«Piango il mio amico Davide»
Il granata Alessandro Bastrini era stato compagno di squadra di Astori a Cagliari
REGGIO EMILIA. Diversi giocatori granata in carriera hanno affrontato lo sfortunato capitano della Fiorentina Davide Astori, morto domenica notte nel ritiro di Udine. Per Davide Facchin e Alessandro Bastrini è stato compagno di squadra: il primo ai tempi delle giovanili nel Milan, il secondo solo ipochi anni fa (2014) a Cagliari, e per lui la notizia della sua morte è stata una vera mazzata.
«Domenica, appena acceso il telefono, vedevo un sacco di messaggi di disperazione di ex compagni ma non avevo letto il nome, non capivo… poi quando ho letto di Davide è stata una doccia fredda. Ancora adesso non riesco a realizzare».
Giusto aver sospeso i campionati?
«È stato il minimo perché il calcio è divertimento e allegria e nessuno avrebbe avuto voglia di giocare».
Cosa ricorda di lui?
«Pochi mesi a Cagliari ma intensi. In quel periodo eravamo sempre insieme io, lui, Dessena e Perico. Ricordo una sorpresa per il mio compleanno quando lui e Dessena organizzarono una festa al ristorante e a mezzanotte, spente le luci, mi fecero trovare una torta. Persone fantastiche, ricordo le serate di Europa League a casa sua mangiando pizza e scherzando fra noi».
E sul campo?
«Ricordo poco gli scontri da avversari nelle giovanili mentre averlo avuto compagno di squadra è stata una grande cosa. Avevo parlato di lui pochi giorni fa, inserendolo tra i giocatori preferiti conosciuti in carriera perché era fantastico anche dal punto di vista umano, davvero umile».
Tragedie del genere come le vive un collega?
«Il primo pensiero è andato alla compagna Francesca e alla bambina. Lui non c’è più ma per loro sarà uno strazio ancora maggiore, la bimba non conoscerà mai il padre. Purtroppo mi l’avevo già vissuta con Mario (Morosini, morto in campo a Pescara nel ’12, ndc), che conoscevo bene. Davide lo sentivo spesso, lo andavo a vedere quando giocava nei paraggi e sapere che se n’è andato all’improvviso senza nemmeno un saluto è straziante. Alla famiglia vorrei mandare le più sentite condoglianze poi, io e gli altri che gli volevamo bene, ci saremo sempre e li aiuteremo a passare questo brutto momento».
Nonostante le tante visite alle quali siete costantemente sottoposti.
«Non saprei. Sono visite al top per le nostre potenzialità ma a volte ci sono patologie o altre cose. Era a letto che dormiva, non sotto sforzo e magari, fosse successo in campo, sarebbe stato soccorso mentre era da solo in camera…È il destino».
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