aumento di capitale, necessario visto il valore delle perdite, «si dà comunque atto dell’avvenuta effettuazione ad opera dell’azionista di maggioranza di versamenti in conto futuro aumento di capitale per complessivi euro 2.000.000 successivamente alla data di chiusura del bilancio». Venerdì scorso inoltre, a quanto si apprende, i proprietari hanno fatto un’iniezione di capitale di un altro milione di euro.
Alla chiusura del bilancio Reggiana Group Llc di Mike Piazza deteneva l’85% delle quote, mentre Reggiana Forever il 15%. I successivi aumenti di capitale comportano la riduzione delle quote detenute dai soci di minoranza. In proposito Piazza ha sempre detto che andava verso il 100% della proprietà.
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