«Siamo una Conad da psicanalizzare»
Sconsolato il capitano del Volley Tricolore Nicola Sesto «Non capiamo cosa ci succede ma ora dobbiamo reagire»
REGGIO EMILIA. A tre giornate dalla fine del Pool B appare più critica che mai la situazione della Conad Volley Tricolore, al momento candidata allo scontro per i playout con le prime due formazioni del Pool C.
È almeno il sesto infatti il posto che la formazione di Held dovrebbe raggiungere per chiudere la stagione in bellezza, ma l’obiettivo dista tre punti da recuperare in due trasferte su tre tra cui quella insidiosa di Cantù prevista per domenica alle 18.
«La sconfitta al tie-break contro Gioia fa male, ora non ci resta che stringere i denti e giocarci il tutto per tutto» commenta il capitano Nicola Sesto che invita tutti a rimettersi a lavorare a testa bassa prendendosi ognuno le proprie responsabilità.
La classifica infatti al momento è impietosa: Alessano battendo Cantù è volata a 25 punti, Gioia del Colle con i due punti strappati alla Conad è salita a quota 21, mentre Aversa e Cantù sono rimaste ferme a quota 16, la seconda a causa del rinvio a data da destinarsi della partita contro Ortona, rimasta così ferma anch’essa a 14 punti pari merito con Mondovì che ha invece vinto a Potenza Picena. E’ quest’ultima a occupare il penultimo posto a 12 punti che valgono il +1 sulla Conad, ultima a 11 punti.
Capitano, dopo il primo set perso avete infiammato il Bigi con un 25-16 nel secondo e un 25-22 nel terzo, poi è arrivata la disfatta.
«Purtroppo la partita non era facile e noi non siamo riusciti a mantenere la lucidità necessaria per chiuderla, arrivando a sbagliare anche palloni semplici. Gioia estremizza un gioco veloce che è difficile da leggere e non sempre le nostre scelte sono state all’altezza. La sconfitta fa ancora più male perché arriva dopo la gara persa contro Mondovì: se avessimo vinto quella, ora il punto strappato alla seconda in classifica apparirebbe sotto una luce diversa».
Il clima in squadra com’è? «Il gruppo è unito come sempre, anche se ammetto che siano settimane molto difficili per tutti perché è salita tutta l’ansia di quello che non abbiamo fatto finora, dei risultati e dei punti mancati. Dovremmo cercare di stare tranquilli ricordandoci che in realtà nessuno ci chiede di fare cose straordinarie, ci si aspetta solo di esprimere le nostre potenzialità».
Cosa vi impedisce di farlo? «Ci credete che io stesso dal campo non l’ho capito? Certo l’inizio della partita è stato condizionato dai fantasmi della brutta sconfitta contro Mondovì della settimana prima, siamo partita con il braccino in battuta e imprecisi a muro, poi ci siamo sciolti e abbiamo iniziato a giocare come sappiamo perdendoci sul finale. Il rammarico più grande è dover constatare che, se a livello individuale siamo cresciuti, questo come gioco di squadra non è avvenuto».
Per colpa di chi?
«Difficile dirlo perché tutti ce la stanno mettendo tutta, in palestra si lavora tanto e non c’è mai nessuno che tiri indietro. I risultati però parlano e come giocatori la responsabilità per queste sconfitte ce la prendiamo tutta, avremmo dovuto fare id più».
Nemmeno il Bigi ha aiutato, adesso tocca alle trasferte. «Già, nemmeno in casa riusciamo ad esprimerci e questo è grave perché, come è purtroppo noto, in trasferta non concretizziamo molto. Se vogliamo riaprire i giochi dovremo andare a vincere a Cantù e Mondovì pur sapendo che non sarà semplice, tutte le squadre del Pool B sono ben attrezzate, ce la metteremo tutta».
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