La Grissin Bon si prende Gara 1
I biancorossi regolano i russi dello Zenit e compiono il primo passo verso la semifnale
REGGIO EMILIA. Gara 1, preziosissima, finisce in cassaforte.
La Grissin Bon mette le mani sul bottino, fermando assolutamente con astuzia il gioco della corazzata russa San Pietroburgo.
Lo Zenit, arrembante squadra da corsa, viene fatta rallentare a dovere e i suoi tiratori di striscia messi a tacere.
Vale tanto, tantissimo, la vittoria conquistata davanti ai 4.280 cuori che hanno pulsato al Bigi nella prima gara dei quarti di finale d’Eurocup.
Del resto, “C’è un sogno da realizzare” come hanno ricordato gli Arsan con la coreografia preparata per l’evento. Perché di evento si tratta. Lo dimostra pure il parterre de roi, zeppo di nomi grossi dell’italico basket. Coach a profusione e pure il presidente Fip Gianni Petrucci.
Questo lo scenario nel quale la Grissin Bin si presenta con Llompart, Della Valle, Markoishvili, White e il capitano Cervi. Il tecnico avversario Valsily Karasev, cui Menetti soffiò l’Eurochallenge quasi quattro anni fa, replica invece con l’ex Brindisi Scottie Reynolds, Karasev, Voronov, Gordon e Simonovic.
E’ tonica Reggio, sin dal via, nonostante Gordon inganni per più volte i lunghi di casa. Ci pensa quindi, pur assediato, Della Valle dai 6.75 a far saltare in piedi i del Bigi. Mettendo tanta intensità, i russi cercan di imporre il loro gioco fisico e veloce, ciononostante White riesce ad appoggiare al 4’ la palla del -3 (7-10) che va a ricucire il primo strappo ospite. Ci riprova, lo Zenit, a riprendere il largo aumentando i ritmi e mettendo tanta intensità e stavolta è Reynolds, presente e concentrato, a evitar la fuga russa (13-14, al 6’) insaccando sei punti consecutivi dall’elevatissimo peso specifico. Griffin però chiude i primi 10’ di gioco ferendo dall’arco la difesa reggiana per il 13 a 17.
E’ ancora caldo, il reggiano Reynolds, e inaugura la seconda frazione di gioco con il cesto del -4. Riduce quindi ulteriormente il gap Wright.
Reggio issa solide paratie difensive che lo Zenit non riesce a perforare e resta a bocca asciutta per oltre 2’. Si sveglia Karasev, figlio di coach Vasily, che infila 4 punti consecutivi, ma sotto lo Zenit fa acqua e Cervi, a ripetizione, ne approfitta per il 23 pari al 4’ abbondante.
La testa, la Grissin Bon la mette avanti con lo schiaccione di Julian Wright che a dirla tutta non fa tremare solo il tabellone, tanto che il tecnico ospite si vede costretto a fermare il tempo per un minuto.
Il trend però non muta: Candi allunga al +4, quindi è Della Valle a infilare la tripla del 33-27. Lo Zenit prova a rifarsi minaccioso, ma il divario resta invariato alla “campanella” dell’intervallo cui s’arriva sul 35-29.
Dopo averlo di fatto annullato, il pericolosissimo Kuric si fa sentire a inizio ripresa per la prima volta dall’inizio del match, Gordon e Harper lo seguono e in un niente i russi sono di nuovo avanti.
Il rischio del crollo mentale, qui, è elevato per la truppa di Menetti. Che invece è bravissima a restar lì con la testa.
Regge, Reggio, con la testa e con il fisico e, rosicchiando punto dopo punto con ostinazione, tocca il +8 (51-43) con la giocata di gran classe di Julian Wright. Il suo omonimo Chris dice poi +10. Ma non c’è neppure il tempo di esaltarsi che Valiev ha già colpito e sul 54-46 che ancora non vuol dir vittoria, si entra quindi nell’ultimo periodo di gioco.
Affidandosi alle mani dei suoi uomini più esperti (Julian Wright e Markoishvili), il team reggiano vola presto a +14. Karasev e quindi a Griffin tentano il tutto per tutto e il loro 5 a 0 riduce sotto i 10 la forbice dello svantaggio. E qui, come non mai, per la Grissin Bon diventa una prova di resistenza. Voronov viene in aiuto ai biancorossi fallendo i due liberi guadagnati dopo il fallo di Della Valle, quando da giocare non restano che poco più di 3’. Sono una benedizione i due punti di Markoishvili, glaciale dai cinque metri. Un’unica voce sottolinea poi l’appoggio di Reynolds. Mancano 120” e i 4.280 cuori del Bigi già assaporano il gusto della vittoria quando, a gelarli, è la bomba depositata da Karasev che vale il -7 (68-61). Ma super Reynolds e quindi Markoishivili chiudono il conto.
Oggi si vola in Russia con la voglia di mettere in cassaforte anche Gara 2, preziosa pure questa come oro.
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